L'Italo-Americano

italoamericano-digital-8-9-2018

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www.italoamericano.org 15 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 9 AGOSTO 2018 P ers ino in un P aes e benedetto da immen- sa bellezza come è l'Italia, le Isole Eolie sono una destinazione da non perdere. L'arcipelago delle Eolie - un gruppo di sette isole e cinque isolotti nel Mar Tirreno al largo della Sicilia - prende il nome dal dio greco Eolo, "il guardiano dei venti", dai coloni greci. O ggi offre impressionanti acque cristalline blu scuro e molto altro ancora. Sorprendentemente belle, Lipari, Vulcano, Panarea, Stromboli, Salina, Filicudi e Alicudi sono una fetta di paradiso emersa 500.000 anni fa. L'origine è vul- canica. Designate patrimonio mondiale dell' U N ES CO nel 2000, le isole hanno dato alla vulcanologia esempio di due tipi di eruzioni: stromboliana e vul- caniana. Anno dopo anno, le Isole Eolie continuano ad ottene- re la certificazione internaziona- le della Bandiera Blu che denota il massimo standard per la qua- lità dell'acqua, delle spiagge e dell'eccellenza ambientale. Lipari è l'isola più grande. È idilliaca e adatta alle famiglie, con una grande città che porta lo stesso nome a soli 50 minuti di aliscafo dal porto siciliano di Milazzo. Il suo antico nome greco, Lipàra, si traduce come "la fertile". Nel I secolo a.C., lo storico greco Diodoro di Sicilia conside- rava Lipari terra di abbondanza, ricca di pesci e frutti. Oggi ha anche un'affascinante ospitalità, oltre ad essere il punto di parten- za ideale per esplorare le altre isole. Ho passato un'intera gior- nata a visitare uno dei musei archeologici più belli del Medi- terraneo, il Museo Archeologico Regionale Eoliano Bernabò Brea. Immerso nel cuore dell'antica cit- tadella, vanta sei millenni di sto- ria dell'isola. Strumenti di ossi- diana e assemblaggi da cima a fondo di anfore recuperate da relitti locali, condividono il pal- coscenico con una collezione ine- guagliabile di ceramiche e maschere teatrali greche in miniatura. La cattedrale si trova nelle vicinanze. Bell'esempio di architettura barocca del XVII secolo, è dedicata a San Bartolo- meo, apostolo di Gesù e patrono di tutto l'arcipelago. Una statua in argento del santo domina l'inter- no, con la pelle scorticata infilata sotto il braccio. Fu martirizzato in Armenia e in seguito il suo sarcofago fu trasportato a Lipari. Un chiostro benedettino a destra dell'ingresso principale della cat- tedrale risale al 12° secolo. È ciò che rimane dell'originale catte- drale normanna. I centri vitali della città presso il porto, il vivace Corso Vittorio Emanuele II e Via Garibaldi, sono animati da centri commer- ciali. La lunga spiaggia di ciottoli neri nel borgo di Canneto ti fa innamorare della bellezza selvag- gia dell'isola. I vulcani nella parte nord orientale di Lipari hanno fatto emergere immense masse di pomice durante le antiche eruzio- ni. Le attività legate alla pomice hanno costituito la principale attività economica per secoli fino al 2007, quando l'attività minera- ria è cessata. Nell'antica Roma, la pomice di Lipari veniva utiliz- zata nella costruzione di bagni termali e templi, mentre in epoca moderna i leggeri mattoni di pomice venivano esportati negli Stati Uniti. Gli ex lavoratori di pomice mi hanno detto con orgo- glio che una grande quantità della "loro" pomice è stata utiliz- zata nella costruzione dei gratta- cieli di New York. Si siedono sulle sedie di fronte al lungomare Marina Garibaldi. Parlano tra loro e tengono d'occhio le cose. Mi è piaciuto ascoltarli al tramon- to. Hanno condiviso le loro storie di fatica e sacrificio. Edoardo sta da solo all'angolo con Via Mus- solinia. Sebbene ora sia invec- chiato e bloccato in una lenta camminata, i suoi occhi brillano di dolcezza. "Ogni giorno portavo centinaia di chili di sabbia pomi- ce sulla schiena", dice timida- mente. Un giorno ho fatto un giro in autobus di 10 minuti fino alla frazione di Acquacalda. C'è qual- cosa di misterioso e affascinante in queste enormi cave di pomice in disuso a cavallo della strada per Acquacalda. Questo paesag- gio postindustriale racconta la storia di un periodo glorioso nel plasmare il mondo moderno. La pomice di Lipari era ampiamente usata come pietra per lavare i migliori jeans americani. Sulla via di casa per Canneto, mi sono fermata a fare una nuo- tata nella bianca spiaggia di Por- ticello. Sabbie bianche di pomice circondate da rocce vulcaniche da un lato baciano le acque blu dall'altro. Fare snorkeling qui ti porta faccia a faccia con i giardi- ni di corallo. "La pomice è il colore di Lipari, un elemento importante dell'architettura eolia- na. E per me lavorare con mate- riali locali è doppiamente poeti- co", afferma Paolo Mezzapica, artista visivo di Canneto. L'intera isola ti rapisce: cortili di palme in stile arabo, una lussureggiante vegetazione di palme, banani, ibiscus, bouganville. Frutteti di uva malvasia fiancheggiano la montagna. E pensare che questo paradiso era conosciuto come "l'isola del diavolo" quando il Duce deportò qui molti dei suoi avversari politici negli anni '30. Leonida Bongiorno, leader comunista locale, aiutò alcuni deportati a fuggire. La primoge- nita di Mussolini, Edda Ciano, si innamorò di lui. In precedenza era stata sposata con Galeazzo Ciano, fedele fascista diventato ministro degli Esteri. Fu infine giustiziato dal suocero dopo averlo rinnegato nel luglio del 1943. Dopo la caduta del regime fascista, Edda fu tenuta in deten- zione sull'isola, dove incontrò Leonida. L'amore illecito è stato rivelato dal figlio di Leonida, Edoardo, nel 2009. Quando Edda fu rilasciata da Lipari nel giugno 1946, implorò il suo amante: "Vieni a vivere con me. Non abbandonare la feli- cità che Dio ti sta offrendo". Ma a quel punto fu lui ad aver cam- biato idea. I vulcani nella parte nord orientale di Lipari sono stati, in un passato lontano, i creatori di immense masse di pietra pomice, un simbolo dell'isola e della sua economia La cattedrale di San Bartolomeo di Lipari La bellezza delle isole Eolie risiede anche nella loro architettura e storia, unica nei colori dati dalle costruzioni in pietra pomice Nel I secolo AC, lo storico Greco Diodoro di Sicilia considerava Lipari terra di abbondanza Lipari idilliaca: leggende, fatica e amore tra le acque azzurre GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO Lipari, i suoi colori, la sua storia: un simbolo del Mediterraneo

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