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GIOVEDÌ 23 AGOSTO 2018 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | 19 LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA C a r i l e t t o r i , a l t r e connessioni italia- ne. Sono stata sor- presa di apprendere c h e i l n o s t r o 2 2 ° S t a t o , l ' A l a b a m a , h a a v u t o anche molti coloni italiani che tuttavia, a differenza degli ita- l i a n i c h e s i s t a b i l i r o n o n e l - l'Arkansas, a Tontitown intorno al 1896, emigrati dalla regione settentrionale delle Alpi italiane, arrivarono almeno per il novan- ta per cento a Birmingham dalla Sicilia, principalmente da una m a n c i a t a d i v i l l a g g i t r a c u i Bisacquino, Cefalù e Campo- franco. Prima del 1898 la mag- gior parte degli italiani sbarcò a New Orleans dove lavorarono nelle piantagioni di zucchero e cotone, ma bassi salari, cattive condizioni di lavoro e promesse di migliori opportunità portaro- no diverse centinaia di italiani a fare un'altra immigrazione in Alabama verso la fine degli anni '90. Il più grande afflusso di ita- liani avvenne tra il 1900 e il 1910, quando le industrie di Bir- m i n g h a m s u b i r o n o c r o n i c h e carenze di manodopera a causa dell'aumento della domanda di carbone, ferro e acciaio. Per il nuovo immigrato italiano, un impiego industriale significava duro lavoro e bassi salari: i gua- dagni annuali erano in media di 286 $, o circa un dollaro al gior- n o , r i s p e t t o a i 6 6 5 $ p e r g l i immigrati scozzesi, 534 $ per i nativi bianchi. La proprietà di un negozio "Mom and Pop" divenne presto un'occupazione e un simbolo di progresso tra gli immigrati ita- liani. Situato in quartieri preva- lentemente neri e privi di nego- z i , l ' a t t i v i t à a t t r a e v a m o l t i italiani perché richiedeva relati- vamente pochi soldi per iniziare e i negozi potevano essere gesti- ti da moglie e figli mentre il padre poteva continuare a lavo- rare nella miniera o nel mulino. Negli anni '30 gli italiani posse- devano più di 300 negozi di ali- m e n t a r i a B i r m i n g h a m . L e prime organizzazioni sociali for- m a l i t r a g l i i t a l i a n i e r a n o l e s o c i e t à d i m u t u o s o c c o r s o - gruppi che raccoglievano quote da utilizzare in caso di malattia o morte di un membro, fornendo adeguate sepolture religiose. I gruppi sponsorizzavano regolar- mente anche balli che sono stati punti di riferimento della vita sociale della comunità italiana. Uno di questi gruppi, la Società I t a l i a n a U m b e r t o D i S a v o i a Principe di Piemonte (comune- mente noto come USPP) era una società benefica che promuove- va anche la consapevolezza del p a t r i m o n i o i t a l i a n o ; è s t a t a determinante per ottenere che il Columbus Day fosse dichiarato una festività legale in Alabama nel 1911. Gli immigrati italiani porta- rono con loro la fede nel credo cattolico. Al momento dell'arri- vo degli italiani, Birmingham aveva solo una chiesa cattolica. Il locale vescovo cattolico rico- nobbe il problema degli italiani e chiese al Papa di inviare un prete italiano a Birmingham. Nel 1904 arrivò don Giovanni Canepa di Genova, Republic Steel donò la terra, le famiglie italiane raccolsero denaro e il 19 marzo 1905 la prima messa fu celebrata nella nuova chiesa dedicata a San Marco. Le chiese cattoliche italiane celebrarono molte feste sicilia- ne, tra cui la festa della Madon- na del Balzo, la festa di San Calogero, la costruzione dell'al- t a r e d i S a n G i u s e p p e i l 1 9 marzo di ogni anno. I m a t r i m o n i e r a n o g r a n d i festeggiamenti che includevano sempre danze e cibo. Altri tipi di intrattenimento includevano il baseball, le bocce, il "lotto", il bingo italiano e la narrazione di storie. G