L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-28-2021

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GIOVEDÌ 28 OTTOBRE 2021 www.italoamericano.org 43 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | NOTIZIE SPORTIVE SPECIALE OLIMPIADI Obiettivo scudetto: incognite da eliminare, ma il Napoli fa sul serio STEFANO CARNEVALI avrebbe potuto destare qualche preoccupazione. Il tecnico tosca- no, oltre a rasserenare l'ambien- te, si è concentrato sulla raziona- lizzazione tattica della squadra che, adesso, oltre ad avere una chiara identità, vede i giocatori più importanti sempre impiegati nelle posizioni più congeniali. L'ex allenatore dell'Inter ha optato per il 4-2-3-1, il modulo più adeguato per i calciatori a disposizione. Complice la lunga indisponibilità di Mertens (ora recuperato, ma definitivamente relegato ad alternativa di lusso), il rosolo di centravanti è stato affidato ad Osimhen, da cui si sono sin qui ottenute risposte eccellenti. Alle sue spalle il ter- zetto di alta qualità composto da Politano (o Lozano), Zielinski ed Insigne. La scelta di posizionare il polacco sulla trequarti - libe- randolo, finalmente, da eccessivi compiti di copertura, è un'altra intuizione spallettiana, che sta dando ottimi risultati. In mediana una coppia perfettamente amal- gamata: i muscoli e i tackle di Anguissa, abbinati al fosforo e alle geometrie di Fabian Ruiz che, finalmente accentrato (altra idea di Spalletti), ha forse perso un po' di incisività in zona gol, ma ha recuperato in termini di costanza e centralità nella mano- vre di squadra. La difesa, infine, prevede Di Lorenzo e Mario Rui sulle corsie laterali (loro, di fatto, non hanno alternative) e Koulibaly (sembrava a un passo dalla cessione, è stato completa- mente rigenerato dal grande lavoro motivazionale dello staff tecnico) e Rrahmani. Proprio il kosovaro è la bella sorpresa della linea arretrata: ha ormai scalzato Manolas (sempre meno 'connesso' col progetto azzurro) perché Spalletti lo reputa più disciplinato e ordinato del greco. Con lui in campo, la parte del difensore 'esuberante' può esse- re esclusiva di Koulibaly (che, da questo punto di vista, non conosce rivali). In porta è finita la pericolosa alternanza: il titola- re è Ospina. Questa chiarezza e queste scelte funzionali sono il segreto dietro il primato in clas- sifica del Napoli che, oltretutto, vanta anche la difesa meno bat- tuta della Serie A. FATTORE OSIMHEN. L'ottimo momento dei parteno- pei, però, ha anche un altro 'sim- bolo': Victor Osimhen. Il nige- riano, dopo una difficile annata d'esordio in azzurro (caratteriz- zata da tanti infortuni e da qual- che comportamento poco conso- no), si sta imponendo come vero e proprio 'fattore' decisivo. È un unicum nella rosa azzurra, visto che unisce a una buona tecnica di base, tanti centimetri e, soprattut- to, una peculiare capacità di 'strappare in verticale', nello spazio, che ha pochi rivali in tutta la Serie A. In queste prime 9 Giornate è già andato a segno 5 volte, rea- lizzando sempre gol importanti ai fini del risultato, sempre da dentro l'area, ma con modalità molto differenti. È un attaccante SEGUE DA PAGINA 42 Il 9 volte campione mondiale di MotoGp Valentino Rossi (Ph© Rblissett | Dreamstime.com) Valentino Rossi saluta i fan: ultima gara italiana in Moto Gp, omaggiato dalle Frecce Tricolori V alentino Rossi ha chiuso al 10° posto, partendo dal- l'ultimo, il gran premio dell'Emilia-Romagna, l'ultima gara in Italia prima del ritiro del 9 volte campione del mondo. Dopo aver tagliato il traguardo è iniziata la festa: circondato da meccanici, amici e colleghi e soprattutto dalla 'marea gialla', il popolo di tifosi che lo ha accom- pagnato per tutta la carriera e in ogni angolo del mondo. "Misano è il 'mio GP', vivo a dieci km da qui e quindi è la gara di casa, per me. Qui ho vinto tre volte e spero la gente porti nella memoria i trionfi, le gare e i duelli che abbiamo vis- suto". Il campione è stato omag- giato dal sorvolo delle Frecce Tricolori passate sopra la