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SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI ciò su cui poteva mettere le mani. "Costruì una bibliote- ca universale per tutte le persone che sapevano legge- r e e s c r i v e r e e l e a c c o l s e t u t t e " , d i c e m o n s i g n o r Federico Gallo, direttore della Biblioteca Ambrosiana. Costruì una biblioteca che avrebbe circumnavigato il mondo del sapere. "L'intento del Borromeo era universalistico", dice. "L'Ambrosiana non è mai s t a t a e n o n s a r à m a i u n a biblioteca teologica e confes- s i o n a l e . È u n a b i b l i o t e c a universale". " I l B o r r o m e o i s t i t u ì anche un collegio di Dottori o Sapienti, un gruppo di stu- diosi che sovrintende all'isti- tuzione", spiega monsignor Gallo. I Dottori dell'Ambrosiana sono filologi. Studiano i testi l e t t e r a r i e s o n o c a p a c i d i revisionare criticamente un m a n o s c r i t t o . A f f r o n t a n o problemi tecnici come far uscire le bozze di un testo quando è presente la versio- ne corretta. Interpretano i codici e pubblicano saggi su di essi. Ogni Dottore ha la sua area di competenza. Nel ventiduesimo capitolo de I Promessi Sposi, il classico della letteratura ita- liana pubblicato nel 1827, il r o m a n z i e r e s t o r i c o Alessandro Manzoni descri- v e l a p e r s o n a l i t à d e l B o r r o m e o e l a n a s c i t a dell'Ambrosiana preceduta da una febbrile attività di c a c c i a a l m a n o s c r i t t o . I l romanzo storico famoso per l e s u e v i v i d e d e s c r i z i o n i d e l l a p e s t e c h e s v e n t r ò Milano nel 1600 offre anche uno sguardo sulla mente di Federico. M a n z o n i s c r i v e c h e l a Biblioteca Ambrosiana "sarà sempre un monumento della liberalità e della magnificen- za di Federico Borromeo". "Per rifornirla di libri e manoscritti, oltre a quelli c h e a v e v a g i à r a c c o l t o , mandò otto degli uomini più abili e dotti a fare acquisti in Francia, Spagna, Germania, I t a l i a , F i a n d r e , G r e c i a , L i b a n o e G e r u s a l e m m e " , scrive Manzoni. L ' A m b r o s i a n a è a n c h e uno scrigno di tesori nasco- sti in fatto di antichi mano- scritti arabi. Borromeo vole- va che tutte le lingue orien- tali fossero rappresentate n e l l e c o l l e z i o n i d e l l a Biblioteca. Per acquistare manoscrit- ti ebraici, arabi, persiani, siriani e turchi, Borromeo i n v i ò e m i s s a r i a n c h e a G e r u s a l e m m e , B a g h d a d , Damasco, Cairo e Istanbul. Il direttore Gallo dice che "Borromeo aveva accesso a una rete diffusa di contatti attraverso missionari e laici che erano disposti ad aiutar- lo a costruire i tesori orien- tali della Biblioteca". A Michele "il Maronita" fu affidato il compito di racco- g l i e r e i t e s t i d e l V i c i n o e Medio Oriente. Pagò grandi somme per ottenere mano- scritti dal Cairo. Un'altra volta raggiunse Tripoli, la Siria e Qanubin. Morì men- t r e e r a i n m i s s i o n e a d Aleppo nel 1613. A l t r i o r i e n t a l i s t i d i Federico Borromeo furono lo scozzese David Colville e G i a c o m o F i l i p p o B u z z i . Quest'ultimo era un Dottore Ambrosiano in lingua araba. " I l p r i m o o r i e n t a l i s t a dell'Ambrosiana fu Antonio Giggi, che compose il primo dizionario arabo-latino su larga scala, pubblicato nel 1 6 3 2 " , s p i e g a m o n s i g n o r dottor Gallo. Circa 2.150 manoscritti arabi fanno parte del Fondo A n t i c o c h e c o m p r e n d e scienze islamiche e codici c r i s t i a n i c o m e i l Pentaglottus, "un magnifico manoscritto scritto in cinque lingue orientali: L'arabo, l'armeno, il siriaco, il copto e l'etiope", dice il direttore Gallo. U n m a n o s c r i t t o a r a b o estremamente accattivante è il Kitāb al-Ḥayawān cono- sciuto