L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-3-2019

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GIOVEDÌ 3 OTTOBRE 2019 www.italoamericano.org 43 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | NOTIZIE SPORTIVE CALCIO MOTORI ALTRI SPORT L'estro che fa sempre di più la differenza con tecnica e intelligenza: l'Inter vola in tutti i Sensi STEFANO CARNEVALI S empre vincente in queste prime s ei giornate di Campionato, l'Inter sta dimos trando di aver già ben metabolizzato i dettami del gioco di Antonio Conte. Non particolarmente spettaco- lare, la squadra nerazzurra è soli- da, organizzata e potente. Vince anzitutto grazie alla forza fisica degli attaccanti e all'imperforabi- lità della difesa (Handanovic, oggi, è semplicemente il più forte portiere della Serie A), ma ha anche genialità nel motore. Oltre alle geometrie 'classiche' di Marcelo Brozovic, l'arma in più, in queste prime giornate del tor- neo, è infatti risultato l'estro di Stefano Sensi. SECONDA SCELTA, PRIMO PROTAGONISTA - Conte voleva una rivoluzione a metà campo e, per tutta l'estate, l'Inter ha inseguito fortemente Nicolò Barella. Dopo una 'teleno- vela' di mercato, il mediano sardo è approdato in nerazzuro, ma qualche giorno prima, il club di Via Durini aveva firmato Stefano Sensi. L'acquisto del centrocam- pista del Sassuolo, a prima vista, era sembrato anzitutto uno sgarro al Milan che, per settimane, aveva trattato coi Neroverdi emiliani, senza trovare la quadra (centrata dall'Inter in poche ore). Ma già dalle prime amichevoli estive Sensi era parso perfettamente inserito nel gioco di Conte, tanto se, a riprova di come stia attraver- sando un momento magico, con- tro l'Udinese ha deciso la partita con un gol di testa mentre era marcato dall'enorme Becao - Sensi ha sviluppato un mix di tec- nica e intelligenza calcistica che lo rendono un centrocampista moderno e completo. Il suo controllo di palla - com- plice il baricentro basso - è impressionante: difficile rubargli la sfera, faticoso anche non cade- re nelle sue finte, durante gli uno contro uno. La sua visione di gioco è in continua crescita: ades- da risultare spesso il migliore dei suoi. Calcio d'agosto, si pensava, ma in realtà Sensi non si è più fermato. SEMPRE DETERMINAN- TE - Il centrocampista urbinate è entrato in cinque gol dei 13 sin qui messi a segno dall'Inter, ma è risultato determinante anche al di là di questo dato statistico. Sensi è semplicemente l'ago della bilancia nella mediana nerazzur- ra: il suo gioco da vero 'tuttocam- pista' - primo a recuperare palla o a pressare l'avversario come un mediano, primo a creare spazi come una mezz'ala, primo a rifi- nire come un trequartista - fa sali- re i giri della propositività neraz- zurra e, contemporaneamente, alleggerisce la pressione su Brozovic che, così, è libero di orchestrare la manovra della squadra, anche con il suo ritmo compassato. CRESCITA IMPETUOSA - Sensi è stato mattatore nell'ultima gara di Campionato, guidando l'Inter in una non facile vittoria sul campo della Samp. Ma anche contro la Lazio, subentrando dalla panchina, ha fatto la differenza, migliorando evidentemente il gioco dell'Inter. Si tratta solo delle ultime due 'tappe' di un per- corso di crescita impetuosa che ha portato il 'piccolo' centrocampi- sta dall'essere un talento incom- piuto del Sassuolo, a risultare un perno dell'Inter e della Nazionale. TECNICA E INTELLI- GENZA - Non potendo contare su un fisico da Corazziere - anche so che è circondato da giocatori di livello internazionale, aperture e lanci illuminanti si sprecano, rivelando a tutti come possa vali- damente disimpegnarsi anche come regista puro. La qualità che però, in questo primo periodo interista, sta impressionando (oltre, ovviamente, a una prolifi- cità clamorosa) è la capacità di movimento senza palla: in queste sei giornate Sensi, da questo punto di vista, è stato semplice- mente perfetto. L'urbinate sembra sapere sempre come indirizzare la propria corsa, vuoi per aprire la difesa avversaria, vuoi per antici- pare un assist da parte di un com- pagno. IL FUTURO È SUO - Difficile dire se Sensi manterrà questo livello di prestazioni e segnature, ma di