L'Italo-Americano

italoamericano-digital-11-15-2018

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www.italoamericano.org 11 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 15 NOVEMBRE 2018 La Via del Merletto di Offida LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA A rroccato s opra le valli dei fiumi Tesino e Tronto, il borgo medievale di Offida è noto per tre cose: la sua fortezza cinquecen- tesca, il suo vino Piceno DOC e la Via del Merletto, casa dei merletti filati al tombolo. Sot- tilissimi e intricati disegni flut- tuano nelle vetrine dei negozi del villaggio e, al loro interno, le donne destreggiano abilmente i rocchetti carichi di seta, cotone o persino fili d'oro, tessendo diseg- ni ch e ris algono a s ecoli fa. Diamo un'occhiata più da vicino al merletto al tombolo di Offida. Nessuno sa con precisione quando la lavorazione del mer- letto sia iniziata a Offida o, se per questo, nel mondo. Alla nobile fiorentina Caterina de' Medici è spesso attribuito il mer- ito di aver inventato la tecnica all'inizio del 1500. A Venezia, evidenze di merletti ad ago, risalgono alla stessa epoca e alcuni suggeriscono anche che si sia sviluppato dall'arte della pas- samaneria, o della maglia, che orlava i panni di lino con fili d'oro. Qualunque siano state le origini, ha trovato presto la sua strada nel centro storico di Offi- da, nelle Marche, probabilmente attraverso una rete di conventi, poiché le suore spesso insegna- vano alle donne dei villaggi. La prova della raffinata fil- igrana di Offida apparve per la prima volta in antichi affreschi, dipinti e ritratti di artisti marchi- giani, tra cui il Maestro di Offi- da, intorno al 1330 e di Simone de Magistris alla fine del 1500. La prima prova documentaria appare in un trattato del 1511 che conferma la donazione di merletti alla chiesa di Santa Croce da parte del Consiglio comunale di Offida come ringraziamento per la fine della peste del 1507. Tutto ciò sug- gerisce che l'industria del ricamo abbia almeno 500 anni. Potrebbe essere persino più antica, ma quella storia si è persa in fondo alla scatola da ricamo della sto- ria. Quello che sappiamo è che le merlettaie di Offida hanno prodotto pezzi che hanno ornato per secoli collari, polsini, abiti, camicie e persino armature dei nobili marchigiani. E anche se la lavorazione del merletto potrebbe essere iniziata come lavoro artigianale, per le donne è diventata un modo fondamentale di fare soldi per sostenere le famiglie. Nel giro di pochi anni, la qualità e la raffinatezza del mer- letto di Offida furono tali che lo si iniziò ad esportare, con uno dei primi contratti di vendita esistenti che mostra la vendita del merletto fuori dal villaggio nel maggio del 1612. E nonos- tante la concorrenza del buon merletto veneziano, quello di Offida raggiunse l'apice della popolarità e dell'apprezzamento nel 19° secolo vincendo molti premi, e più recentemente nel 20° secolo. La tecnica utilizzata in Offi- da, nota come merletto al tombo- lo o merletto a fuselli, differisce dalle precedenti tecniche veneziane. Anziché usare sem- plicemente un ago e un filo per annodare, creare anelli e punti intrecciati su una pergamena dis- egnata, il merletto di Offida uti- lizza una serie complicata di fili intrecciati e fusi. Mentre il mer- letto veneziano è quasi come un ricamo, il merletto a tombolo è piuttosto una tessitura o un intreccio che va da una mezza dozzina a sessanta diversi fili abilmente manipolati e manovrati a mano per creare capolavori senza aghi a vista. Il merletto a fuselli, noto anche come merletto su cuscino, si fa su un cuscino o lu capzzale su cui è appiccicato un pezzo di pergamena rigido. Vengono pun- teggiati dei buchi nella carta lungo le linee del disegno intri- cato che spesso include fiori, uccelli e natura oltre a preziosi gioielli. Poi un perno di ancorag- gio è inserito all'inizio del prog- etto e una serie di bobine appa- iate si allineano su di esso per svilupparsi in basso, lungo il cuscino. Le bobine, fuselli o cann'itt, sono piccole bobine di legno levigate e tornite attorno alle quali sono avvolti i fili. Si adattano comodamente al palmo di una mano e un anello in cima funge da freno, impedendo al filo di srotolarsi ma consenten- dogli un avanzamento lento man mano che il merletto progre- disce. All'inizio la merlettaia affronta un compito