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www.italoamericano.org 17 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 23 AGOSTO 2018 S tereotipi, stereotipi: li detestiamo ma non possiamo vivere senza, davvero. Alla fine, c'è sempre un minimo di verità in quei detti popolari che il tempo e l'abitudi- ne rendono più reali della realtà. E Milano, straordinaria capitale del mondo economico italiano, della moda e degli affari non ne è mai stata esente; in effetti, cia- scuna delle cose che ho appena citato fanno parte delle caratteri- stiche più popolari della città, quelle per le quali è solitamente conosciuta in tutto il Paese e nel mondo. Proprio come Roma è il Colosseo, Pisa è la Torre pen- dente e Torino è la FIAT o la Mole Antonelliana, nell'immagi- nario collettivo della gente Mila- no è affari, moda, bella vita e, beh, poco altro. Accanto alla nebbia, ovviamente. Non dimen- tichiamo la nebbia! Chiedete a qualsiasi milanese, o a chiunque abbia fatto della città casa sua, e sentirete una sto- ria completamente diversa, per- ché Milano è un luogo pieno di storia e arte, sede di fantastici musei (la Pinacoteca di Brera, la Galleria d'Arte Moderna, il Museo di Storia Naturale), bella architettura (il Duomo, natural- mente, ma anche San Babila, Sant'Ambrogio e il Castello Sforzesco) e molti angoli piccoli e caratteristici che molti visitato- ri tendono a dimenticare, distratti come sono dallo sfarzo di Via della Spiga e dal Triangolo della Moda. Chiedete a qualsiasi milanese e vi dirà che il vero cuore pul- sante della loro amata città è lì, sulle acque dei Navigli, le anti- che vie d'acqua nate per collega- re la città con i grandi laghi Maggiore e di Como e i fiumi Ticino e Po, oltre a consentire la comunicazione diretta sulle vie navigabili con la Svizzera. L'im- menso valore commerciale ed economico del sistema Navigli è evidente: attraverso essi, Milano potrebbe facilmente, e rispar- miando, rimanere in contatto con alcune delle aree economicamen- te più attive d'Europa, aumentan- do così la sua potenza commer- ciale, ma potrebbe anche irrigare ettari e ettari di terra, un vero toccasana per l'agricoltura della zona. Ma dobbiamo essere giusti con i Navigli, perché sono molto più di una vecchia via d'acqua, molto più di un gruppo di canali attualmente utilizzati per l'irriga- zione delle campagne intorno alla città. È qui, in questa parte meno conosciuta della città Meneghina, che si svolge il ritua- le dell'aperitivo, è qui che porti il tuo amato a fare una passeggiata, è qui, forse, che si può vedere la vera Milano. E per "vera Mila- no" non intendo necessariamente un vecchio, romantico ideale della città, ma la sua cultura gio- vanile, alla moda, vivace e ani- mata, fatta di creatività, musica e studenti universitari che lasciano il campus per unirsi alla movida in riva all'acqua e trascorrere allegramente il venerdì sera. Un angolo di Venezia, se volete, ma non ditelo ad alta voce, perché non sono sicura che un milanese sarebbe d'accordo. Storicamente parlando, i Navigli risalgono a molto tempo fa, poiché la costruzione iniziò probabilmente nel 12° secolo. Tuttavia, un po' come quell'altro vecchio simbolo malinconico di Milano, il Duomo, non sono mai stati del tutto finiti, se è vero che gli ultimi cambiamenti nel loro corso e nella loro costruzione furono fatti nel 1800. A quel tempo, però, i tranquilli e carat- teristici corsi d'acqua erano parte integrante del paesaggio milane- se. Il primo Naviglio ad essere costruito fu il Naviglio Grande, seguito poi da altri: il Naviglio Pavese, il Naviglio Martesana, il Naviglio di Paderno e il Naviglio di Bereguardo. Nel XV secolo i Navigli furo- no indissolubilmente legati al genio di Leonardo che, per