L'Italo-Americano

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GIOVEDÌ 21 GENNAIO 2021 www.italoamericano.org 39 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | NOTIZIE SPORTIVE CALCIO MOTORI ALTRI SPORT Obiettivo Serie A - L'Inter domina e batte una Juventus troppo molle: è arrivata la svolta? S enza appello. Inter- Juventus 2-0: risultato netto e del tutto meritato. I Nerazzurri battono la storica rivale con un gol (il primo in campionato) del criticatissimo ex Vidal e una realizzazione in con- tropiede di Barella. Ma, al di là del risultato, il dominio degli uomini di Conte è stato davvero evidente, sia dal punto di vista tattico, sia da quello tecnico e da quello della personalità. La Juventus, che pure aveva cominciato meglio (gol giusta- mente annullato a CR7), si è sciolta dopo il colpo di testa di Vidal (12'). Il piano di Pirlo, dopo meno di un quarto d'ora, è saltato: la Juve non ha più potuto gestire la gara, sperando nella giocata di una delle proprie stel- le. Il problema, per i Bianconeri, è che non è mai arrivato un vero 'cambio di ritmo', una scossa - tecnica o umorale - che potesse scardinare le certezze di un'Inter che, minuto dopo minuto, ha sempre più occupato il campo con autorità. Conte ha preparato benissimo la partita, scegliendo di costruire il gioco dal basso - giovandosi della scarsa propensione al pres- sing delle punte juventine - pun- tando molto sulla propria fascia destra (approfittando della fragi- lità difensiva di Ramsey ed Frabotta) e giocando in rapidità, per sfruttare gli spazi che la dife- sa juventina (ultimamente) sem- bra concedere in modo eccessi- vo. La grande differenza rispetto al solito, però, è stata a livello di concentrazione e 'cattiveria' nella fase difensiva: nelle ultime partite, l'Inter ha preso gol anche contro avversari nettamente infe- riori. Questa volta, invece, è stata perfetta anche quando la palla era in possesso degli uomini di Pirlo: Ronaldo e sopratutto Morata si sono visti poco e male. Per la Juventus, invece, si sono concretizzati i limiti intra- visti in tutte le ultime uscite (a parte la grande prestazione con- tro il Milan): contro Udinese e Sassuolo, nonostante due vittorie ampie (per 4-1 e 3-1), i Bianconeri avevano giocato male, con tanti minuti sotto ritmo ed enormi rischi in difesa: se contro Lasagna e un Sassuolo in 10 puoi farla franca, difficile pato le ali ai Nerazzurri che, però, dopo una vittoria così netta e significativa, possono sfruttare questo 'trampolino di lancio' per completare la rincorsa al Milan che, falcidiato da infortuni, ha, nelle prossime giornate, un calendario più ostico rispetto a quello dei Nerazzurri. L'importante è che non ci sia più nulla ad intaccare la compattezza del gruppo e che il mercato invernale risolva qualche equi- voco che ha contraddistinto sin qui la rosa nerazzurra (Eriksen su tutti). Senza rammaricarsi di eventuali mancati arrivi… INDIETRO SULLA TABELLA DI MARCIA? - La situazione della Juventus, invece, appare pesante. Al di là di una brutta sconfitta (con l'Inter si può perdere, ma non così) c'è la sensazione che la rivoluzione - chiesta dalla società e immagina- ta da Pirlo - sia indietro sulla tabella di marcia. La Juventus è fragile: subisce troppo, in virtù di attaccanti che difendono poco e di una mediana poco dinamica e che, per cercare di supportare gli attaccanti, scopre eccessivamen- te i difensori. Nonostante questo sbilanciamento, poi, gli automa- tismi offensivi dei Bianconeri paiono tutt'altro che oliati, visto che la Juve, di solito, sblocca le partite per invenzioni individuali. Anche le rotazioni - tante, forse troppe - di Pirlo non stanno convincendo: Kulusevski finito ai margini, Mckennie (l'unico incursore a centrocampo) spesso in panchina, il minutaggio mini- mo di Demiral, Dybala triste riserva… ci sarebbe tutto per creare malumori interni, ma il giovane allenatore ha dalla sua i senatori dello spogliatoio, per