L'Italo-Americano

italoamericano-digital-8-9-2018

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www.italoamericano.org 13 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 9 AGOSTO 2018 LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA L 'esodo inizia i primi di agosto. Le fabbriche nella Valle Tiburtina si fermano. I dirigenti abbandonano gli uffici aziendali all'EUR. I negozi di Via del Corso e le caffetterie di P iazza N avona chiudono le vetrine e spengolo le insegne. Esaminando il centro storico deserto, i turisti si chiedono se hanno perso un bollettino mil- itare relativo a qualche evac- uazione di massa. Un carabiniere in un'uniforme sudata a maniche corte li rassicura. Roma non è sotto attacco, spiega. È solo in vacanza. Ferragosto, il nome di questa fuga estiva, ha una lunga storia. Nel 18 a.C., Cesare Augusto con- solidò il suo potere attraverso la ricreazione. Dopo essere stato proclamato dio, ha dedicato a sè l'ottavo mese del calendario romano e ne ha fatto una vacanza lunga 31 giorni, le Feriae Augusti o Ferie di Augusto, per celebrare le sue più importanti vittorie. Il Collegio Pontificio, che amministrava la religione civica di Roma, si oppose. La nuova festività metteva in ombra i Nemoralia, in onore della dea Diana, i Vinalia Rustica e i Con- sualia, che benedicevano il rac- colto e ponevano fine a mesi di intenso lavoro agricolo. Augusto sorrise ai sacerdoti accigliati. Come Pontifex Maximus, poteva unire le feste preesistenti per dare un periodo di riposo più lungo chiamato Augustali, e lo fece più velocemente di quanto ci vuole a far bollire un aspara- go. Roma si è presa un mese di ferie. Buoi, asini e muli furono liberati dal lavoro e decorati con fiori. Gli aristocratici davano mance ai domestici prima di par- tire per le loro ville a Tivoli e Frascati. I cittadini comuni, bloc- cati in città, venivano intrattenuti con feste pubbliche, lotte tra gladiatori e corse di cavalli. I senatori repubblicani erano furi- bondi. "Attraverso la dolcezza del tempo libero", scrisse lo storico Tacito, "Augusto ha sedotto tutti". Così fece Benito Mussolini, che rese possibili le vacanze estive alle masse. Durante gli anni '30, attraverso le organiz- zazioni ricreative fasciste fece organizzare centinaia di viaggi popolari a metà agosto. Poiché questa iniziativa coincideva con la festa dell'Assunzione, che onorava la nuova divinità vir- ginea di Roma, il Vaticano approvò. I popolari treni di Ferragosto, disponibili a prezzi scontati, offrivano ai meno abbienti la possibilità di visitare altre città o di raggiungere località balneari e montane. Limitata al 13, 14 e 15 agosto, l'offerta comprendeva due opzioni: la gita di un giorno, entro un raggio di 50-100 km e la gita di tre giorni, entro un raggio di 100-200 km. Questo schema è continuato anche dopo il boom del dopoguerra e forti lobby hanno esteso la pausa di agosto all'intero mese. Solo i ricchi romani possono permettersi di fare escursioni a Ortesi, sciare al Passo del Tonale o avere lo yacht a Portofino. I lavoratori devono sopportare le umiliazioni dell'ATAC, il notoriamente inaffidabile sistema di trasporto di massa, o il quinto cerchio del GRA, il traffico infer- nale che circonda la città, per raggiungere una spiaggia affolla- ta a Ostia o Civitavecchia o una villa in collina vicino a Rieti o Chieti. I brutti viaggi non valgono mai la pena. Il portiere che ha dimenticato di sistemare il dis- tributore di ghiaccio, che prenota la cena sbagliata. Il limoncello a bordo piscina fatto con succo concentrato congelato, che attira uno squadrone di mosche. I bag- nanti obesi, che indossano i suc- cinti Pucci tarocchi, tappezzano l'intera costa adriatica. I buoni viaggi finiscono sem- pre troppo presto. Il tempo fugace rende disperato il vedere e fare tutto. L'ultimo sabato di Fer- ragosto, i vacanzieri passano la notte nelle discoteche di provin- cia. Nonostante il tutto esaurito, questo è il momento più felice del loro viaggio, quando il desiderio fa l'ultimo passo verso la disillusione. La domenica mat- tina, faranno le valigie e pregher- anno che la noia della chiesa e l'angoscia del lungo viaggio verso casa terminino nel previsto ritorno alla routine quotidiana. Di ritorno a Roma, un'ultima cosa attende il loro ritorno. Poichè papa Francesco, preferisce le stanze climatizzate di Casa Santa Marta alle sale di stucco di Castel Gandolfo, la tenuta papale estiva sul lago di Albano, questi umili uomini fanno una sosta. Per molti, è la prima occasione per godersi la città. Hanno vissuto a Roma tutta la vita ma, fino ad ora, non hanno mai partecipato al festival cine- matografico sull'Isola Tiberina, visitato il Pantheon o fatto un picnic nei giardini di Villa Borghese. Hanno invece combat- tuto, come impiegati o custodi, per sostenere le loro famiglie. Anche così, non si sentono pri- vati di qualcosa né invidiano ciò che non possono avere. "I politici promettono", dicono, "ma è già stato detto tutto. La vita è dura e il lavoro è tutto. Tutto il resto è un sogno". Il segretario di Pasquino è Anthony Di Renzo, professore di s crittura all' Ithaca College. Potete contattarlo all'indirizzo direnzo@ithaca.edu. Le vacanze balneari come le conosciamo oggi divennero popolari negli anni 50, ma già da molto prima gli Italiani amavano rilassarsi sulla spiaggia Ferragosto Pasquino si fa una vacanza Se ad Agosto il paese va in vacanza, lo si deve al suo grande, primo imperatore: Augusto

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