otto fruttuosi anni, dal 1482 al 1500, fece di Milano la sua casa. In effetti, Leonardo ha ideato e costruito un sistema di dighe per regolare il flusso dell'acqua attra- verso il sistema dei Navigli e per agevolare il trasporto e la naviga- zione: oggi una delle dighe di Leonardo è ancora visibile sul Naviglio Pavese. Ed è a Leonar- do che Ludovico il Moro, signore di Milano in quegli anni, fu chie- sto di creare un sistema idrico per collegare direttamente la città al Lago di Como: sebbene il pro- getto non sia mai stato realizzato, i piani di Leonardo possono esse- re ancora ammirati in tutto il loro splendore oggi, al Museo della Scienza e della Tecnica. Per secoli, i Navigli rimasero la principale arteria commerciale della città: immaginate che il marmo di Candoglia usato per costruire il Duomo raggiungeva Milano attraverso le loro acque. Ancora all'inizio dell'Ottocento, nel 1805, Napoleone li conside- rava un asset essenziale per la città, ma quello doveva essere il canto del cigno: il rapido svilup- po del sistema ferroviario e la sua praticità mandarono in pen- sione i Navigli, con molte sezioni che alla fine furono coperte o su cui ci si costruì sopra. Tuttavia, il loro fascino rimase incolume, se è vero che, all'inizio del XX secolo, il movimento futurista, che era contrario a qualsiasi cosa ritenuta antiquata e non in linea con le loro concezioni filosofi- che ed estetiche fatte di azione, progresso e interventismo, dichiarò che avrebbero dovuto "sfidare quella visione di luce lunare riflessa sui Navigli" tipica del Romanticismo. E oggi, cosa resta dei Navi- gli? Bene, parlando di "Navigli" ci riferiamo principalmente a tre di essi: il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese e il Naviglio Martesana, quest'ultimo noto per la bellissima pista ciclabile che lo percorre. I primi due sono il cuore e l'anima della vita nottur- na milanese: bar, pub, ristoranti, luci e musica, una zona calda e accogliente, simile per concezio- ne ai famosi Murazzi di Torino, con cui condividono una storia simile fatta di operatività com- merciale, decadenza e redenzio- ne moderna. Passeggiare lungo i Navigli è un modo di vivere Milano nella sua essenza natura- le, di testimoniare la sua storia e di incontrare la sua gente, non solo e semplicemente gli uomini d'affari e le migliori modelle di Via Montenapoleone, ma anche gli studenti e le famiglie, i giova- ni e i buongustai, i romantici e i gotici. Un mix di persone e di suoni tutti da gustare e sperimen- tare. Con tutta quest'acqua e questa magia, penserete di essere a Venezia ... beh, non stupitevi se vedrete persino una gondola che scorre elegantemente sulle acque dei Navigli. Solo un paio di setti- mane fa, le testate giornalistiche italiane hanno raccontato di come Umberto Pagotto, esperto gondoliere di Treviso, ha deciso di "esportare" una vecchia gon- dola a Milano e di offrire non solo semplici tour dei Navigli, ma anche viaggi più lunghi tra cui l'aperitivo sui canali di Mila- no. L'iniziativa è stata resa possi- bile grazie allo sforzo congiunto della Reale Società Canottieri di Venezia Bucintoro e dei Canot- tieri di San Cristoforo di Milano. E se pensate che le uniche perso- ne a sborsare gli 80 euro per il tour di 40 minuti sulla prima gondola di Milano siano i soliti turisti stranieri, vi sbagliate: anche italiani e milanesi se ne sono innamorati. È un nuovo modo di vivere i Navigli, un modo diverso per conoscere in modo nuovo una vecchia amica: Milano. Dobbiamo essere giusti con i Navigli, perché sono molto più di una via d'acqua, molto più di un semplice gruppo di canali Un mondo di acqua, magia e movida nel cuore di Milano: i Navigli GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO
