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GIOVEDÌ 25 LUGLIO 2019 www.italoamericano.org 7 L'Italo-Americano IN ITALIANO | are in quei mondi. È qui che entra in gioco la Stazione Spaziale", primo avamposto umano nello spazio. Lo sintetizza bene anche il logo che ha scelto per la mis- sione: la Terra e ISS si riflettono sulla visiera del casco spaziale. In lontananza, la Luna, pronta per il ritorno dell'umanità, con la navi- cella spaziale Orion e i rover esplorativi. Più in là Marte, il pianeta rosso, attualmente studia- to da satelliti come ExoMars e Mars Express. "La Luna – aggiunge - è più a portata nei prossimi anni, per cui mi sento un possibile candidato. Molto meno per una missione marziana: siamo lontani da un viaggio inter- planetario". Ma anche la Luna per millenni è stata irraggiungi- bile. Quando tutto il mondo vide l'orma di Armstrong sulla superfi- cie lunare e ascoltò le tele- cronache di quell'avventura leggendaria che ha cambiato per sempre il modo di vedere la Terra e di pensare che tutto sia possi- bile, anche toccare la Luna come si fa da millenni allungando il dito verso il cielo, il colonnello dell'Aeronautica Militare italiana non era ancora nato. Parmitano ha 42 anni e da tempo ha lasciato la sua Paternò, 18 km da Catania. Vive a Hous- ton con la moglie Kathy e le due figlie Sara e Maia, di 12 e 9 anni che lo hanno salutato in un com- movente abbraccio carico di orgoglio. Ma la Sicilia è nel cuore. Su Twitter, 563mila fol- lower prima della partenza, quan- do mancavano appena tre giorni al lancio, aveva salutato com- mosso Andrea Camilleri, lo scrit- tore 93enne della sua terra, una delle voci letterarie più autorevoli dell'Italia contemporanea con oltre cento libri tradotti in 37 Paesi: "Nonostante sia qui nel deserto, sotto questo sole bianco e accecante – scriveva - mi rag- giunge la notizia della fine (e l'inizio) del tuo viaggio, tra mille pensieri che mi attraversano la testa, pensando al mio". Chi quell'avventura l'ha vis- suta in diretta nazionale è Tito Stagno, 89 anni compiuti lo scor- so gennaio. "Sono nato nel 1930, come Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins" dice con orgoglio a L'Italo-Americano il giornalista cagliaritano che è e rimarrà per sempre "la voce della Luna" per gli italiani. Fu lui a commentare da Roma la diretta più importante della storia e a raccontare quella notte magica fra il 20 e il 21 luglio 1969. Anche il suo "Ha toccato, ha toccato il suolo lunare!" a suo modo è entrato nella storia e nella memo- ria degli italiani. "E' stata una notte eccezionale – racconta a L'Italo-Americano - L'avvenimento che più ha colpito l'immaginazione della gente. Io mi ero preparato con molta, molta diligenza, molta più del solito. Ricordo l'atmosfera dello studio in via Teulada. Uno studio a cui ero abituato ma quel giorno si respirava un'aria di professional- ità che non avevo mai visto. Ognuno faceva anche il mestiere dell'altro, si davano tutti una mano, era una prova di solidari- età come quelli che andavano lassù e avevano la solidarietà a Houston, a Capo Kennedy. Furono quasi 30 ore ininterrotte di trasmissione eccezionale". Gli chiediamo se sulla Luna gli americani ritorneranno, come annunciato anche dalla Casa Bianca. "Sì, ci torneranno – ci dice Stagno - ma anche i Cinesi si stanno preparando e vogliono farci delle colonie per abitarci e per usare il carburante molto prezioso che si chiama elio-3. Con appena 40 tonnellate di elio- 3 sulla Terra ci sarebbe energia elettrica per un anno. Chi lo porterà per primo sulla Terra avrà il monopolio dell'energia elettri- ca". Stagno ha personalmente conosciuto gli astronauti del- l'Apollo 11 quando vennero in Italia alla fine del '69. "Andarono in visita dal Papa e poi al Quiri- nale, dove ci incontrammo. Ci fu un ricevimento in loro onore e chiacchierai di come avevo rac- contato la loro avventura". Per chi non lo sapesse, Michael Collins è nato a Roma il 31 ottobre del 1930. Suo padre era in servizio presso l'Ambasci- ata statunitense della capitale. In via Tevere, al numero 16, c'è una targa che ricorda i natali dell'eroe della NASA: "In questa casa – si legge sul marmo – nacque Michael Collins, intrepido astro- nauta della missione Apollo 11 - Primo uomo sulla Luna. Roma, fiera di questo suo figlio, pose a ricordo perenne". Non poté scendere sul satellite perché il suo compito era di riportare a casa i compagni, ma durante le 21 ore in cui Arm- strong e Aldrin rimasero sulla Luna, l'astronauta italoamericano fece numerosi giri intorno al satellite terrestre (uno ogni 47 minuti). Lui che aveva già stabili- to nel 1966, durante il suo primo viaggio nello spazio su Gemini 10, il record di altezza rispetto alla superficie terrestre, fu il primo nella storia ad aver sor- volato il lato nascosto della Luna in solitaria, senza possibilità di comunicare né con il Controllo Missione NASA né con gli altri due astronauti, così in solitaria che