certo, quello che è stato a lungo un 'delizioso incompiuto', è ora un centrocam- pista totale. Il futuro è dalla sua parte, tanto all'Inter, quanto in Nazionale: adesso che ha ammes- so di "pensare molto di più al cal- cio, rispetto a qualche anno fa", non potrà far altro che crescere ulteriormente. Il centrocampista dell'Inter (in prestito dal Sassuolo) e della Nazionale italiana Stefano Sensi non vanno, il primo ad essere accusato è l'allenatore. E, nel cas o del M ilan, M arco Giampaolo è diventato un bersa- glio facilissimo. L'ex allenatore della Sampdoria non vantava un pedigree di primissimo livello, ma, soprattutto negli ultimi anni, è stato unanimemente identifica- to come un vero e proprio mae- stro di calcio. Eppure il suo ini- zio è stato negativo oltre ogni dire. Da un lato i limiti nella comunicazione, dall'altro le dif- ficoltà nel reggere la pressione del blas one del M ilan la cui maglia - specie dopo tanti anni difficili - pesa tantissimo. Ma non solo: il tecnico nato a Bellinzona si è notevolmente irrigidito tanto nell'imporre schemi e moduli incompatibili con la rosa del Milan, quanto nel voler snaturare le caratteristiche di alcuni interpreti fondamentali della sua squadra. Il risultato - oltre alla classifi- ca tremendamente negativa - è aver avuto la propria credibilità velocemente ridimensionata, venendo messo in discussione tanto dai tifosi, quanto dagli addetti ai lavori. Un maestro severo e pretenzioso, che non è (ancora) saputo scendere a patti con limiti e caratteristiche della propria squadra: dopo un'estate positiva, la stagione 'vera' è sin qui stata un vero disastro. R OS A D EBOLE O INCOMPLETA? - Negli ultimi anni sono ben pochi i campioni che hanno vestito il rossonero. Eppure, nella scorsa stagione, seppur tra mille difficoltà, il Milan ha chiuso a un solo punto dalla zona Champions. Gennaro Gattuso, nonostante un gioco offensivo spesso delu- dente, aveva evidentemente capi- to come ottenere il massimo da un gruppo buono e non certo eccellente. Dopo il calciomercato estivo non si può negare che la rosa del Milan, a livello assoluto, sia migliorata. Eppure, anche in questi anni di crisi, il Milan non ha mai giocato così male, né vinto così poco. Sono in effetti arrivati tanti giocatori giovani, alla prima 'grande' esperienza e, soprattutto, non sono stati acqui- stati calciatori davvero funziona- li al modulo prediletto di Giampaolo. Se sai che il tuo alle- natore gioca col 4-3-1-2 - dopo aver venduto Cutrone - non puoi fargli iniziare il Campionato senza una vera seconda punta da affiancare a Piatek. Il ricorso in extremis a Rebic sembra la clas- sica 'pezza' d'emergenza: se Leao non rivelerà giocatore 'vero', l'attacco del Milan si divertirà davvero poco. Anche perché Piatek vive un momento di involuzione pazzesco: se l'an- no scorso rendeva oro ogni pal- lone toccato, oggi sbaglia anche le giocate più elementari (che sia davvero la maledizione del numero 9?). A livello di 11 titolari, però, ci sono altri due 'slot' in cui ven- gono impegnati calciatori che hanno dato prova di non essere da Milan: il centrale difensivo destro e il terzino della stessa fascia. Musacchio non eccelle in nessun fondamentale tecnico - né possiede qualità fisiche superiori -, per essere un titolare affidabi- le. Calabria non garantisce una spinta tale perché le sue lacune difensive possano essere perdo- nate. Gli infortuni di Caldara e Conti pesano come macigni. FU TU R O N EBU LOS O - Difficilissimo dire cosa fare per dare una scossa a un gruppo che sta palesando enormi limiti tecni- ci quanto caratteriali e che pare guidato da un allenatore in con- fusione e da una società molto debole. La 'svolta' più gettonata è quella del cambio in panchina. Circolano già tantissimi nomi - più o meno illustri - (da Allegri a Spalletti, da Ranieri a Garcia), ma la società seguita a difendere Giampaolo. Convinzione o desi- derio di arrivare alla sosta (dopo G enoa-M ilan) per dare più tempo a un nuovo tecnico? Soprattutto, basterà cambiare allenatore per ris vegliare il Milan? SEGUE DA PAGINA 42 Subito a rischio la panchina milanista di Marco Giampaolo

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