L'Italo-Americano

italoamericano-digital-8-23-2018

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www.italoamericano.org 11 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 23 AGOSTO 2018 Ma C 'era scritto "Italians do it better", gli ital- iani lo fanno meglio, s ulla maglietta di Madonna nel 1986 quando cantava P apa do not Preach, ma l'idea che gli italiani siano grandi amanti e seduttori risale a tempi molto più antichi quando, a Hollywood, Rodolfo Valentino divenne l'eroe latin lover, in opposizione all'eroe che combatte per la giustizia, l'unico che esisteva fino ad allora. L'Italia è un paese di santi, poeti e seduttori. Seduttori che, a differenza del mito di Don Gio- vanni e più vicino a quello del veneziano Giacomo Casanova, sono edonisti, positivi, piacevoli, divertenti e lasciano una sen- sazione di nostalgia e dolcezza nelle donne che incontrano. Anche se il concetto è spesso associato all'espressione di latin lover, a causa della pelle olivas- tra e dei capelli scuri degli attori che impersonavano questo ruolo, quando ci spostiamo dal cinema alla realtà, dovremmo usare piut- tosto le parole "Italian Lover". Immigrato negli Stati Uniti dalla Puglia, Rodolfo Valentino può essere considerato il primo vero seduttore dei tempi mod- erni, che è entrato nella storia non solo per la sua combinazione unica di stile, aspetto, carisma e il suo famoso "sguardo Valenti- no", ma anche perché è morto molto giovane a 31 anni, consol- idando così un mito. Paragonati ai "freddi" vichinghi, agli uomini del Nord, gli uomini italiani sono considerati amanti del divertimento, caldi e innamorati delle donne, di tutte le donne. Probabilmente La Dolce Vita, film dopo il quale l'attore Mar- cello Mastroianni divenne il seduttore per eccellenza, rappre- senta una riaffermazione dell'I- talian Lover e l'inizio di quello che potrebbe essere definito il marchio dell'Italia e degli Ital- iani, la terra e i dispensatori del piacere. La studiosa Jacqueline Reich, che ha dedicato uno studio a Marcello Mastroianni e alla mas- colinità, intitolato Beyond the Latin Lover: Marcello Mas- troianni, Masculinity e Italian Cinema, giunge alla conclusione che sotto un'immagine di iper- mascolinità si trovi la figura del- l'inetto, del fesso italiano in dis- accordo dentro e fuori luogo in un mondo in rapida evoluzione. Diversi ruoli durante la sua car- riera - l'uomo impotente, il cor- nuto e la vittima della donna ribelle, tra gli altri - presentano un antieroe colto in espressioni di mascolinità tradizionali, ma sempre più instabili. Per Reich, l'inetto è un riflesso del clima politico, sociale e sessuale insta- bile dell'Italia del dopoguerra e dei ruoli di genere in continuo cambiamento. Questo è sicura- mente un modo per analizzare il fenomeno, ma il mito è ancora valido e, ancora oggi, le donne di cultura anglosassone considerano gli Italiani esotici, il loro accento sexy e sognano una storia d'amore con loro. Gli anni che incoronarono Mastroianni attore di successo e amante per antonomasia, furono anche quelli di Franco Califano, che sostenne di aver avuto oltre 1700 donne nella sua vita. Di bell'aspetto, soprannominato "il bastardo venuto dal Sud", nella sua famosa canzone La Pelle ha detto: "E' la pelle, non il cuore, la luna e le stelle". La musica melodica italiana, genere che va ancora forte anche nel tempo del- l'hip-pop, può essere considerata la colonna sonora di tutti questi amori, specialmente delle storie d'amore estive. Se volete entrare nell'umore di quegli anni, basta ascoltare Il cielo in una stanza di Gino Paoli, e Senza fine di Ornella Vanoni, entrambe degli anni '60, quando un gruppo di giovani italiani, chiamati dai francesi "Les Ital- iens", conquistarono la Costa Azzurra. Il gruppo era composto da Beppe Piroddi, Franco Rapetti - noto come il Principe - Rodolfo Parisi e il più famoso di tutti a causa della sua relazione con la bomba Brigitte Bardot: Gigi Rizzi. Erano noti per la loro atti- tudine leggera, spensierata e l'amore indiscusso per le donne. Abbronzati, con indosso camicie sbottonate con sotto catene e pantaloni di pelle, hanno vissuto i ribelli anni '60 nel triangolo geografico Milano-Portofino- Saint Tropez, più interessati a una vita di piaceri che di politi- ca: "Abbiamo dovuto combattere contro i multimilionari per con- quistare le donne" ha scritto Rizzi nel suo libro di memorie. "Tutto quello che avevo era la mia faccia, e questo rendeva la sfida ancora più eccitante ... eravamo velenosi". "Era il '68", ha scritto in una lettera aperta ed elegiaca in occa- sione del settantesimo complean- no della Bardot, pubblicata dal Corriere della Sera nel 2004, "e stavo ballando a piedi nudi sui tavoli, sempre pronto a vincere, senza mai preoccuparmi del domani. Avevo 24 anni e in terra francese mi sentivo un moschet- tiere, bevevo Cointreau con Johnny Halliday e giocavo a football con Gilbert Bécaud nei pomeriggi a Place Delice. Guar- do indietro e vedo Saint Tropez, la fossa infernale di Esquinade, le interminabili notti tra Escale e Papagayo, e una notte in partico- lare, quando tu eri lì per plaudire L'arte di un Latin Lover made in Italy alle gesta de Les Italiens". Negli anni '70, il juke box suonava Grande, Grande Grande di Mina, Tanta Voglia di Lei de I Pooh, Anima Mia de I Cugini di Campagna, Ti Amo di Umberto Tozzi e, a Rimini, Maurizio Zan- fanti - chiamato Zanza, abbrevi- azione di zanzara, poiché la sua tecnica era quella di colpire e poi volare via - era il re delle dis- coteche e dei playboy. La sua fama di amante conquistò l'Eu- ropa e le ragazze si accalcavano nella cittadina balneare della Romagna sognando una storia d'amore con lui. Stando alle sue parole, è stato con oltre 6000 donne diverse e ha sempre vinto la sfida con i più famosi playboy della Versilia, la costa toscana dove la star era la città di Viareg- gio. Zanza era così famoso e così ricercato che aveva "aiutanti", chiamati Zanzini, che indossa- vano anche pantaloni di pelle e giacche sulla pelle nuda e sfog- giavano lunghi capelli biondi. The Independent e Bild gli hanno dedicato articoli, chia- mandolo Romeo o Tarzan: "Una volta che mi ero fatto una rep- utazione, non avevo nemmeno bisogno di provarci. Le donne venivano da me". Il tipico uomo italiano indossava un attillato costume da bagno Speedo o Port Cros, nessun pantalone da surf al ginocchio come oggi, e la sua sessualità era molto visibile e ammirata da tutte le donne, la maggior parte delle quali girava in topless sulle spiagge sabbiose d'Italia. Dopo gli anni '80, l'AIDS è stata una doccia fredda e l'atmos- fera di amore libero ne è stata influenzata. Tutto è diventato più oscuro, ma questo aspetto dello stile di vita italiano è cambiato ma non è stato cancellato. Infatti, se si naviga nel web italiano, si possono ancora trovare siti dedi- cati, letteralmente, al rimorchio, all'arte di far salire le donne a bordo. La prima di queste regole è: "C'è molto pesce in mare: il tempo che dedichi a un'ex fidan- zata viene rubato a una futura storia d'amore", e poi abbiamo: "Le donne meritano rispetto, quelle che sono alla loro prima esperienza ne meritano di più"; "Le donne vogliono uomini sicuri di loro stessi. Sappi sem- pre cosa fare, cosa bere, dove andare; sappi sempre che lo sai!". Forse gli uomini italiani sanno come piacere alle donne perché hanno sempre avuto madri forti che si aspettavano da loro che si comportassero bene, o forse nel Paese ci sono entrambe le cose, ma le parole di Zanza sono valide ancora oggi: "Le cose più belle del mondo sono il sole, le donne e il calcio, non mi interessa niente altro". Il bellissimo Rodolfo Valentino fu il primo Latin lover della storia LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA

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