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www.italoamericano.org 13 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 23 AGOSTO 2018 LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA " Quando sono andato a Venezia, ho scoperto che il mio sogno era diventa- to - incredibilmente ma semplicemente - il mio indirizzo". Così scrisse lo scrit- tore francese Marcel Proust, rac- contando il suo viaggio nella città lagunare sulle orme dello scrittore inglese John Ruskin. Non è stato il primo né sarà l'ul- timo ad essersi innamorato di Venezia. E veneziani e visitatori continuano ad esserne colpiti come dimostrato splendidamente in un nuovo libro, First Spritz is Free - Confessions of Venice Addicts, a cura di Kathleen Gon- zalez. O gni capitolo è di un Venetofilo, per nascita, matrimo- nio, casualità o scelta e ognuno offre un diverso punto di vista. Così incontriamo un artista por- tato dal destino, un aspirante gondoliere che impara a vogare, un bambino nato in città, uno che torna per le vacanze estive e uno che arriva su una Vespa, un musicista che desidera tornare e molti, molti altri, tutti dipendenti da Venezia. Ma cosa li incanta? L'autore del libro, Kathleen Gonzalez, conosce di persona l'effetto che Venezia può avere. Dopotutto, lei stessa si è innamorata della città quasi ven- t'anni fa. E alla città c'è voluto poco per tessere la sua magia. Tutto è iniziato con una gita sco- lastica nella città lagunare, l'in- segnante entrò a Venezia dalla trafficata stazione degli autobus di Piazzale Roma. Salì 2 ponti per prendere il vaporetto e questo le bastò per innamorarsi. "Ho visto l'Hotel Principe color lampone e arancione bruci- ato. Dentro il petto e la pancia le cose si sono mescolate. Il cuore mi è salito in gola e non vedevo gli altri del mio gruppo. Ero appena entrata a Venezia. Ma Venezia era entrata nel mio sangue e nella mia coscienza. Ho pensato "Voglio vivere qui un giorno". Ho pensato "Questo è il posto più incredibile che abbia mai visto". Non avevo altri pen- sieri perché ero inondata di desiderio e soggezione". Nel giro di poche settimane, Kathleen era tornata per una vacanza estiva senza i suoi stu- denti, e nel giro di un anno vi era tornata per tutta l'estate, passando il tempo con un gruppo di gondo- lieri che la presero sotto la loro ala protettrice. Venezia aveva lavorato con il suo fascino, con i canali scintillanti, smeraldo, i palazzi storici e i panorami moz- zafiato; Kathleen non poteva farne a meno. Qualche anno dopo, un ecuadoriano di nome Manuel Carrión arrivò a una conclusione molto simile. Attratto inizial- mente dalla Biennale d'arte di Venezia, è rimasto fedele al des- tino che lo aveva portato a Venezia per trovare il senso della sua vita. Ha lavorato nel settore dell'ospitalità per mantenersi, come fanno molti, ma Manuel era fermamente deciso a diventare un artista rispettato e a creare una comunità di persone che la pensano allo stesso modo nella città dell'arte. Ed è sulla buona strada per raggiungere entrambi gli obiettivi seguendo le orme di molti altri, tra cui Claude Monet, JMW Turner e John Singer Sargent, tutti portati qui per dipingere, per non parlare dei talenti di casa: Tiziano, Tintoretto e Canaletto. Non ci sono molti posti migliori per un artista in cui prendere casa. Tuttavia, non tutti sono visita- tori o estranei. Circa 55.000 veneziani vivono nel centro stori- co. Il loro numero è sceso dai 150.000 di due secoli fa, ma questo nucleo di residenti nutre un profondo amore per la propria casa, non ultima la scrittrice veneziana, esperta di slow food, Iris Loredana. Iris e sua nonna sono appassionate nel mostrare alla gente che c'è molto, molto, di più a Venezia che non solo San Marco, anche se è bella. Così scrivono del lato nascosto, priva- to, di Venezia. Dai giardini in cortile ai frutteti segreti, dalla botanica medicinale alle macchie di vegetazione. La maggior parte si trova dietro muri di mattoni rossi anonimi e vertiginosi, total- mente