L'Italo-Americano

italoamericano-digital-4-15-2021

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www.italoamericano.org 11 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 15 APRILE 2021 N e g l i u l t i m i d o d i c i m e s i abbiamo tutti t r i s t e m e n t e familiarizzato con l'idea del contact tra- cing: utilizzato con grande successo nella gestione della pandemia in Paesi come la Corea del Sud e Israele, non è stato altrettanto efficace qui in Italia, dove un'app dedicata, Immuni, è stata ampiamente considerata un fallimento su tutti i fronti. Questo è abbastanza stra- no da dire, se si pensa che l'idea stessa della tracciabi- lità dei contatti come modo per controllare la diffusione delle malattie infettive viene dall'Italia. Dobbiamo tornare al XVI s e c o l o e a i t e m p i d e l l a "grande peste", più comune- mente nota come sifilide. Allora la malattia era molto poco conosciuta: era nuova e non si parlava di essa né di qualcosa neanche lonta- namente simile ad essa nei testi medici tradizionali del- l ' e p o c a , c h e s i b a s a v a n o soprattutto su trattati clas- sici e arabi. In quegli anni, l'Università di Padova, in Veneto, era il fulcro della ricerca medica in Europa e non a caso fu lì, grazie al l a v o r o d e l l ' a n a t o m i s t a Gabriele Falloppio, che f u r o n o e f f e t t u a t i i p r i m i studi epidemiologici sulla sifilide. Falloppio e il suo team ebbero un'importante intuizione: che per combat- tere la nuova malattia non era solo necessario conosce- re altre patologie simili e il l o r o c o m p o r t a m e n t o , m a anche capire come la sifilide fosse arrivata in Europa e c o m e s i f o s s e d i f f u s a . È interessante notare che i loro testi di base per trac- ciare lo sviluppo e la diffu- sione della malattia furono i d i a r i d i v i a g g i o d i Cristoforo Colombo. Grazie al dettagliato reso- conto che Colombo lasciò del suo viaggio di ritorno d a l l ' A m e r i c a a l l ' E u r o p a , F a l l o p p i o f u i n g r a d o d i t r a c c i a r e c o m e l a s i f i l i d e avesse raggiunto il Vecchio Continente con l'equipaggio di Colombo, e i primi casi o s p e d a l i e r i r e g i s t r a t i a Barcellona. La malattia si diffuse poi in Europa attra- v e r s o l ' e s e r c i t o d i r e Ferdinando II e ancor più attraverso i soldati merce- n a r i d i r e C a r l o V I I I , i m p i e g a t i p e r g r a n p a r t e dell'inverno del 1495 per l'assedio di Napoli. Una p r i m a e s p l o s i o n e d e l l a malattia avvenne in questi mesi, con un aumento anco- r a p i ù s i g n i f i c a t i v o d e l l e infezioni quando l'esercito di Carlo VIII fu smantellato e i mercenari tornarono nei loro Paesi. Qualche tempo dopo, negli anni attorno al 1530, un altro medico pado- v a n o , B e r n a r d i n o T o m i t a n o c a p ì c o m e l a s i f i l i d e s i d i f f o n d e v a dall'Europa verso l'Oriente attraverso Venezia e i suoi n u m e r o s i c o l l e g a m e n t i commerciali. Il lavoro di Falloppio e Tomitano è importante per- ché ha aperto la strada a u l t e r i o r i r i c e r c h e n e l c a m p o , m a è a u n a l t r o medico, molto meno famo- so e rinomato, che dobbia- mo la vera scoperta dell'im- portanza della ricerca dei contatti. Era il 1576 quando A n d r e a G r a t i o l o , u n m e d i c o d i p a e s e d i D e s e n z a n o d e l G a r d a , dovette affrontare un'epide- mia mortale di peste bubbo- nica in città. La gente crede- v a c h e f o s s e s t a t a u n a donna, da poco tornata da Trento, a portare la malattia a Desenzano, ma Gratiolo non era convinto. Oggi si sa che la peste viene trasmessa da ratti e pulci infette attra- verso i loro morsi ma, in quegli anni, non era ancora chiaro. Gratiolo, però, ebbe un'intuizione e capì che la donna non era responsabile dell'epidemia. In un chiaro esempio di "moderno" con- t a c t t r a c i n g , i n d a g ò s u l modo in cui la donna aveva v i a g g i a t o d a T r e n t o a Padova e scoprì che aveva trascorso la maggior parte del viaggio in stretta vici- nanza con un'altra donna che, una volta a casa, era tornata alle sue routine e abitudini quotidiane, tra cui dormire nello stesso letto con il marito e i suoi figli. Né la donna, né la sua fami- glia avevano contratto la peste, il che fu per Gratiolo la prova che l'epidemia non aveva avuto l'origine che la maggior parte della gente credeva. Gratiolo non fu l'unico medico ad andare contro la m e d i c i n a t r a d i z i o n a l e i n quegli anni, poiché molti altri medici avevano già ini- ziato a mettere in discussio- n e u n a s e r i e d i c r e d e n z e c o m u n e m e n t e a c c e t t a t e sulla diffusione e il contagio, compresa l'idea che la peste f o s s e c a u s a t a d a m i a s m i provenienti da terreni palu- dosi e malsani, allineamenti stellari, cattiva alimentazio- ne e, ultimo ma non meno importante, che fosse, come tutte le malattie infettive, u n a p u n i z i o n e i n v i a t a d a Dio all'umanità per i suoi peccati. Con le nostre menti moderne, forse, non possia- mo comprendere appieno la portata dell'idea di Gratiolo: l a m a l a t t i a n o n e r a u n a forma di punizione divina per un errore peccaminoso, ma la naturale conseguenza di fattori scientificamente provati o dimostrabili. La validità delle teorie e d e l l e i d e e d i F a l l o p p i o e Gratiolo furono accolte in Europa abbastanza rapida- mente, o forse addirittura si svilupparono indipendente- mente attraverso il conti- nente, visto che abbiamo documenti di Norimberga, in Germania - di data incer- ta, ma probabilmente com- pilati tra il XVI e il XVIII secolo - dove è provato che ai pazienti degli ospedali v e n i v a n o p o s t e d o m a n d e per scoprire come e dove potevano aver contratto una malattia. Negli ultimi dodici mesi, l ' u s o a t t e n t o e a d e g u a t o della ricerca di contatti ha aiutato il mondo a limitare le già immense perdite cau- sate dal Covid-19. Forse non ci è mai venuto in mente che qualcosa che consideriamo così semplice e così automa- tico ha alle spalle una lunga storia di scoperte e osserva- zioni. Né che sia da annove- rare tra i tanti regali che l'Italia ha fatto al mondo. Questo articolo è basato s u u n a r t i c o l o d i S a m u e l C o h n e M o n a O ' B r i e n , dell'Università di Glasgow, p u b b l i c a t o s u T h e Conversation. Gabriele Falloppio (sinistra) spiega al Cardinale Duca di Ferrara le sue scoperte, in un dipinto di Francis James Barraud (Photo:Wikicommons- Wellcome Collection Gallery/ CC BY 4.0) SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI La medicina italiana e la storia del 'contact tracing'

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