di lui si disse "E' l'uomo più solo dai tempi di Adamo". Nelle tante interviste televisive riproposte in questi giorni, l'i- taloamericano 89enne dice di non averci pensato granché, non più di un uomo in balia delle onde sotto un cielo stellato. Quando però ha guardato la Terra, un puntino luminoso in mezzo al nero dell'universo, "Ho pensato nitidamente: come è piccolo e fragile il nostro pianeta. E oggi a distanza di 50 anni da quel giorno, penso che non abbiamo ancora capito quanto". Un monito lungimirante frutto non solo di un punto di osservazione unico ma di un addestramento lucido, rigoroso e impeccabile. Gli italiani davanti alla tv, nel giorno dello storico allunaggio, per seguire in diretta il lancio della Soyuz con a bordo Parmi- tano, hanno avuto la fortuna di ascoltare i commenti d'eccezione di Walter Villadei, cosmonauta 44enne, che ci spiega quanto sia importante per l'Italia puntare sui giovani e una formazione d'ec- cezione: "I programmi spaziali durano decenni. Se non cresciamo generazioni di menti brillanti che si appassionano alle problem- atiche scientifiche tecnologiche e matematiche – dice a L'Italo- Americano il tenente colonnello dell'Aeronautica Militare - potremmo avere dei problemi in futuro. Passa dalla formazione e dall'educazione dei giovani rius- cire, come paese, a cogliere le opportunità dell'aerospazio e dello spazio. Cinque degli 8 astronauti italiani provengono dall'Aeronautica Militare a dimostrazione della qualità della preparazione professionale che riceviamo e del ruolo importante dell'Italia, unico paese europeo che ha una collaborazione bilat- erale diretta con gli Stati Uniti nel settore dello Human Space Flight, oltre a contribuire come terzo paese all'Interno dell'Agen- zia Spaziale Europea. La presenza di un astronauta di nazionalità italiana nel 50° anniversario dell'allunaggio – spiega poi a L'Italo-Americano - offre l'opportunità per ricordare la grande capacità che l'Italia può mettere in campo in questo set- tore. Senza dimenticare che 50 anni fa, mentre competevano per il primato esplorativo due giganti come Usa e Unione Sovietica, l'I- talia si proponeva con un primato straordinario: nella corsa allo Spazio fu il terzo paese al mondo a progettare, realizzare e lanciare il satellite San Marco 1 il 15 dicembre 1964 attraverso il team guidato dal generale Luigi Broglio dell'Aeronautica Italiana. Siamo stati da sempre precursori nello Spazio e un paese con un ruolo di primo piano". Italia protagonista ieri ma con un potenziale certamente impor- tante nel futuro. Continua Vil- ladei: "La competenza tecnologi- ca pregiatissima del nostro paese fa sì che oggi l'industria italiana progetti, assembli e realizzi un buon 40% della ISS. Saper realiz- zare delle strutture pressurizzate abitabili che possono andar bene per la Stazione spaziale oggi, per stazioni cislunari domani o addirittura per insediamenti resi- denti sulla superficie della Luna o di Marte, ci consentirà di giocare un ruolo di primo piano anche in futuro, grazie al fatto che c'è anche una chiara attenzione isti- tuzionale e politica". Beyond è la dodicesima mis- sione che coinvolge uno o più astronauti italiani e la decima sulla ISS. In poco più di un quar- to di secolo hanno viaggiato nello Spazio sette italiani: Franco Malerba nel 1992, Maurizio Cheli nel 1996, Umberto Guidoni nel 1996 e nel 2001, Roberto Vittori nel 2002, nel 2005 e nel 2011, Paolo Nespoli nel 2007, 2010 e 2017, Samantha Cristo- foretti nel 2014 e Luca Parmi- tano. Sulla Luna, dal 1969 al 1972, sono sbarcati 12 uomini. "Sono orgoglioso di essere qui e sono entusiasta di iniziare la missione Beyond, grazie del sostegno da parte di ESA e Agen- zia Spaziale Italiana e di tutti col- oro che seguiranno le nostre attività. Grazie Italia". Così Par- mitano appena arrivato a bordo della ISS dopo il decollo dalla gigantesca rampa numero 1, la stessa usata da Jurij Gagarin nel 1961, dopo "un volo magnifico" come ha riferito a moglie e figlie su un razzo alto 52 metri e carico con 200 tonnellate di carburante ("Un po' come stare seduti sopra a una mezza bomba atomica" usando le parole di Paolo Nespoli), che partendo ha fatto tremare la terra fino a 8 chilometri di distanza, e dopo essere stato "sparato" in orbita a 28.800 chilometri orari per las- ciare la gravità terrestre in appena sei minuti. La prima conferenza stampa con Parmitano, in diretta dalla Stazione Spaziale, è prevista per il 29 luglio al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo di Vinci a Milano. Aggiornamenti sulla missione Beyond all'indirizzo http://luca- parmitano.esa.int/. P a r m i t a n o t e r r à l a s u a p r i m a c o n f e r e n z a s t a m p a d a l l o S p a z i o i l 2 9 L u g l i o . L a m i s s i o n e B e y o n d p u ò e s s e r e s e g u i t a a h t t p : / / l u c a - parmitano.esa.int/. Ph. ESA - S. Corvaja NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ Continua da pagina 5 G