sconosciuti ai passanti o alle loro guide turistiche e, sor- prendentemente, i giardini coprono quasi metà della superfi- cie della città. Spesso l'unico indizio dell'essere vicino a un santuario segreto è un soffio intenso di vaniglia, gelsomino o melissa mentre si passa. E la maggior parte delle volte non si è probabilmente a più di un metro da un vecchio vigneto, un vecchio giardino conventuale o, come dice Iris, dalla seconda Venezia, nota solo ai residenti. Se sarete fortunati, vi ci porterà attraverso la sua scrittura o di persona. E se saremo fortunati, Venezia, la sua storia e i suoi giardini, soprav- viveranno nelle mani sicure dei veneziani che amano Venezia come Iris e sua nonna Lina. La Venetofila Monica Cesara- to racconta vividamente il suo primo ricordo di quando arrivò dalla vicina campagna, appollaia- ta sulla pedana della Vespa di suo padre, a soli tre anni. Tecnica- mente, essendo nata nella vicina terraferma, Monica è una cam- pagnola. Ma la cultura e la cucina veneziana sono nel suo sangue e, come dice lei stessa, "Mi sono sempre sentita di appartenerle, come se fossi di lì". Anche Marisa Convento ha lasciato la terraferma del Veneto per una vita lagunare, seguendo il cuore per vivere con il suo vero amore Maurizio. Ora è un'esperta di per- line veneziane e di collane di per- line e indiscutibilmente è un cuore e un'anima veneziana. Così, mentre diverse passioni hanno portato Monica e Marisa in città, è una passione per Venezia che ora spinge entrambe a difendere questo prezioso tesoro. Ma non disperate; non dovete vivere in città per amare Venezia, come testimonia il capitolo di Greg Mohr. In realtà, lui non ha mai vissuto in città, ma ammette di essere "senza dubbio, la per- sona di lingua inglese più ridi- colosamente ossessionata dalle gondole". La sua dipendenza è così grave che Greg è andato a Venezia apposta per allenarsi con l'allenatore del club di canottag- gio del Gruppo Sportivo Voga Veneta di Mestre ed è un gondo- liere che lavora a Newport Beach, in California dal 1993. Ora conosciuto con il suo soprannome Gondola Greg, non gli piace nient'altro che vogare sulla sua gondola. E quando non rema sulla sua gondola, o non si allena per gareggiare, ne ripara o ne dipinge una. Può non essere veneziano di nascita, ma è certa- mente un veneziano di battesimo dopo i suoi tre imprevisti tuffi in laguna. E un giorno spera di tornare nella sua casa acquatica, non solo per un'altra lezione di voga, ma questa volta per viverci. Dita incrociate! Anno dopo anno, la città fun- ziona da calamita attirando l'at- tenzione dei residenti e attraendo visitatori. Milioni di persone ci vanno per un breve periodo, migliaia rimangono per un po' e centinaia mettono radici. Per alcuni, sarà la loro casa per un po' mentre fanno il viaggio della loro vita. Ma per altri, come Kathleen, Monica, Greg, Marisa o Manuel, la magia di Venezia scorrerà nel sangue. Si insinuerà nelle vene. E i loro cuori comin- ceranno a battere al ritmo lento e persistente di Venezia. Può essere la storia ad attirarli, o forse il cibo. Per alcuni, sono le tradizioni secolari come le gon- dole o la lavorazione del vetro a tenerli prigionieri. Per altri anco- ra, come lo scrittore Luca Mar- chiori, il banchiere Piero Bellini, la designer di tabarri Monica Daniele, la guida esperta Luisella Romeo o la giovane veneziana Iris, Venezia è nel loro DNA, sostenuta da generazioni di ante- nati che vivono nella laguna. Ma la cosa che unisce tutti i 35 Venetofili di The First Spritz is Free è un'ossessione, una brama, un'infatuazione, una dipendenza per la mistica città di Venezia. Se avete mai sognato di visitare Venezia, di avere radici familiari lì o siete solo curiosi di saperne di più, questo è il libro che fa per voi. Ma attenzione, potrebbe creare dipendenza! Da secoli, Venezia ruba il cuore di chi la visita: per alcuni diventa vero amore "The First Spritz is Free:" le confessioni degli amanti di Venezia diventano un libro
