L'Italo-Americano

italoamericano-digital-8-9-2018

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GIOVEDÌ 9 AGOSTO 2018 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | 19 LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA C ari lettori, l'Arkan- sas, il 25° Stato a far parte dell'Unio- ne (1836), potrebbe n o n e s s e r e u n a culla di italianità, ma all'interno dello Stato vivono i discendenti del più antico insediamento ita- liano in America e c'è il più antico Festival dell'uva d'Ame- rica. Infatti, quando ho parlato con Charlotte Piazza, ex curatri- c e d e l T o n t i t o w n H i s t o r i c a l Museum (257 Henri de Tonti B l v d . T o n t i t o w n , A r k a n s a s 72762), mi ha detto che questa sarà la 120° edizione della tre giorni di Festival annuale dell'u- va di Tontitown, che si tiene in Agosto. Dato che la geografia potreb- be impedirvi di partecipare al Festival, voglio farvi un po' conoscere la storia di Tontitown e le fatiche di quei primi coloni italiani, messi in moto da un ben i n t e n z i o n a t o f i l a n t r o p o newyorkese che si era comprato una grande piantagione, oltre al fiume Mississippi, in Arkansas, pensando che potesse essere un'alternativa ai bassifondi con- gestionati di New York e che convinse molte famiglie italiane a trasferirsi lì in campagna. *** Un piroscafo che trasportava 9 8 f a m i g l i e d e l N o r d I t a l i a lasciò l'Italia nel 1895 perché tasse sempre più alte, sovraffol- lamento, scarsità di cibo, disor- dini politici e impopolari guerre coloniali stavano minacciando la loro vita. Arrivarono in Ame- rica per ricominciare. Nel 1896 un piroscafo a vapore con 72 famiglie lasciò l'Italia per gli stessi motivi e il desiderio di ricominciare da capo in un posto chiamato Sunnyside, nello Stato dell'Arkansas. Sembra che Austin Corbin, miliardario e filantropo di New York, avesse concepito l'idea di fondare una colonia nel Sud-est dell'Arkansas a Sunnyside, nella contea di Chico. Il piano era di vendere terreni ai coloni in lotti di dodici acri per una piccola somma e con pagamenti dilazio- nati che si sarebbero estesi per molti anni. Il principe Ruspoli, un nobile italiano che era pro- prietario di un grosso blocco del m a g a z z i n o n e l l a S u n n y s i d e Company, sostenne l'idea, così come altri contadini e piccoli agricoltori italiani che vivevano nella regione alpina d'Italia, e chiuse contratti per l'acquisto di terreni a Sunnyside. Il primo gruppo arrivò a Sunnyside Plan- tation il 4 dicembre 1895, segui- to da un secondo gruppo il 5 gennaio 1897. I coloni si aspet- tavano di coltivare piccoli frutti e ortaggi, ma a causa della man- canza di strutture per il trasporto rapido, non poterono farlo e furono costretti a coltivare coto- ne e mais, colture che pochi, se non nessuno di loro, conosceva. Non abituati al clima umido, afflitto da zanzare malariche, molti si ammalarono e morirono quel primo inverno. Delle 100 famiglie che erano arrivate per prime, 125 membri morirono nel primo anno. *** Nel frattempo, padre Pietro B a n d i n i e r a s t a t o i n v i a t o i n America per aiutare gli immi- grati italiani. Bandini era di buona famiglia e molto istruito. Era appassionatamente coinvol- t o n e l l a d i f f i c i l e i m p r e s a d i migliorare la vita dei suoi com- pagni italiani e aveva organizza- to la St. Raphael Society per lavorare con il Servizio immi- grazione a New York. Sentendo delle condizioni di Sunnyside, Bandini andò in Arkansas per aiutare. Padre Bandini ricordava di aver attraversato gli Ozark dove il terreno era alto e asciut- to; un luogo in cui gli ammalati potevano riacquistare la salute e i coloni potevano coltivare col- ture più familiari. Convinse 18 famiglie ad aspettare