L'Italo-Americano

italoamericano-digital-5-2-2013

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PAGINA  2 ROMA - I due principali quotidiani indiani in inglese - The Times of India TOI) and Hindustan Times (HT) - pubblicano oggi in prima pagina le precisazioni di fonte governativa indiana secondo cui le accuse formulate contro i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ''non comportano la pena di morte''. Riferendosi a quanto deciso dalla Corte Suprema il 26 aprile, TOI titola: 'Il governo interpreta l'ordinanza della Corte come una esclusione della pena di morte'. ROMA - Sposarsi oggi, con una media di circa 100 invitati, costa in Italia da un minimo di 35 mila a quasi 60 mila euro. Una bella cifra, che costringe molte famiglie a chiedere un prestito per celebrare il matrimonio o a tentare di organizzare un matrimonio 'low cost'. I numeri arrivano dall'Osservatorio nazionale Federconsumatori, che ha monitorato i costi per il giorno più bello ed importante nella vita di una coppia. Per contenere le spese - date anche le difficoltà nel trovare un posto di lavoro o la stabilizzazione occupazionale per le giovani coppie - stanno prendendo piede alcune nuove tendenze: la novità del 2013 è la scelta di "condividere" il proprio matrimonio con un'altra coppia di amici o parenti che intende sposarsi. REGGIO EMILIA - Lo zio, che l'ospitava agli arresti domiciliari, lo invitava a risparmiare luce e acqua. Lui, sentendosi assillato, ha fatto un'accorata richiesta ai Cc, che l'hanno girata al giudice, per tornare in prigione. È la singolare storia di un 25enne di Casalgrande, che sconterà così dietro le sbarre a Reggio Emilia il residuo della condanna del Gip di Modena a 20 mesi per spaccio di droga. Scoppiato il conflitto, lo stesso zio avrebbe cambiato idea sull'ospitalità a suo tempo offerta. ROMA - Circa 56 milioni di italiani sono rimasti a casa per il 'ponte' del 25 aprile: sono infatti solamente 4,35 milioni gli italiani in vacanza, cioè che hanno pernottato almeno una notte fuori casa. L'indagine è stata realizzata dall'Istituto ACS Marketing Solutions per Federalberghi. "È un ulteriore campanello d'allarme per la stagione estiva in arrivo quello che fa squillare il risultato turistico del 'ponte' del 25 aprile, considerando anche l'opportunità offerta dal calendario che proponeva ben 4 giorni liberi", commenta il presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca. Crisi: cresce ancora numero di italiani senza dimora assistiti ROMA - La crisi economica si "acuisce" e nel 2012 le pratiche aperte dagli "avvocati di strada" per dare assistenza legale, in modo volontario e gratuito, a persone senza dimora che difficilmente riescono a ottenere il gratuito patrocinio, sono aumentate del 10% rispetto al 2011; quasi un terzo di queste è italiano. Lo rivela il nuovo "Rapporto 2012" dell'associazione Avvocato di strada, presentato in questi giorni a Roma. Nonostante negli ultimi 12 mesi si sia registrato un "boom" di pratiche relative al diritto dei migranti (il 45% del totale), dovuto all'emergenza Nord Africa, il 28% dei senza dimora assistiti dagli avvocati di strada sono italiani, "una quota raddoppiata rispetto al 2010". "Prima si finiva in strada per patologie psichiche o problematiche legate a dipendenze - ha spiegato il presidente di Avvocato di strada, Antonio Mumolo - ora perché si diventa poveri. Senza dimora diventano imprenditori falliti, padri separati, persone licenziate e pensionati al minimo". Nel 2012 le pratiche aperte in tutta Italia dall'organizzazione di volontariato sono state 2.575, contro le 2.360 del 2011. Il 34% riguardavano il diritto civile, come il diritto alla residenza e al lavoro, l'11% il diritto amministrativo. L'Italo-Americano SOTTO TIRO Disoccupato, separato e senza un soldo, Luigi Preiti ha chiesto cinquanta euro alla mamma per raggiungere Roma. I genitori sapevano che, di tanto in tanto, si allontanava da casa – dove era tornato dopo la separazione – per cercare fortuna, ovvero lavoro, l'emergenza numero uno dell'Italia attuale. C'è gente che un giorno si sveglia ancora con un lavoro e con uno stipendio e il giorno successivo, se le cose vanno male, si ritrova virtualmente sul lastrico, licenziata e senza un futuro. Perché, nell'Italia di oggi, claudicante e sofferente, se perdi il lavoro non lo ritrovi più, aumentando i disagi materiali e, soprattutto, psichici. Luigi Preiti ha preso da Rossano, in Calabria, il treno per Roma. È sceso alla Stazione Termini prendendo alloggio in un albergo diurno. Ha estratto dalla valigia un completo scuro e una camicia chiara. Ha caricato la pistola, una calibro 7,65 e si è diretto, sotto la canicola di domenica scorsa, verso Palazzo Chigi. Un disegno lucido e determinato. Giornata di festa: al Quirinale, a dieci minuti di cammino da Montecitorio, sarebbe andato in scena il giuramento del neo-Premier Letta. Ministri giovani, molte donne, la voglia di fare, di cercare (almeno) di mettere riparo alle turbolenze dei conti pubblici, dedicandosi, con provvedimenti seri, all'emergenza-lavoro. "Avrei voluto uccidere i politici", ha detto al magistrato, tre ore dopo essere stato catturato, Luigi Preiti. Che, intanto, aveva sparato a due carabinieri: uno di loro, vedovo da due mesi appena, rischia la paralisi. Fine settimana devastante per l'Arma più amata degli italiani: il giorno precedente, al culmine di una rapina, un altro carabiniere aveva perso la vita. Un episodio che ha acceso, in maniera dirompente – come solo gli episodi eclatanti, purtroppo, possono fare – la luce sull'attuale disagio di molti italiani. Non sanno più cosa fare per tirare avanti, stritolati dai mutui, dalle bollette, dai bassi stipendi (quando ancora ci sono). Se si è separati, poi, i disagi psicologici aumentano perché si è costretti, in moltissimi casi, a tornare nelle abitazioni dei genitori, lasciate anni prima cavalcando sogni poi andati in frantumi. Cercava l'attacco alla casta, Luigi Preiti. Introdursi all'interno di Palazzo Chigi, aspettare i Ministri reduci dal giuramento del Quirinale, e poi sparargli. È la spia del malessere crescente: c'è un abisso, attualmente, tra gli italiani medi, strangolati dalla crisi e da una fiducia complessiva che viene meno, e gli oligarchi del sistema e della politica, accusati di non immedesimarsi compiutamente nei problemi della gente. Ecco perché il Governo Letta, in cui confluirà la destra, la sinistra e il centro in un condensato democratico, dovrà fare in fretta. Allentando la morsa delle tasse, se possibile, varando provvedimenti a sostegno del lavoro. Solo così la gente tornerà ad affezionarsi alle istituzioni, sorridendo maggiormente alla vita. Soltanto così sarà possibile evitare risvolti agghiaccianti come il caso-Preiti. GIOVEDÌ  2  MAGGIO  2013

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