L'Italo-Americano

italoamericano-digital-7-212-2018

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GIOVEDÌ 12 LUGLIO 2018 www.italoamericano.org 5 L'Italo-Americano IN ITALIANO | C ' è u n s u o n o inconfondibile che r a c c o n t a l ' I t a l i a , immutato da millen- ni, che si fonde con il paesaggio punteggiato di chie- se e campanili. Ovunque si vada, paese di montagna o città di mare, c'è sempre il rintocco di una campana che segna il passa- re del tempo e accompagna la vita quotidiana. Il din-don-dan che arriva dal cielo e sprigiona nell'aria vibrazioni musicali, nasce dal fuoco in una fusione che dà forma al bronzo in appena due minuti e mezzo, in cui ci si gioca tutto il lavoro di mesi, seguendo un rituale che si perde nella notte dei tempi. Situata a poche ore di auto a sud-est di Roma, l'antica comu- nità di Agnone è appollaiata su una sporgenza rocciosa, quasi sospesa su boschi lussureggianti e sul sottostante fiume Sangro. Un tempo roccaforte delle tribù sannitiche, la forza di Agnone ora risiede nel raffinato bronzo italiano abilmente trasformato in magnifiche campane. L'eredità sannita rivela una lunga storia di fusione del bronzo che indiretta- mente ha portato, tanti anni fa, alla scelta di Agnone quale casa dei Marinelli. Prove archeologi- che hanno rivelato che Agnone era un importante centro per la fusione e la colata di statue e manufatti sacri sanniti, in parte per l'abbondanza di minerali nella regione montuosa. Un'ulte- riore prova è emersa quando nel 1848 fu scoperta, appena fuori dal paese, la famosa Tabula Osca (circa 300 a.C.), una tavoletta in bronzo incisa di sacri dettami. La scoperta di questa sorpren- dente reliquia preromana mette in risalto la fine lavorazione del metallo praticata ad Agnone circa 2200 anni fa. Durante il 1100, l'arrivo di maestri veneziani rafforzò l'anti- co commercio artigianale di Agnone. Con questa migrazione arrivò la famiglia Marinelli, fon- ditori di bronzo già esperti nel settore in Veneto. L'insediamen- to della dinastia di fabbricatori di campane avvenne nel 1339, quando la prima campana con il nome Marinelli fu creata e fir- mata da Nicodemo Marinelli. Le campane di Marinelli oggi sono fatte a mano dall'inizio alla fine utilizzando gli stessi stru- menti, metodi e processi impie- gati ai tempi di Nicodemo. È un arduo processo portato avanti da una squadra di 12 artigiani, due dei quali sono gli attuali proprie- tari dell'azienda di famiglia: i fratelli Armando e Pasquale Marinelli. Per fare una campana è necessario un matrimonio di materiali naturali selezionati con cura e grande devozione, che dura 3 mesi o anche di più. Utilizzando l'antico processo della cera persa, una campana Marinelli inizia a nascere dentro una struttura artigianale di mat- toni e argilla, messi insieme per dare la forma desiderata - ma leggermente più piccola - alla campana. Uno strato di cera viene applicato alla forma per riprodurre le dimensioni e le spe- cifiche della campana. Si posi- zionano i disegni in cera scolpita e le iscrizioni, molti creati da P a o l a , m o g l i e d i A r m a n d o , creando la superficie tridimen- sionale della futura campana. V i e n e q u i n d i a c c u r a t a m e n t e messo uno strato di argilla. Una volta indurito il guscio di argilla, si applica il calore per fondere lo strato di cera, che lascia dietro di sé uno stampo in negativo da riempire di metallo fuso. Lo stampo, ora pronto, è montato all'interno di un robusto telaio in legno, che viene messo in una fossa di terracotta vicino alla for- nace a 1.200 gradi C dove è sal- damente bloccato con detriti. Sono serviti diversi mesi per arrivare a questo punto, e ora ... pochi minuti determineranno il successo o il fallimento. "Questo è un momento critico", dice Ivo de Simone, guida in fonderia. "Per fare lo stampo, ci vogliono molti mesi o un anno; per fare la campana ci vogliono due minu- ti". Come detto, la Pontificia Fon- deria di Campane Marinelli, la più antica d'Italia e una fra le più antiche aziende familiari del m o n d o , è o g g i a f f i d a t a a d Armando e Pasquale Marinelli. Armando, appena fuori dalla sua fornace, racconta a L'Italo-Ame- ricano con trasporto e semplicità un "mestiere fantastico" che ha permesso a lui e alla sua fami- glia, di donare i preziosi "stru- m e n t i m u s i c a l i " a G i o v a n n i Paolo II, a Benedetto XVI e a Papa Francesco. La fama della vostra fonde- ria, diventata Pontificia nel 1925, è mondiale. Incontrare un pontefice è un momento eccellente, che qualifi- ca al massimo il nostro lavoro. Ma c'è tanta emozione anche con il più umile prete di campa- gna che, con dieci anime, mangia insieme a te un piatto di pasta e poi, nel momento affascinante, bello, della colata invoca 'Santa Maria' perché protegga la nuova creatura. Usate ancora il metodo della c e r a p e r s a , m e s c o l a n d o 7 8 parti di rame e 22 di stagno. Affidate al fabbro la perfezio- ne tecnica, al cesellatore l'arte b r o n z e a e a l c o l l a u d a t o r e musicale la "voce" della cam- pana. Qui da noi tutto è rimasto come nel Medioevo. La lavora- zione, la tecnica, i materiali: la terra, i mattoni, il fuoco, il carbo- Le campane della famiglia Marinelli: 8 secoli d'arte nella fonderia più antica d'Italia I fratelli Marinelli con Papa Francesco NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ Continua a page 7 L'importante colata del 19 Marzo 1995: Papa Giovanni Paolo II, oggi Santo, pregò con i Marinelli

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