L'Italo-Americano

italoamericano-digital-3-7-2019

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GIOVEDÌ 7 MARZO 2019 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | 19 L 'Altopiano di Asiago, nella regione italiana del Veneto, è un mondo a parte, l'oppo- sto della grandezza di Venezia o dell'eleganza palladia- na di Vicenza a soli 30 km di distanza. La Prima Guerra Mon- diale ha portato dolore e devasta- zione a queste montagne di vellu- to verde e ancora oggi ne portano le cicatrici. Sul sito della Batta- glia di Asiago, soprannominato dagli austriaci Strafexpedition o Spedizione Punitiva, è possibile rintracciare le trincee coperte di erba, i buchi delle bombe esplose, le cisterne d'acqua in calcestruzzo e vedere le numerose testimo- nianze della battaglia che i musei locali raccolgono. Fu un attacco inaspettato tra maggio e giugno del 1916 sul versante italiano del confine tra il Regno d'Italia e l'Austria-Unghe- ria. La terra tremò in un crescen- do di esplosioni, di scosse che consumarono le montagne e le vite dei soldati. Un intero plotone finì ammucchiato nella fossa che ne derivò. Oggi questa terra rigogliosa composta da sette comuni va avanti con l'allevamento di bestiame, nella tranquillità e tra il canto degli uccelli. Guido attra- verso l'affascinante villaggio di Breganze, che produce alcuni dei vini da dessert migliori al mondo. Lusiana a 752 metri di altitudine è la mia destinazione. La strada è piena di tornanti stret- ti, a gomito, 30 minuti di salita ripida e tortuosa sufficienti a dare alla fine un senso di realiz- zazione. Sui pendii ondulati tutto intorno, i vari colori dell'inizio della primavera sono particolar- mente gratificanti. Il nome del paese deriva dal latino Lucus Dianae, la foresta di Diana, perché durante il periodo romano la vetta del monte Cor- gnon, proprio sopra Lusiana, era un luogo di culto della dea italica della caccia e della fertilità. L'inventore dell'ipertesto Roberto Busa era di qui. Sacer- dote gesuita, fu un pioniere nel- l'uso dei computer per l'analisi linguistica e letteraria. Nel 1949 Busa incontrò il fondatore del- l'IBM Thomas Watson e quell'in- contro portò al progetto dell'iper- testo durato 30 anni: sviluppare un sistema per condividere e col- legare le informazioni tra diverse fonti attraverso collegamenti. Entrando a Lusiana, ho indivi- duato la casa della famiglia Busa contrassegnata da una targa. Un abitante del luogo mi ha detto che Hemingway è stato a Lusiana nel 1918 quando era sul fronte alpino, al servizio di un'ambulanza italiana nella vici- na Schio. Sappiamo che era a Fossalta di Piave quando è stato ferito l'8 luglio come raccontato in Addio alle armi. Sto andando alla Trattoria Al Colonnello da Elide, nella frazio- ne di Vitarolo di Lusiana per rac- cogliere ricordi dai parenti di Sonia Gandhi, la famiglia Lupa- to. L'ex presidente del Congresso Nazionale Indiano è nata 72 anni fa in quella piccola contrada, o frazione, in una casa su via Maini. Quando arrivo, la facciata imbiancata della trattoria e gli interni bizzarri mi fanno fare un tuffo nel tempo e nello spazio. Le pareti sono ricoperte da immagini sacre multicolori, foto e ritagli di giornali su Sonia Gandhi. Ci sono piccoli santuari e icone dipinte su legno: Madonna e bambino, Gesù, il Sacro Cuore, i Santi. La trattoria è stata fondata dalla famiglia Lupato nel 1921. Offre un'eccellente gamma di piatti tradizionali come gli gnoc- chi fatti in casa e il tipico baccalà alla vicentina, un piatto comples- so a base di baccalà che richiede ore di preparazione e viene servi- to su un letto di polenta cremosa. Stefano Lupato, un gentiluo- mo di 75 anni con gli occhi azzurri, siede a uno dei tavoli. È il cugino di Sonia. Mi ci vuole un po' per convincerlo a unirsi a me. Oggi l'attività a conduzione familiare è gestita dalla cognata di Stefano, Elide, che è una sorta di guaritrice nella comunità affia- tata. Si dedica a pregare per gli altri. Nata Edvige Antonia Albina Maino, Sonia Gandhi aveva quat- tro anni quando la sua famiglia si trasferì con lei a Orbassano, Tori- no. "Se ne sono andati perché non c'erano abbastanza opportu- nità di lavoro qui", dice Stefano, che è imparentato con Sonia da parte di suo padre. Sonia trascor- se ogni estate qui, fino a quando si sposò nel 1968. "E anche dopo il matrimonio, ci fece visita diverse volte. Spesso cenavamo insieme quando suo marito Rajiv non era ancora primo ministro dell'India", dice Stefano. Quindi, si abbandona alle emozioni. "Nel momento in cui ho sapu- to che Rajiv era stato assassinato quell'orribile giorno del 1991, ho iniziato a piangere inconsolabil- mente" dice, con la gola stretta per l'emozione, gli occhi ancora pieni di lacrime. "Era come un fratello per me". Elide entra silenziosamente nella sala da pranzo con un muc- chio di vecchie fotografie. Lei è sulla settantina ma è ancora magnetica, con i capelli tinti molto scuri. Vedo la dolcezza sul suo viso e vedo subito una foto della famiglia Lupato con Sonia e Rajiv attorno a un tavolo. "Rajiv qui era ancora un pilota di aerei", sottolinea Stefano. "Quando ho fatto visita a Sonia, le ho portato l'unico for- maggio Asiago autentico prodot- to nella zona alpina dell'Altopia- no di Asiago insieme ai kraut che ama molto", dice. Nel momento in cui dico addio a Stefano, realizzo che il villaggio è fatto per coloro che non hanno paura di restare soli con i propri pensieri. Esco e guar- do il bestiame bianco e nero sdraiato su un campo aperto. È pacifico, un antidoto alla guerra, la brutta bestia che sembra sem- pre vagare sulla Terra. Lusiana: la meraviglia di stare soli con i propri pensieri Stefano Lupato, cugino di Sonia Gandhi, fuori dal ristorante fondato da suo nonno @Artefoto Abriani Francesca La chiesa principale di Lusiana, dedicata a San Giacomo @Artefoto Abria- ni Francesca Produzione casearia in malga © Fedecandoniphoto | Dreamstime.com GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO

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