L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-31-2019

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NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ GIOVEDÌ 31 OTTOBRE 2019 www.italoamericano.org 3 L'Italo-Americano IN ITALIANO | L e visite di Stato, gli incon- tri bilaterali, i colloqui riservati tra l'Italia e gli Stati Uniti sono piuttosto frequenti. Merito certamente dei buoni rapporti e dei patti transatlan- tici. Ma l'arrivo nella Bay Area del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato un evento impor- tante perché raro, se si considera che lo si attendeva dal 1982, quan- do sulla West Coast giunse Sandro Pertini, uno dei presidenti più amati dagli italiani. Per la comunità di San Francisco è stato un incontro che ha lasciato il segno, così come il segno lo hanno lasciato i tanti emigranti italiani che hanno con- segnato il loro talento agli Stati Uniti, loro paese d'adozione e di elezione, spesso ricevendo in cambio ottimi riscontri. "La comunità della West Coast, in particolare, costituisce un esempio straordinariamente significativo di come generazioni di italiani e italoamericani contri- buiscano, e abbiano saputo contri- buire, efficacemente alla crescita sociale, culturale ed economica di questa parte degli Stati Uniti", ha osservato Mattarella. "Ne sono testimonianza ben tre sindaci di San Francisco di origine italiana: Angelo Rossi, Joseph Alioto e George Moscone. Figure la cui opera ha lasciato il segno, come la decisione di costruire, durante il difficile periodo della Grande Depressione, il monumento sim- bolo di San Francisco, il Golden Gate Bridge. Una decisione allora presa proprio dal sindaco Rossi e resa praticabile grazie ad un finanziamento dalla Bank of Italy del banchiere di origini liguri Amadeo Giannini". La costruzione del Golden Gate, diventato uno dei simboli dell'America e un'icona interna- zionalmente riconosciuta della città di San Francisco, iniziò il 5 gennaio 1933. Sono passati 86 anni da allora e, a parlarne ades- so, sembra un tempo lontanissi- mo. Ma se pensiamo che al momento della costruzione posse- deva le torri di sospensione più alte del mondo, che era l'avan- guardia dell'ingegneria civile, ci rendiamo conto che poi non è qualcosa di così lontano. I ponti informatici planetari costruiti anche dalle imprese high-tech fondate da italiani che operano nella Bay Area, che (come Kong Inc e Nozomi Networks) sono state oggetto di visita da parte del presidente della Repubblica, perchè avamposti, simboli dei risultati che gli italiani e gli italoamericani di oggi stanno ottenendo, sono semplicemente la versione digitale, un'evoluzione tecnologica di quel ponte: è diver- sa la forma ma non la sostanza. Quando il Golden Gate fu ulti- mato nel 1937 era il più lungo ponte sospeso del mondo: un trionfo di maestria ingegneristica e tecnica ma, vista l'epoca, anche una coraggiosissima sfida finan- ziaria. Oggi, gli ingegneri sono infor- matici e l'intelligenza che si applica con risultati sorprendenti è artificiale ma dietro ci sono sempre la passione, la professio- nalità e le competenze di persone che dedicano la propria vita al progresso, spesso superando osta- coli proibitivi. "Questa parte degli Stati Uniti reca i segni dell'operosità della collettività di origine italiana", ha riconosciuto Mattarella a San Francisco: "C'è uno straordinario quadro di crescita culturale, poli- tico-sociale ed economica, carat- terizzata, negli ultimi decenni, da una comunità di ricercatori, infor- matici, ingegneri, che ha trasfor- mato questa parte del mondo nel punto di riferimento globale dello sviluppo e del cambiamento tec- nologico. In questo contesto i nostri scienziati, ingegneri, infor- matici, i nostri ricercatori, imprenditori e creatori di start up - che Mattarella ha avuto occasio- ne di apprezzare anche al Forum d'Innovazione Italo-Americano - si sono distinti, contribuendo in misura straordinaria allo sviluppo della Silicon Valley. Essi, e tra loro, va sottolineato, tanti giovani, hanno oggi l'opportunità di tesse- re una rete che può sostenere l'Italia nel saper cogliere sfide fondamentali per il futuro". In un mondo in cui i ponti tec- nologici avvicinano, anzi accor- ciano ancora di più le distanze, è un prerequisito fondamentale riu- scire a far parte di questa corrente evolutiva ed innovativa. Che sia stato un presidente della Repubblica a dirlo e, anzi, che si sia fisicamente spinto fino lì nella West Coast, nel cuore pul- sante del futuro, per dire che l'Italia non solo c'è e vuol parte- cipare ma che la sfida tecnologica è il grande settore strategico su cui bisogna investire, è evidente- mente significativo. E sicuramente non è un caso che tutto sia avvenuto durante il mese di ottobre che "negli Stati Uniti è il mese delle celebrazioni delle radici italiane-americane. Nei giorni scorsi, a North Beach, avete ricordato il 151° anniversa- rio della parata dell'eredità italia- na-americana in occasione del Columbus Day e il Comune di San Francisco ha deciso, per la prima volta, di dichiarare il mese di ottobre Italian Heritage Month. È un grande onore - ha detto ancora Mattarella - che impegna a legami sempre più efficaci tra due comunità, unite da una profonda condivisione di valori e principi". La visita dunque, non è servita solo ad avvicinare l'Italia nei cuori degli emigrati ma a dire che il futuro, così come già il presen- te, dovrà essere costruito insieme, al di là delle appartenenze geo- grafiche. Il ragionamento da fare è lo stesso del Golden Gate. Negli anni Trenta non si poteva certo immaginare che sul ponte di San Francisco sarebbero tran- sitate migliaia di auto come oggi Il contributo di generazioni di italiani e italoamericani al progresso avviene quotidianamente. Non importa dove ci si trovi, in Italia o nella Bay Area. Quel che conta è il progresso di cui beneficeranno le generazioni a venire con il lavoro, l'innovazione di oggi. Conta che quel che costruiamo adesso, domani porti a uno svi- luppo benefico e positivo. Tra 86 anni, altri milioni di italiani e di italoamericani avranno contribui- to a fabbricare il presente e a immaginare il futuro. E quel che oggi ci sembra futuristico, sarà realtà. Ma tutto sarà possibile solo e sempre in un'ottica di con- divisione, di partecipazione allar- gata, cioè se al di qua e al di là degli oceani, lavoreremo insieme per costruire ponti ed eliminare barriere.

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