l i i t a l i a n i h a n n o d o v u t o unirsi per combattere il pregiu- dizio di molti bianchi nativi. Una credenza nella superio- rità anglosassone aveva portato alla discriminazione degli immi- grati dell'Europa meridionale. Un sostenitore di questo atteg- giamento discriminatorio era Oscar W. Underwood, membro del Congresso degli Stati Uniti del distretto di Birmingham. Nel 1902 sostenne il test di alfabe- tizzazione per gli immigrati per respingere gli Italiani e i Greci e il Ku Klux Klan a volte minac- ciava e molestava gli Italiani. Negli anni '30 la comunità italiana cominciò a crescere rapidamente mentre la seconda generazione si sposava e faceva figli. Crescendo, perse un po' del suo sapore tipicamente ita- liano, in parte per il fatto che l'inglese era diventato la lingua principale e poi per la tendenza tra gli italiani di seconda gene- razione di sposare persone non italiane. L'Alabama, un tempo nota come lo "stato del cotone", ora è nota per il suo Alabama Space and Rocket Center. *** Un commissario di polizia romano, il brigadiere Giovanni Maimone, si ritirò dal diparti- mento di polizia e immediata- mente ricevette una pensione. Tuttavia, quando il suo compa- gno Dox Von Coburger Land si ritirò dalle forze di polizia di Roma, all'età di 15 anni, le auto- r i t à d e c i s e r o c h e n o n a v e v a diritto a una pensione. Perché? Perché era un cane e non una persona. Ignoravano il fatto che Dox avesse risolto più casi di qual- siasi altro detective in esercizio (contribuendo all'arresto di 560 sospetti in 171 incarichi), avesse ricevuto 38 decorazioni per i suoi successi e fosse stato ferito sette volte nell'esercizio del dovere. Dal momento che aveva il grado di caporale, i poliziotti umani di grado inferiore dove- vano salutarlo quando si avvici- nava. Tuttavia, non si poteva negare che fosse un cane. Anche se il pastore tedesco dalle orec- chie irregolari (metà del suo orecchio sinistro era stato colpi- to da un sicario in fuga) aveva fatto alcune acrobazie che i nor- mali cani potevano a malapena immaginare - per esempio svuo- tare una pistola carica o liberare un uomo legato a una sedia - D o x e r a p i ù f a m o s o p e r u n a caratteristica veramente canina: il suo naso. Poteva seguire piste molto più vecchie e lontane di altri cani e persino riconoscere l'odore dei criminali che aveva inseguito anni prima. In un caso famoso, Dox guidò la polizia nel n a s c o n d i g l i o d i u n s o s p e t t o ladro di gioielli. Quando l'uomo protestò la sua innocenza e nes- suna prova venne trovata, la polizia tornò al quartier genera- le. Ma Dox insistette per tornare sulla scena del crimine, trovò un bottone perso e poi ricondusse la polizia al sospettato. Trovando u n a r m a d i o s o s p e t t o , a p r ì l a porta con la bocca, tolse un cap- potto da una gruccia e puntò il naso nel punto in cui il bottone era stato strappato. Il bottone perso che aveva trovato prima apparteneva chiaramente al cap- potto e il sospettato confessò. Sebbene fosse un ufficiale di polizia, Dox apparteneva a un uomo, il brigadiere Giovanni Maimone, che era così forte da essere talvolta chiamato "Il poli- ziotto Ercole". La squadra porta- va a termine molti incarichi spe- ciali, ma si vedeva molto spesso mentre pattugliava Roma su un m o t o r e s c o o t e r . D o x p o t e v a aprire il baule dello scooter con la bocca. Quando Dox andò in pensio- ne, Maimone fece lo stesso e aprì un centro di addestramento per cani chiamato "Casa Dox", dove il cane di 19 anni morì nel 1965. Sentendo che Dox non aveva mai ricevuto il suo giusto rico- noscimento come funzionario, Maimone continuò a fare causa per una pensione. Nel 1974, tre- dici anni dopo, i tribunali gli diedero ragione e tributarono a Dox un premio postumo.