mentre si assicurava la terra. La famiglia di Giovanni Battista Bariola fu la prima a seguire padre Bandini nel gennaio del 1898. A marzo arrivarono almeno 40 famiglie. Arrivarono in carrozza cantando le stesse canzoni che avevano cantato durante il viaggio dall'I- talia. *** Comprarono il terreno con un mutuo, dividendo la fattoria e pochi altri piccoli appezza- menti in lotti di 10 acri per ogni famiglia. Quel primo inverno le f a m i g l i e s i s i s t e m a r o n o i n capanne di legno e fango. Gli uomini lavorarono nelle miniere di Ozark in inverno mentre le donne fecero del loro meglio per fare case da quelle capanne. E n t r o l a t a r d a p r i m a v e r a , l a comunità iniziò a piantare le prime colture di frutta e verdu- ra. Iniziarono a coltivare un acro di terra, appoggiandovi sopra delle viti. Piantarono albe- ri di fico e castagni della loro Italia e il melo americano. I fichi e i castagni morirono nel primo anno, ma le mele prospe- rarono. Giorno dopo giorno, dall'alba a notte fonda, ogni u o m o s i o c c u p a v a d e l s u o a p p e z z a m e n t o , c e r c a n d o d i migliorare la terra. Padre Bandi- ni fu nominato ufficialmente parroco. Chiamarono la colonia Tontitown per Henri De Tonti, il primo luogotenente italiano di LaSalle, che aveva fondato la prima colonia bianca in Arkan- sas. *** Agosto trovò gli italiani con una messe da festeggiare e con una messa per il Ringraziamen- t o n e l l a p i c c o l a C h i e s a . L e donne servirono il pasto più gustoso che le loro misere prov- viste permisero. Da quel primo momento spensierato nei boschi nel 1898, nacque il Festival di Tontitown di oggi. John Pozza fondò il primo grande magazzi- no e l'ufficio postale nel maggio 1900. Ormai gli italiani avevano stabilito le loro fattorie, con fra- gole e autocarri di ogni tipo. Gli uomini lavorarono insieme per costruire una chiesa, poi inaugu- rata il 18 novembre 1900. Nel giro di sei anni, le fattorie di Tontitown divennero redditizie, diverse imprese furono fondate e, con la diffusione delle infor- mazioni sull'integrità e la com- petenza italiana, gli americani avevano imparato dai loro meto- di di coltivazione. Gli italiani avevano guadagnato il dovuto rispetto. *** "Sebbene le mele fossero il cuore della loro economia, l'uva, era la coltura dei loro cuori". Fu un bene che Tontitown avesse quel secondo raccolto in contan- ti, perché nel 1904 la brattea a t t a c c ò i l f r u t t e t o . D a q u e l momento in poi, la mela declinò quale raccolto principale di Ton- titown. Con la maggior parte dei frutteti in rovina, padre Bandini suggerì di trasformare i pergolati sul retro in vigneti commerciali. Nel 1911, costituirono la Tonti- town Grape Growers Associa- tion. Due anni dopo, fu fatta la p r i m a s p e d i z i o n e d i q u a t t r o vagoni di uva Tontitown. *** La regina Margherita d'Italia inviò a p. Bandini un set di bel- lissimi paramenti fatti a mano r i c a m a t i d a l l e a l u n n e d i u n a scuola femminile italiana. Quan- do Tontitown fu inglobata nel 1909, padre Bandini fu eletto sindaco. A quel tempo, le azien- de italiane coprivano oltre 1400 acri. Kansas City e Memphis Line attraversarono Tontitown con un deposito completato nel 1912. Aprirono il Golden Lion Hotel, il negozio e il caffè di Frank Baudino e la Bottega del fabbro di Strabala. Il General store di Leo Maestri divenne il nuovo ufficio postale e fu fonda- ta la Bank of Tontitown. Nel dicembre 1916, padre Bandini ebbe un infarto. Sebbene si pen- sava che migliorasse, morì il 2 g e n n a i o 1 9 1 7 e f u s e p o l t o a Tontitown. Ne sentirono la man- canza la gente di Tontitown, la vita della chiesa e i consigli di economia.

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