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17 GIOVEDÌ 20 AGOSTO 2020 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI S e c i l e g g e t e r e g o l a r m e n t e , s a p e t e c h e a b b i a m o g i à s c r i t t o d e l l e buchette del vino, ma dob- biamo parlarne ancora, per- ché queste piccole strava- ganti meraviglie murarie sono passate da essere un riscoperto oggetto di ten- denza, come abbiamo riferi- to un paio di anni fa, a rap- p re s e n t a re l a s o l u z i o n e migliore per tenerci al sicu- ro durante la pandemia. Non facciamo un salto in avanti, però, cominciamo da un piccolo chiarimento su cosa sono le buchette e per cosa sono state usate secoli fa. Queste aperture murarie alte 30 centimetri sono tipi- che della Toscana, dove ne esistono ancora circa 150, con Firenze che si aggiudica il primo posto con un centi- naio di buchette: non stupi- tevi di vederle in giro per Pisa o Siena, ma ci sono. Nel XVI secolo, quando la pro- duzione del vino cominciò ad essere molto redditizia per molte famiglie nobili toscane, era comune vedere l e b u c h e t t e s u l l a f a c c i a t a delle abitazioni cittadine per facilitare la vendita diretta dalle loro cantine alla stra- da. In verità, c'era anche un altro motivo oltre all'effi- cienza: vendendo diretta- mente dalle loro case, i pro- duttori di vino potevano r i s p a r m i a re m o l t o s u l l e tasse. L e b u c h e t t e e r a n o c o s ì popolari e onnipresenti, che c'erano persone, i cantinieri, che le frequentavano tutto il giorno: in questo modo si servivano tutti quelli che b u s s a v a n o a l l a p o r t a d i legno della piccola buchetta e le vendite potevano salire vertiginosamente. Alla fine d i v e n n e ro u n t a l e s t a t u s symbol che tutte le famiglie di viticoltori ne avevano una. Per trecento anni le b u c h e t t e s o n o s t a t e p a r t e integrante della vita quoti- diana di Firenze, ma con l'aumento della popolarità delle osterie e dei ristoranti s o n o c a d u t e i n d i s u s o e sono state murate. N e l 2 0 1 5 è n a t a l'Associazione Culturale B u c h e t t e d e l Vi n o e l e nostre buchette sono tornate sulla mappa per la gente: lo s c o p o d e l l ' a s s o c i a z i o n e ? P ro t e g g e re e v a l o r i z z a re questo pezzo unico di patri- monio toscano. Cinque anni e le buchette d i v e n t a n o p ro t a g o n i s t e , soprattutto nel capoluogo t o s c a n o , F i re n z e , d o v e diversi esercizi commerciali c o m e c a ff è e r i s t o r a n t i hanno ripreso ad utilizzarle. Ma se fino a qualche mese fa, farsi servire attraverso un buco nel muro era una semplice stranezza, di cui si parlava al lavoro dopo il fine settimana, nel mondo del Covid-19 di oggi si è tra- sformata in un'ottima pre- cauzione di salute e sicurez- za. Secondo Lonely Planet, molte cantine, bar e gelate- rie in tutta la Toscana hanno usato la loro buchetta per mantenere la distanza socia- le e limitare i contatti tra lavoratori e clienti. I famosi ristoranti fioren- tini Osteria delle Brache e Babae hanno usato la loro buchetta per servire aperitivi ai clienti con distanziamento sociale. Sempre a Firenze, la gelateria Vivoli condivide con la gente i suoi gelati e i suoi caffè nel totale rispetto delle distanze, grazie alla loro buchetta. Notizie di tendenza sono apparse sulla pagina web dell'Associazione Culturale Buchette del Vino, in un interessante post di Diletta C o r s i n i . I n n a n z i t u t t o , Corsini ricorda che la prima attestazione scritta dell'esi- stenza delle buchette risale al 1634 e si riferisce a quell'e- poca, nel XVII secolo, quan- do la micidiale Peste Nera si e r a d i ff u s a i n I t a l i a e i n Europa, causando centinaia di migliaia di morti: in quei giorni le buchette si rivelaro- no strumenti preziosi per limitare i contatti con le altre persone e ridurre così il con- t a g i o . I n re a l t à , s p i e g a Corsini, non si chiamavano buchette, ma sportelli, cioè aperture. F r a n c e s c o R o n d i n e l l i , storico e studioso fiorentino di quei decenni, ha scritto che i venditori di vino che usavano le buchette avevano capito come funzionava il contagio, ed è per questo c h e n o n a c c e t t a v a n o m a i soldi direttamente dai loro clienti, nemmeno attraverso le buchette; utilizzavano una pala di metallo per racco- glierli e li disinfettavano con l'aceto prima di toccarli. Allo stesso modo, i vendito- ri di vino erano molto atten- ti a non toccare i fiaschi che i clienti portavano per esse- re ricaricati: un tubicino col- legava una damigiana di vino in cantina con l'esterno della buchetta, in modo che il cliente doveva solo met- terci sotto i suoi fiaschi per avere una ricarica. C o m e d i c e v a m o , q u e - st'anno - l'anno del Covid- 19 - il ruolo protettivo della buchetta è stato riscoperto: servendo bevande, caffè o gelati attraverso un'apertu- r a m u r a r i a , i l p e r s o n a l e non entra direttamente in contatto con i clienti, evitan- do i pericoli legati alla vici- nanza con le altre persone. C'è di più, grazie a un muro spesso che separa l'interno dall'esterno dell'edificio, si mantiene sempre la distan- za sociale: nessun virus può perforare la pietra! I canti- nieri moderni, naturalmente, indossano guanti e masche- rine usa e getta, quindi la protezione è garantita al 100%. E così, avevamo bisogno di una pandemia per fare d e l l e b u c h e t t e u n p e z z o ancora più interessante del nostro patrimonio e, ancora una volta, imbatterci nell'in- gegno dei nostri antenati. Se è vero che non sono state create per le necessità delle persone in tempi di pesti- lenze, hanno comunque tro- v a t o u n u s o e s s e n z i a l e quando la peste ha colpito Firenze, salvando potenzial- mente molte vite: si pensi che le buchette erano immen- samente popolari in quegli anni e che un gran numero di persone le ha utilizzate, ponendo se stessi e gli altri a u n r i s c h i o d i i n f e z i o n e incredibilmente ridotto. Oggi, come spesso accade nella vita dell'uomo moder- no, seguiamo di nuovo l'e- sempio di chi ci ha precedu- to e che, con meno tecnolo- gia ma con più intelligenza pratica e, forse, buon senso, ha capito come proteggere la comunità attraverso sem- plici mezzi che non costano nulla. Le buchette sono pro- prio così, un semplice stru- mento creato per rendere la vita più facile e più efficien- te, che alla fine è diventato importante per la sicurezza della comunità. Dimenticate per buona parte di un seco- lo, sono state riscoperte cul- turalmente e, ora, anche dal punto di vista della nostra salute. N o n h o m a i p re s o u n a p e r i t i v o a t t r a v e r s o u n a buchetta: mi chiedo come ci si senta... Creatività all'antica ai tempi del Covid-19: il caso delle buchette del vino toscane Uno spritz… dalla buchetta. Oggi le buchette del vino sono utili anche dal punto di vista della salute pubblica (Photo courtesy of Associazione Culturale Buchette del Vino)