pista, e dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio che gli ha consegnato il premio icona del Made in Italy. "E' un ambasciatore del Made in Italy nel mondo. Ovunque io vada, nella lista di chi mi dice di amare l'Italia c'è sempre Rossi. Con questo riconoscimento dici- amo grazie a chi ha rappresenta- to l'Italia nel mondo facendo sognare milioni di tifosi e ha fatto viaggiare il Made in Italy ad altissima velocità sulle due ruote. È un premio a una carriera fenomenale". D opo le ultime stagioni faticose (in particolar modo dopo la fine del progetto-Sarri), sembra che, per il Napoli, sia arrivato il momento del definitivo rilancio: mentre scriviamo, gli Azzurri comanda- no la classifica (alla pari con il Milan), con un bottino di 8 vitto- rie e 1 pareggio (nell'ultima Giornata, 0-0 a Roma). La società ha puntato sulla continuità: affidata la squadra a Luciano Spalletti (uno degli alle- natori migliori della Serie A), si è voluto mantenere il gruppo, senza cessioni pesanti ma anche senza acquisti roboanti (per via dell'infortunio di Demme, è arri- vato in extremis Anguissa, sin qui uno dei più sorprendenti mediani del torneo). Il Napoli, al netto della tenuta ambientale (vero tallone d'Achille, nelle ultime annate), ha davvero tutto per puntare allo Scudetto. SPALLETTI IL RAZIO- NALIZZATORE - Dopo due anni senza panchine, Spalletti si è messo al lavoro con grandi motivazioni, senza mai alzare la voce nemmeno quando l'immo- bilismo societario sul mercato completo, difficile da arginare sia per la sua fisicità, sia per il suo costante movimento. INCOGNITE - La partenza stagionale del Napoli è stata assolutamente eccellente e, sulla carta, gli Azzurri hanno davvero tutto per restare in vetta sino alla fine. Ad oggi, le incognite prin- cipali (oltre alla già citata tenuta ambientale, spesso 'a rischio' negli ultimi anni) paiono riguar- dare la mancanza di alternative affidabili in alcuni ruoli (terzini su tutti) e la situazione di Lorenzo Insigne. Il capitano è in scadenza di contratto e pare lontano dal tro- vare un accordo per il rinnovo. Mettere in campo un 'braccio di ferro' con De Laurentiis è sem- pre estenuante e 'rischioso' e Insigne, nel mondo Napoli, ha un peso specifico tutt'altro che indifferente: una sua 'disconnes- sione' dalla squadra, potrebbe avere conseguenze rilevanti. Lui sta giocando bene, ma non pare tranquillo (i tre rigori falliti ne sono la dimostrazione): per il bene del Napoli, sarebbe ottima- le che la 'questione-rinnovo' arrivi presto a conclusione (in un senso o nell'altro), sgombrando il campo da dubbi fastidiosi e pericolosi. puro, si è perso dopo un buon inizio. L'ex Spal dà il suo meglio quando ha campo davanti a sé per spingere: gli mancano ancora alcuni fondamentali da difensore puro e questo, nelle partite più complicate, si è visto. La rosa della Lazio non pare adatta al credo tattico di Sarri, nonostante si sia cercato di rimediare, acqui- stando esterni alti come Pedro, Felipe Anderson e Zaccagni. TENSIONI - Luis Alberto e Lazzari - punti di forza della Lazio di Inzaghi - sono finiti in panchina. Lazzari è finito dietro a Marusic, meno talentuoso ma più preciso in copertura. Luis Alberto ha scaldato la panchina in favore ora di Basic, ora di Akpa Akpro: calciatori più fisici e più 'di corsa' ma inferiori per tecnica e abilità di costruzione. FRAGILITÀ TRA I PALI - L'alternanza tra Strakosha e Reina era iniziata con Inzaghi: l'esperto portiere spagnolo, in modo abbastanza rapido, aveva sottratto la titolarità al collega albanese. Sarri ha confermato le gerarchie, affidando la porta a Reina in Campionato e a Strakosha in Coppa. Le cose non sembrano però funzionare: Reina, a 39 anni, è sempre meno reattivo e alterna grandi parate a errori evidenti. Strakosha, inve- ce, pare aver perso fiducia (prova nei sia anche la clamorosa pape- ra contro il Galatasaray in Europa League), confermando - come spesso accade - che l'alter- nanza tra i pali non giova ai por- tieri.

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