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www.italoamericano.org 17 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 1 NOVEMBRE 2018 LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA C ari lettori, con l'Ar- mistice Day (ora chiamato Veteran's Day) in arrivo l'11 novembre, ho avuto modo di pensare ai tanti bambini nati in tutto il mondo negli anni del 1890, destinati a diventare carne da macello durante la Prima Guerra Mondiale, quando l'Italia era alleata con Gran Breta- gna, Russia e Stati Uniti nella "guerra per porre fine a tutte le guerre" (1915-1918). Mio padre Vincenzo, nato nel 1896, fu uno dei più fortunati, in quanto prestò servizio nell'eserci- to italiano, combatté contro gli Austriaci e tornò a casa per rac- contare e scambiare storie con i suoi paesani ex combattenti sul loro settimanale Tre Sette la domenica. Da bambina, se ero a portata d'orecchio, le parole che ricordo di aver sentito di più erano freddo e neve, così come poveri figli di mamma, di solito pronunciate da mia madre che aggiungeva in ita- liano che le madri allevavano i loro giovani figli come pregiati fiori, assicurandosi che abbotto- nassero i loro maglioni o indos- sassero le loro galosce prima di uscire all'aperto, e poi il governo raccoglieva questi giovani fiori, proprio quando fiorivano, per il servizio militare e li mandava, spesso mal equipaggiati e malve- stiti, a combattere e spesso a morire congelati in qualche terra straniera. *** La "guerra per porre fine a tutte le guerre" (1915-1918), quando l'Italia si alleò con Bel- gio, Francia, Gran Bretagna, Rus- sia e Stati Uniti, causò devasta- zioni su tutti i fronti, ma per gli italiani la più grande perdita di vite venne con le battaglie contro gli austriaci. In un bollettino uffi- ciale pubblicato nel novembre 1918, il generale Armando Diaz disse: "LA GUERRA E' FINI- TA. L'esercito Austro-Ungarico è annientato. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che aveva- no disceso con orgogliosa fierez- za" (riferendosi ai combattimenti sul Monte Caporetto). Sfortunatamente, sappiamo che la "guerra per porre fine a tutte le guerre" non ha funziona- to. Ancora oggi, giovani uomini muoiono ogni giorno in Afghani- stan e Iraq, Iran, Corea del Nord e in molti altri luoghi a causa della guerra. Quando ci fermere- mo? *** USO (United Services Organi- zation) c'è dalla II Guerra Mon- diale ed è in realtà un'organizza- zione privata senza fini di lucro con sede nel Congresso e che for- nisce servizi di supporto ai mem- bri delle Forze armate degli Stati Uniti e alle loro famiglie. Ai miei tempi, molti di noi sapevano dell'USO e degli spettacoli che Bob Hope e altri intrattenitori fornivano, ma l'USO fa molto di più. Ecco un breve aggiornamen- to tratto da On Patrol, la rivista trimestrale di USO: "USO esiste dal 1941, adattan- dosi costantemente per soddisfare le mutevoli esigenze delle nostre truppe e famiglie". "Il nostro scopo ci consente di soddisfare una gamma molto ampia di esigenze. Nello stesso giorno in cui consegniamo una tonnellata di merci alle truppe in una remota base in Afghanistan, solleviamo lo spirito dei bambini figli di militari attraverso uno spettacolo dal vivo di Sesame Street, facciamo un evento per l'avanzamento professionale e stiamo in piedi sulla pista della Dover Air Force Base con le famiglie dei caduti". "Con oltre 2 milioni di soldati in uniforme, è fondamentale capi- re per fare la differenza. I nostri centri in tutto il mondo sono stati visitati quasi 9 milioni di volte e si suppone da 25.000 volontari. Due milioni di quelle visite sono state in Afghanistan, dove le trup- pe facevano 2,4 milioni di telefo- nate a casa. Divertimento? L'anno scorso abbiamo organizzato 605 eventi per oltre 320.000 soldati e familiari". "Abbiamo attività per suppor- tare truppe e famiglie che presta- no servizio in tutto il mondo. For- niamo servizi in oltre 160 sedi, incluse nove in Afghanistan, in alcune delle aree più remote che si possano immaginare. I nostri centri si estendono dalla Corea del Sud alla Carolina del Sud, dallo Stato di Washington all'Eu- ropa e al Medio Oriente. E, quan- do non possiamo mettere un cen- tro in qualche posto, inviamo un Mobile USO, una spedizione USO2GO, una consegna del Con- voglio di Natale ... o forse Toby Kieth e un chitarrista. Troviamo un modo perchè l'America "ci sia" per dire "Grazie". "Estendiamo il nostro raggio d'azione attraverso partnership con grandi organizzazioni e società. I nostri amici dell'Ameri- can Airlines e della TSA ci aiuta- no a prenderci cura delle famiglie dei caduti durante i loro difficili viaggi. Collaboriamo con diverse organizzazioni sui ritiri per le famiglie militari. Lavoriamo con i comandanti in tutto l'Afghanistan per fornire convogli di vacanza ogni anno. Il nostro rapporto con la Casa Bianca ci dà la possibilità di produrre un concerto per fami- glie militari nel South Lawn ogni 4 luglio". USO aiuta a sopportare la separazione dalla famiglia e dagli amici, tira su il morale e fa sapere alle truppe che l'America li sostie- ne ... Continuiamo a sostenere l'USO.