cui - al netto del grande credito di cui gode per la propria carriera da calciatore - è molto probabile che Pirlo non corra veri rischi di esonero. Eppure il tempo stringe: i 7 punti di distanza dal vertice sono molti, ma la situazione più preoccupante pare la grande len- tezza con cui il credo tattico del 'Maestro' stia passando ai calcia- tori. È qui che, ormai, servono marce forzate. STEFANO CARNEVALI partita (Bjorkengren e Stepinski hanno occasioni buone), mentre i padroni di casa cercano di difen- dere con ordine per colpire in contropiede, senza però grande incisività. Il meritato vantaggio ospite arriva al 29', con Stepinski bravo a deviare di tacco il cross di Adjapong. Il gol non è abbastanza per smorzare il vigore della Reggina che, in avvio di ripresa, avrebbe la pos- sibilità di pareggiare grazie a un dubbio rigore concesso da Volpi. Dopo i due errori di Denis, è Menez a presentarsi sul dischet- to: anche il Francese, però, sba- glia, facendosi ipnotizzare da Gabriel. Nel finale la partita si inner- vosisce non poco e il Lecce - che recrimina anche su questa deci- sione del direttore di gara - chiu- de in 10 per la severa espulsione di Coda (67'). Il clima concitato degli ultimi minuti, però, non consente ai padroni di casa di creare buone occasioni da gol. SEGUE DA PAGINA 38 riuscirci contro Lukaku & co. TRAMPOLINO DI LAN- CIO? La partita perfetta, arriva- ta contro la squadra che, negli ultimi anni, ha sempre dominato la Serie A, dovrebbe rappresen- tare la svolta per l'Inter di Antonio Conte. Sui Nerazzurri ci sono molte pressioni: con una rosa forte e abbondante e senza più nessun altro grande obietti- vo, puntare allo Scudetto è obbligatorio. L'andamento poco costante, la fragilità difensiva e, soprattutto le tensioni interne, hanno sin qui costantemente tar- Troppo lenta la tabella di marcia proposta da Pirlo alla Juventus? (Ph Agenzia LiveMedia da Dreamstime.com) IL CITTADELLA SOGNA: È SECONDO! MA IL NUOVO ASCOLI È CONVINCENTE - Adesso si fa sul serio: il Cittadella - aspettando Empoli- Salernitana - vince ancora e sale al secondo posto, dovendo anche recuperare la partita con il ChievoVerona e pare avere le carte in regola per giocarsela fino in fondo. L'Ascoli, però, non ha per nulla demeritato: segno che la 'cura-Sottil' seguita a dare i propri frutti. Il primo tempo è stato frizzante ed equilibrato, con Leali e Maniero spesso sollecitati e sempre positivi. Da sottolinea- re, però, la buona organizzazione difensiva degli ospiti, capaci di frenare a lungo il proverbiale gioco sulle fasce degli uomini di Venturato. Sono però i cambi dei padroni di casa ad aver fatto la differenza: in particolare gli ingressi di Branca e Tavernelli, con quest'ultimo decisivo a sfruttare un'incertezza di Brosco - a 11' dal termine -, per firmare il gol partita. IL PISA SMASCHERA IL BRESCIA: LOMBARDI (NUOVAMENTE IN CRISI) BATTUTI E SORPASSATI - Il filotto positivo del Pisa (8 risul- tati utili consecutivi) adesso comincia a 'pesare': i Nerazzurri sono adesso a 4 punti dalla zona playoff. Per il Brescia un altro boccone amaro da digerire (seconda sconfitta di fila, terza nelle ultime quattro giornate) e la sensazione che la 'scossa' porta- ta da Dionigi (terzo allenatore stagionale) si sia già esaurita: ora le Rondinelle (che hanno appena ceduto Torregrossa alla Sampdoria) sono 12esime e, forse, più che puntare ai playoff, dovranno fare attenzione a non farsi risucchiare nel 'gorgo' dei playout. Il risultato sta persino stretto al Pisa che, dopo due brividi ini- ziali (altrettante occasioni divo- rate da Ragusa), controllano con autorità la gara. Il gol partita è di Lisi (al 21', dopo una respinta di Joronen sull'incornata di Vido), ma a sancire il dominio toscano ci sono due legni (Marconi, De Vitis) e una gran parata di Joronen (su Marconi). Antonio Conte (Ph Agenzia LiveMedia da Dreamstime.com)

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