gigantesco, quasi impossibile: intrecciare il sottile filo a mano in un tessuto di pizzo. È indubbiamente un lavoro d'amore. Nonostante la complessità dei disegni, tuttavia, la realizzazione dei merletti è fondamentalmente semplice con la maggior parte dei punti che richiedono una serie di incroci tra coppie di fuselli, tra bobine vicine o maga- ri anche tra gruppi di bobine. Un semplice filo da destra a sinistra è noto come Punto rotto e due vicini incrociati fanno un Punto incrocio. Ce ne sono molti altri: dall'Offida cantù al Punto Venezia, al Punto Rinascimento. Con quelli, e qualche anno di pratica, puoi iniziare a fare mer- letti mentre le coppie di bobine si muovono rapidamente e s'in- trecciano tessendo gradualmente il delicato tessuto. Insieme al cuscino e alle bobine, c'è un'ultima attrezzatura chiave per le merlettaie: gli spilli, conosciuti in inglese come "pricklets". Man mano che il dis- egno cresce, le foglie si dispie- gano e i petali dei fiori sbocciano ricoprendo gradualmente il dis- egno di pergamena. I fili devono essere mantenuti in posizione e tenuti stretti mentre il disegno si sviluppa, in modo che non si allunghino o si deformino. Per questo, ogni merlettaia ha una dozzina di spilli infilati nel cusci- no, o un piccolo puntaspilli. E ogni pochi punti - o quando il disegno giunge a un incrocio, o crea un anello decorativo - la merlettaia inserisce uno spillo, per ancorare i fili e fermarli men- tre le bobine continuano la loro allegra danza. E' un lavoro che richiede tempo così le prime merlettaie di Offida si sedevano sugli usci, cuscino in bilico su un tavolino o una sedia di fronte a loro, in modo da poter passare il giorno a chiacchierare con le vicine, all'ombra delle case. Le artigiane del merletto più abili non sem- bravano nemmeno guardare mentre le loro agili, abili, mani si destreggiavano tra i fusi, facendo schioccare le bobine di legno sopra e sotto l'un l'altra per tessere i meravigliosi disegni. Doveva essere affascinante vedere un'intera strada di merlet- taie al lavoro. E con le bambine che giocavano ai loro piedi, punti e schemi si potevano facil- mente tramandare da nonna a nipote, da mamma a figlia, man- tenendo viva la tradizione. Successivamente, nel 1910, fu inaugurata la prima scuola di lavorazione del merletto con corsi destinati a passare la tecni- ca artigianale alla generazione successiva. È affascinante pen- sare che la tecnica del merletto a tombolo di Offida sia rimasta praticamente la stessa per più di quattro secoli. In tempi recenti, il villaggio ha aperto il Museo del Merletto e ha dedicato anche un monumen- to al merletto al tombolo, scolpi- to dall'artista locale Aldo Sergia- comi. La Settimana del Merletto, all'inizio di luglio, aiuta a riunire le merlettaie provenienti da tutta la regione e da oltre, a promuo- vere il merletto di Offida e ad incoraggiare i giovani a provare. Il merletto di Offida è ora anche un marchio registrato, per garan- tire la qualità e l'origine del prezioso prodotto contro i falsi e i merletti fatti a macchina. E c'è una strada particolare, la Via del Merletto dove il merletto di Offi- da interessa quasi ogni porta, così pannelli esplicativi dedicati alla storia del merletto sono stati posti nel 2010 per aiutare i visi- tatori a navigare nel passato e a guardare al futuro. Nel corso dei secoli il merlet- to di Offida ha sostenuto intere famiglie, con le donne che apri- vano piccoli negozi ed esporta- vano il loro pregiato prodotto in lungo e in largo. Purtroppo, oggi il merletto a macchina ha sostitu- ito quasi tutti i pizzi fatti a mano nella moda e un minor numero di bambini stanno prendendo in mano le bobine delle loro mamme o nonne per continuare la tradizione. Ma il merletto di Offida è ancora al vertice del lusso con le ultime merlettaie che passano settimane, o addirit- tura mesi, a realizzare accessori, colletti, scialli e tovaglie di altissimo livello. Il loro pizzo è stato tessuto attraverso cinque secoli di storia marchigiana, spe- riamo che la prossima gener- azione non interrompa il filo. Il merletto è un lavoro che richiede tempo, così le merlettaie di un tempo si sedevano sugli usci, cuscino in bilico su un tavolino o una sedia, per poter passare il giorno a chiacchierare con le vicine all'ombra delle loro case

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