L'Italo-Americano

italoamericano-digital-4-18-2019

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NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ GIOVEDÌ 18 APRILE 2019 www.italoamericano.org 3 L'Italo-Americano IN ITALIANO | " Se non conosci la storia, sei un perfetto ignorante, sei una foglia che non sa di essere nata dall'albero". Scriveva più o meno così Michael Crichton, lo scrittore che tra le sue opere più celebri vanta il romanzo di fantascienza Jurassic Park.  Partiamo da qui per parlare di tradizione, quell'insieme di com- portamenti, usanze, conoscenze tramandate in un luogo e tipiche di un contesto sociale, condiviso all'interno di una comunità e fun- zionale all'identificazione rispetto ad altri individui e gruppi di una società più ampia. La Pasqua, come il Natale o il Giorno del Ringraziamento, porta con sè una serie di ritualità e tradi- zioni che caratterizzano un posto, un ambiente sociale o familiare. E' molto più di una data sul calenda- rio anche per chi non è credente. Perchè al di là della confessione religiosa, racchiude in sè un pezzo di storia.  Se è vero che ci sono nozioni, comportamenti, abitudini che fanno parte della storia familiare e hanno un ruolo fondamentale nel costruire l'identità personale, è vero anche che ci sono pezzi di sto- ria locale, fatta di tradizioni e usan- ze, che compongono le identità sociali, le nostre appartenenze. Che sono poi quei criteri identificativi che ci connotano, che indicano il posto che occupiamo nel mondo, che per differenza ci fanno essere diversi da altri, che indicano il nostro punto di partenza prima di tutte le evoluzioni, le contamina- zioni culturali e sociali, che potre- mo poi vivere nel mondo globaliz- zato. In questo senso, le tradizioni sono un punto fermo, quel ritorno alla base, che riposiziona e funge da parametro di riferimento. Un po' come la casa di famiglia: si può girare il mondo, vivere 10 anni a Oriente e altri 15 sotto l'Equatore, conoscere 4 lingue e aver adottato una serie di abitudini e costumi locali ma quando si torna a casa, si ritrova un pezzo di sé stessi, l'al- bero da cui si è staccata la foglia di cui scriveva Crichton in TimeLine. Le tradizioni sono momenti importanti, agiscono come fonda- menta del nostro essere individuale e sociale: ci definiamo attraverso i loro riti e questi riti ci legano al luogo, ci danno gli strumenti per farne parte, per interagire con con- testi, culture e società. In più com- pongono quel bagaglio che ci por- tiamo dietro ovunque andiamo per cui se siamo soliti festeggiare il Giorno del Ringraziamento o il Capodanno cinese continueremo a farlo anche se ci troviamo al Polo Nord, lontani da tutti. Questa premessa ci serve per spiegare perchè parlare di Pasqua, e della sua ritualità, serve a far conoscere un pezzo di cultura e identità italiana e italoamericana. Le processioni, le preghiere comunitarie, le statue vestite o ingioiellate, ricoperte di ex voti o di rosari portate in spalla tra le case e le vie di paesi e città, il valore storico e sociale delle con- fraternite, la scelta dei colori nei paramenti sacerdotali piuttosto che negli abiti di chi inscena i Misteri, il cibo che si mangia o il digiuno che si osserva in certi giorni, non sono semplicemente eventi che caratterizzano la Settimana Santa. Turisticamente la rendono un periodo "giusto" per toccare con mano quello che superficial- mente definiamo folklore locale.  Ma se oltrepassiamo la super- ficie, se anche da turisti di passag- gio riusciamo a cogliere il senti- mento popolare che si muove insieme a quei riti, non solo potre- mo capire di più di un luogo e della sua comunità ma avremo dato senso a quelli che appaiono com- portamenti strani, riti desueti o anacronistiche bizzarrie. Saremo riusciti a percepire, a conoscere davvero, un pezzo di storia e iden- tità locale. Se spegneremo il telefonino che scatta a raffica foto curiose e guarderemo negli occhi la gente che partecipa a quei riti, riuscire- mo a capire perchè i "Vattienti" di Nocera Terinese (Calabria) si per- cuotano fino a ferirsi tra sangue e lamenti di dolore, o perchè la sta- tua della Madonna di Sulmona (Abruzzo) letteralmente "scappi" in piazza e nella sua corsa perda il velo nero del lutto nella gioia di incontrare il figlio risorto. La Pasqua in Italia tra riti sociali che identificano una comunità Capiremo perchè la confraternita tarantina dei "Perdúne" (Puglia) sfili a piedi nudi, dentro una tunica con cappuccio che ha due forellini sugli occhi, per far visita ai "sepol- cri", gli altari della reposizione in ricordo dei pellegrini che andava- no scalzi a Roma per ottenere, con la penitenza fisica, il perdono dei peccati. Come mai a Orte (Lazio) le confraternite precedano con croci e simboli della Passione i penitenti, con catene alle caviglie, radunati dietro al Cristo morto con le piangenti, le Marie nerovestite. O perchè si rappresenti la Passione con veri e propri quadri viventi che camminano per tutta Romagnano Sesia (Piemonte).  Riti, da Nord a Sud, che sono il frutto di stratificazioni storiche, sociali, religiose, che nei secoli hanno arricchito il panorama cele- brativo della Pasqua italiana ma anche costruito l'identità di comu- nità locali che tra penitenza e dolo- re, credo e venerazione, preghiera e misticismo, affrontano i misteri della vita e della fede in una rifles- sione collettiva, in un rito sociale identificativo.  SELLING HOMES THROUGHOUT THE BAY AREA Adele Della Santina "e Right Realtor makes all the dierence." 650.400.4747 AdeleDS@aol.com www.AdeleDS.com CalBRE# 00911740 Expert in preparation, promotion, and negotiation!

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