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17 GIOVEDÌ 15 APRILE 2021 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA C ari lettori, aprile se- gna il 147° anniver- sario della nascita del grande inventore italiano Guglielmo Mar- coni. Aprile è anche il mese in cui Guglielmo Marconi, nato a Bologna il 25 aprile 1874, fu salutato in tutto il mondo come benefattore ed eroe dell'umanità. Il presunto "inaffondabile" tran- satlantico di lusso Titanic colò a picco il 14 aprile 1912, e l'invenzione di Marconi della radio "nave-terra" contribuì a salvare molte vite. Dei 2.340 passeggeri e dell'equipaggio più di 1.500 perirono. I so- pravvissuti furono raccolti dalla S.S. Carpathia, un'altra nave dotata di radio che aveva sentito la chiamata di soc- corso. Nel 1906, David Sarnoff (che divenne presidente della RCA nel 1930) iniziò a lavo- rare per l'American Marconi C o m p a n y e n e l 1 9 1 9 , e r a diventato un grande esperto di radio. Preferiva il termine radio alla "telegrafia senza fili" perché i segnali che veni- vano inviati si irradiavano in tutte le direzioni. Sarnoff, all'età di 21 anni, fu nominato manager e ope- ratore della stazione radio American Marconi situata nel Wanamaker Department Store di New York, allora la più potente stazione radio commerciale del mondo. Il 14 aprile 1912, mentre ascol- t a v a p i g r a m e n t e p u n t i e l i n e e , i m p r o v v i s a m e n t e c a p t ò q u e s t o m e s s a g g i o scioccante: "La S.S. Titanic ha urtato un iceberg. Sta affondando velocemente". Q u e s t o m e s s a g g i o e r a arrivato dalla S.S. Olympic, che si trovava nelle vicinanze nell'Oceano Atlantico del Nord, a 1.400 miglia da New York. David informò i giornali di New York della triste tra- gedia. In poche ore, la noti- zia si diffuse in tutto il Paese. Q u e l l o s t e s s o a n n o , i l Congresso approvò una legge che rendeva obbligatoria per tutte le navi che trasportava- no passeggeri l'installazione di apparecchiature radio. Chiedeva anche agli armatori di impiegare persone auto- rizzate a far funzionare le apparecchiature radio. L a m a d r e d i M a r c o n i , Annie Jameson, era nata nel 1843, una delle quattro figlie di Andrew Jameson della contea di Wexford in Irlanda, ricco distillatore del w h i s k e y i r l a n d e s e Jameson. La famiglia vive- va in un vecchio maniero, che aveva un parco e un fos- sato. Annie da adolescen- te voleva esibirsi nell'o- pera, ed era stata invitata a c a n t a r e a l l a R o y a l O p e r a House di Covent Garden. S u o p a d r e s i r i f i u t ò d i lasciarla andare, il palcosce- nico allora era considerato non adatto a giovani donne ben educate, ma fu concor- d a t o c h e A n n i e p o t e s s e andare a Bologna per studia- re canto. Lì poteva stare con i c o n t a t t i d ' a f f a r i d e i Jameson, una rispettabile famiglia italiana chiamata de Renolis. P o c h i a n n i p r i m a c h e Annie arrivasse per stare con l o r o , l a l o r o f i g l i a G i u l i a aveva sposato un prospero proprietario terriero socio di Giuseppe Marconi. Giulia aveva dato alla luce il suo primo figlio, un bimbo di nome Luigi. Purtroppo, la giovane madre sopravvisse alla nascita del suo bambino s o l o p e r p o c h i m e s i . Giuseppe, ora monogenitore, rimase vicino alla famiglia de Renolis. Quando Annie Jameson andò a stare dai de Renolis, le fu presentato il loro gene- ro in lutto e il piccolo nipote Luigi. Giuseppe viveva più a P o n t e c c h i o n e l l a V i l l a Griffone che a Bologna, e Annie si innamorò di quel p o s t o e d i l u i . T o r n ò i n Irlanda per chiedere alla famiglia il permesso di sposare il suo innamora- to italiano, ma loro rifiuta- r o n o . I m o t i v i d e l r i f i u t o erano che lui era molto più vecchio di lei (di circa dicias- s e t t e a n n i ) , a v e v a g i à u n figlio ed era straniero. Annie sembrò accettare la decisione. Ma rimase in contatto con Giuseppe, con lettere segrete tra l'Irlanda e l'Italia, e giurò di scappare per sposarlo quando avrebbe raggiunto la maggiore età a ventuno anni. Questo fece, incontrandolo sulla costa set- tentrionale della Francia, dove si sposarono il 16 aprile 1864. Il loro primo figlio, Alfonso, nacque un anno dopo. Nove anni dopo, n e l l ' a p r i l e 1 8 7 4 , A n n i e diede alla luce un secon- do figlio, Guglielmo. Fin da piccolo Guglielmo Marconi conosceva il patri- m o n i o s c i e n t i f i c o d i Bologna, e a Villa Griffone iniziò i suoi primi esperimen- ti con le misteriose forze del- l'elettricità. Bologna aveva mulini per la tessitura della s e t a a l i m e n t a t i a d a c q u a molto prima che la rivoluzio- ne industriale trasformasse l'industria britannica alla f i n e d e l X V I I I s e c o l o . Bologna aveva anche un'illu- stre storia di scoperte scienti- fiche, e fu la casa del pioniere delle forze elettriche del '700 Luigi Galvani. Da piccolo, Guglielmo era affascinato dall'elettricità e amava giocare con le batte- rie. Suo padre, Giuseppe, pensava che fosse una perdi- ta di tempo, ma sua madre incoraggiava i suoi esperi- menti. Marconi era anche affasci- nato dal lavoro dell'inventore americano Samuel Morse, che aveva sviluppato il tele- grafo e il codice Morse e dal- l'invenzione del parafulmine di Benjamin Franklin. Nel 1896, all'età di 21 anni, bre- vettò il primo telegrafo senza fili. In seguito alla tragedia del Titanic nel 1912, Marconi sviluppò una tecnologia a cri- stalli e, nel 1921, una radio a due tubi con un set di testa, che fu presto sostituito da un altoparlante in modo che potesse ascoltare più di una persona. Marconi continuò ad aggiungere nuove idee alla sua radio senza fili e nel 1933 installò la prima stazione radio in Vaticano.