come Il libro degli animali. È un'opera pionie- ristica ed enciclopedica sulla zoologia che anticipa aspetti della moderna teoria evolu- tiva. Combina anche rifles- sioni teologiche, i primi ele- menti costitutivi della socio- l o g i a e d e l l a p s i c o l o g i a . L ' a u t o r e è A bū U t h m a n Amr ibn Baḥr al-Kinānī al-Baṣrī, uno studioso arabo di origine africana vissuto nell'VIII e IX secolo nell'o- dierno Iraq. Era comune- mente conosciuto con il suo soprannome Al-Jahiz, che si traduce come "occhialuto". Era un consulente del califfo di Baghdad. " I l n o s t r o m a n o s c r i t t o c o n t e n e n t e l ' o p e r a d i A l - Jahiz risale al XV secolo", dice Monsignor Gallo. "È un manoscritto splendidamente miniato le cui illustrazioni rivelano animali e scene più delicate di un harem". Tra i manoscritti scientifi- c i i n a r a b o c ' è u n a Miscellanea Medica di Ibn B u t l a n , u n m e d i c o d i Baghdad vissuto nel XI seco- lo. Trattati di medicina isla- mica con alcuni testi pratici aggiuntivi, questi manoscrit- ti miniati sono oggetti di bel- lezza e capolavori dell'arte libraria islamica. Nel 1909, l'Ambrosiana acquisì un'altra ricca colle- zione, il Fondo Caprotti, composto da 2.000 mano- s c r i t t i y e m e n i t i . Rappresentano la più gran- d e c o l l e z i o n e i n q u e s t o campo in Europa. Caprotti era un mercante lombardo residente in Yemen. "I codici dello Yemen sono meravi- gliosi", commenta Gallo. "Il cardinale Achille Ratti, futu- ro papa Pio XI, propiziò la loro acquisizione". Per quanto riguarda i libri stampati in lingue orientali, " i l c a r d i n a l e B o r r o m e o aveva aperto la sua tipogra- fia per pubblicare in ebraico, arabo, caldeo, persiano e armeno", dice Gallo. Il primo libro stampato con caratteri arabi mobili è il Kitāb ṣalāt al-sawāʻi cono- sciuto anche come Septem H o r a e C a n o n i c a e o H o r o l o g i o n . È u n L i b r o d'Ore miniato, un libro di preghiere, stampato nel 1514 d a l t i p o g r a f o v e n e z i a n o Gregorio de Gregorii. Il testo è in inchiostro nero ma le rubriche e i segni di punteg- g i a t u r a i n r o s s o . L e s u e decorazioni di bordo presen- tano uccelli acquatici e aerei. "Fu commissionato e pubbli- cato a spese di Papa Giulio II e destinato alla distribuzione t r a i c r i s t i a n i d e l M e d i o Oriente", ha scritto Mirolav Krek, studioso di studi arabi a l l a B r a n d e i s U n i v e r s i t y , Massachusetts. Questo è un libro estremamente raro. Si sa che ne esistono solo otto c o p i e . U n a s i t r o v a all'Ambrosiana. In onore del 700° anni- v e r s a r i o d e l l a m o r t e d i D a n t e A l i g h i e r i , l ' A m b r o s i a n a t e r r à u n a mostra (fino a metà settem- bre) sulle opere più preziose del Sommo Poeta. Tra que- ste c'è un notevole mano- scritto miniato della Divina C o m m e d i a n o t o c o m e C h i o s e A m b r o s i a n e . C o n f i s c a t o d a N a p o l e o n e dur ante l a sua campagna d ' I t a l i a n e l 1 7 9 6 , t o r n ò a Milano dopo il Congresso di Vienna nel 1815. I visitatori e i m e d i e v a l i s t i p o s s o n o a n c h e a m m i r a r e i l C o m e n t u m S u p e r Poema Comedie Dante, un commento in volgare ita- l i a n o a l l a C o m m e d i a . L'autore è Pietro Alighieri, il figlio maggiore del padre della lingua italiana. L'Ambrosiana ha iniziato il processo di digitalizzazio- ne dei materiali della sua biblioteca in modo che pos- s a n o e s s e r e d i s p o n i b i l i a chiunque attraverso il web, m e n t r e l e c o p i e o r i g i n a l i possono essere conservate e protette. GIOVEDÌ 13 MAGGIO 2021 www.italoamericano.org 35 L'Italo-Americano IN ITALIANO | Continua da pagina 33 La Biblioteca Ambrosiana a Milano (Photo: Maykova Galina/Shutterstock)
