L'Italo-Americano

italoamericano-digital-3-7-2019

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GIOVEDÌ 7 MARZO 2019 www.italoamericano.org 29 L'Italo-Americano IN ITALIANO | Vino: profumo di memoria Ok: ecco a cosa volevo arrivare. Il legame tra il profumo del vino e la memoria (e l'emozione) non è da trascurare. O da sottovalutare. Merita certamente più riverenza di quella avuta da quando l'eno-sno- bismo si è diffuso nella discussione sulla valutazione critica del vino - dove il profumo del vino è diven- tato solo un "criterio" di giudizio, trasformando la conversazione in un discorso pretenzioso sul vino. E' importante, se non molto di- vertente, imparare a identificare gli indicatori aromatici del vino, cioè gli aromi primari come la frutta, i fiori, le erbe, e le note secondarie come la noce e le spezie. Farlo vi aiuterà ad apprezzare meglio i vi- tigni, il terroir, gli aspetti della vi- nificazione, ecc. Se avete appena iniziato a mettere il naso al bic- chiere, usare come guida una buona scheda di degustazione, che forni- sce un vocabolario di degustazione articolato sia per i rossi che per i bianchi, vi aiuterà. Oggi si possono trovare schede di degustazione ab- bastanza facilmente online. Ora, riorganizziamoci un po': dimentichiamo la scheda di degu- stazione, accantoniamola. Un am- biente calmo e libero da distrazioni potrebbe aiutarvi a concentrarvi su- gli aromi di qualsiasi vino vi capiti di gustare, magari stimolando la memoria. Dico "forse" perché que- sta non è del tutto volontaria: non tutte le annusate fanno scintillare il ricordo di una passeggiata infan- tile nella foresta autunnale; o l'o- dore del vecchio cappello del nonno; o il profumo della pelle di un primo amore. A volte voglio bere. Altre volte voglio solo sognare. Per ricordare. Chiudere gli occhi e tornare indie- tro nel tempo, a qualcuno o in un luogo che ora esiste solo nella mia memoria. Con profumi di foglie secche e rose, il Barolo può ripor- tarmi ai pomeriggi autunnali della mia giovinezza. Il Brunello, odore di ciliegie, tabacco e cuoio, ogni tanto mi ricorda un momento di tanto tempo fa dentro l'abbraccio del nonno. Il Vermentino che sa di mare ed erbe mi trasporta occasio- nalmente a fare passeggiate in riva al mare con un vecchio amore che non sono mai riuscito a lasciare. Ultime notizie: Secondo il Center for Wine Wellness (CWW), l'attività diffusa del contagio, noto come eno-sno- bismo, è risorto la scorsa settimana. Anche se non sono stati segnalati decessi, il CWW si aspetta che il contagio rimanga elevato per qual- che tempo. Sollecitare la memoria e ricordare attraverso l'interazione olfattiva con il vino, è rimedio noto che aiuta a proteggere dall'eno-sno- bismo e dalle sue complicazioni. Marisa Cuomo Costa d'A- malfi Furore Bianco Fiorduva Una seducente sirena che dalla costa rocciosa di Amalfi emana profumi di fiori bianchi, albicoc- W ine-snob-i- t i s ( w ī n - s n ŏ b - ī'tĭs) ovvero e n o - s n o b i - smo. Infezione diffusa attraverso una conversazione non protetta con quel che è enologicamente prepo- tente. In un disperato tentativo di au- toprotezione, cerco nella stanza un segnale che indichi l'uscita. Avete capito, vero? Sono dove non voglio essere, messo alle corde in un discorso contagioso e pretenzioso, con la speranza di uscirne prima di cadere vittima del disordine. Non dirò altro. Perché preferi- sco muovermi nel positivo. Perché ora sono in grado di presentarvi l'argomento, alle mie condizioni. Per iniziare, consiglio di affi- darvi a un breve e interessante ar- ticolo della giornalista scientifica Anjana Ahuja, pubblicato su The Sunday Times (Il collegamento in- timo tra l'odore e la memoria, 6 di- cembre 2007) su un argomento af- fascinante che collega l'odore e la memoria: "La notizia che gli elefanti usano il loro senso dell'olfatto per richiamare i ricordi - le femmine possono localizzare membri del branco fino a 30 metri semplice- mente annusando le tracce dell'u- rina, e sono confuse dall'urina di vitelli che pensavano si muoves- sero dietro di loro - non dovrebbe sorprenderci. L'olfatto è intima- mente legato al ricordo. Chi non è stato ossessionato dal profumo ca- ratteristico di un amore perduto, o è stato trasportato all'infanzia con l'odore di Farley's Rusks? L'anatomia può spiegare questo. L'olfatto è ancorato nella corteccia olfattiva primaria. Questa parte del cervello è collegata sia all'ippo- campo, che elabora la memoria, sia all'amigdala, che regola le emo- zioni. Questo significa che gli aromi che producono la memoria innescano anche un accompagna- mento emotivo. Così percepiamo i ricordi scatenati dall'olfatto come più intensi di quelli provocati dalla vista o dal suono. Studi, tra cui alcuni presso il Monell Chemical Senses Centre di Philadelphia, hanno dimostrato che gli odori possono essere utili aiuti alla memoria. Le persone a cui viene chiesto di imparare in pre- senza di un odore particolare, come il petalo di violetta, mostrano un impressionante potere di richiamo quando l'odore viene ricreato; si comportano meglio delle persone il cui apprendimento e richiamo avviene in assenza di odore". Fine dell'articolo. Grazie, Anjana. Nel frattempo, altre notizie. Scrive il cantautore Paul Simon: "Conservate i vostri ricordi è tutto ciò che vi è rimasto". Note di degustazione che, erbe mediterranee, frutta can- dita, sentori di agrumi e fichi. Ben strutturato, offre sentori di miele e sale marino sul finale. Uno dei mi- gliori vini bianchi d'Italia. Un buon vino aiuta a ricordare: basta chiudere gli occhi e lasciare che il suo sapore ci guidi Qualche vino "poetico," consigliato da Joel Mack: un Barolo che sa di Autunni giovanili, un Brunello che sa di ciliegie, tabacco e cuoio e riporta alla memoria il profumo di una persona amata VINO NEWS RECENSIONI TENDENZE

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