L'Italo-Americano

italoamericano-digital-3-21-2013

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CV���������N.���12���������GIOVED�����21���MARZO���2013���������������������������������THURSDAY,���MARCH���21,���2013 Pope Francis ��� The 266th Pope of the Catholic Church. Emigrare �� come cucinare: si mescolano gli ingredienti BARBARA MINAFRA Argentine Cardinal Jorge Mario Bergoglio, who chose the name of Pope Francis, is the 266th pontiff of the Roman Catholic Church DATED���MATERIAL���-���DO���NOT���DELAY VATICAN CITy - Buenos Aires Archbishop Jorge Mario Bergoglio, whose great-grandfather was from the northern Italian region of Piedmont, was elected pope Wednesday taking the name Francis. He is the 266th pope, leader of the world's 1.2 billion Catholics, and the first Jesuit pontiff. The 76-year-old is also the first non-European pontiff in over 1300 years. He is doctrinally conservative like his predecessor Benedict XVI though he is con- Close to 200 thousand people rapidly gathered to St. Peter���s Square to cheer just elected Pope sidered progressive for his strong support of helping the poor. As of now, new elected Pope Francis is shunning the perks and pomp of office like the saint he took his name from. He waved off the 'solemn' pontifical car laid on after he became pope on last Wednesday and insisted on going back to the cardinals' residence in a minibus with the former colleagues who had just elected him. Continued to page 15 A deeper look at the first Pope from the American continent Pope Francis walks into the crowd at the inauguration mass Bergoglio, whose great-grandfather was from the northern Italian region of Piedmont, is believed to be close to the Communion and Liberation movement, a doctrinally conservative group founded in the 1960s partly in response to Marxism and other leftist movements. His predecessors Benedict XVI and John Paul II were supporters of the movement. One of five children, he is the son of a railway worker. As a student he worked as a bouncer at a nightclub to support himself. He is known to like tango and soccer. Continued to page 15 La cucina ��, quasi per definizione, contaminazione. Di sapori, di prodotti, di ricette, di storie. Non solo perch�� ogni prodotto ha un territorio di provenienza, con caratteristiche e profumi legati al luogo di origine, ma perch�� porta con s�� l���esperienza di chi sa cuocerlo. Ha un passato legato alle tradizioni, un presente fatto dei posti in cui si consuma, e delle persone che lo preparano usando creativit�� o rispetto delle ricette tipiche. Porta con s�� una specie di ���bagaglio culturale���. La cucina usa prodotti che arrivano da luoghi lontani e li introduce nell���alimentazione quotidiana. Basti la storia del pomodoro, delle patate o del cacao che dalle Americhe giunsero in Europa con l���oro e le pietre preziose e che rivoluzionarono non solo i piatti ma il costume e la societ��. La cucina porta in tavola, cio�� nel gesto pi�� comune che a qualsiasi latitudine facciamo tutti, mangiare, sapori che richiamano paesi lontani, viaggi, vere e proprie ���migrazioni culinarie���. Spesso a un piatto si collega una festa o una tradizione. Che Thanksgiving sarebbe senza tacchino ripieno? Che Natale sarebbe a Napoli senza capitone? Quante volte si assaggia qualcosa legato all���album di famiglia, a un piatto italiano cucinato dalla nonna emigrata negli Usa 60 anni fa? Le pietanze sono ���luoghi��� di identit��. Come non pensare a quei prodotti tipicamente tricolori come gli spaghetti che gli italiani, ovunque siano, cercano ma che pure gli stranieri, abituati a sapori diversissimi, imparano ad apprezzare e a identificare come nostri? Nel viaggio virtuale che L���Italo Americano sta facendo dentro le storie di emigrazione, non poteva mancare un richiamo alla cucina, simbolo del made in Italy, che persino pi�� di chi emigra sa adattarsi ai cambiamenti, sa assimilare i prodotti locali, integrarli, mescolarli con quelli dell���identit�� d���origine e reinventarli. E allora la pizza �� un po��� diversa dalla classica Margherita o il gelato �� pi�� cremoso e soffice di quello italiano ma non per questo se ne consuma meno (pag. 4 e 5). Scriveteci a letters@italoamericano.com e raccontateci la vostra ricetta italiana o il vostro viaggio nei sapori italo-americani: la pubblicheremo sul giornale!

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