L'Italo-Americano

italoamericano-digital-7-22-2021

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GIOVEDÌ 22 LUGLIO 2021 www.italoamericano.org 38 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | NOTIZIE SPORTIVE CALCIO MOTORI ALTRI SPORT Campioni d'Europa: torneo spettacolare, consacrazione di una rinascita e iniezione di fiducia per il Paese Kane e respingere i numerosi palloni che, in questa fase, sono sfilati dalle parti di Donnarumma. Ma, soprattutto, è stato il nostro attacco ad andare in soffe- renza. Messi nelle condizioni di aspettare (e protetti costantemen- te da Rice e Phillips), Walker, Stones e Maguire sono 'corpac- cioni' difficili da saltare per chiunque. Figuriamoci per un centravanti che dà il proprio meglio in contropiede, come Immobile. SPINA CENTRALE - Con il passare dei minuti, però, prese le misure agli esterni e constatando la serata 'no' di Sterling, gli Azzurri si sono ritrovati e, com- plice l'atteggiamento estrema- mente difensivista e rinunciatario STEFANO CARNEVALI privo di timori reverenziali e che, una volta ancora, ha dimo- strato di avere la stoffa del top player: Chiesa, con una serie di iniziative individuali, ha più volte messo paura agli inglesi. LE MOSSE DI MANCINI - Le fiammate di Chiesa hanno rincuorato la squadra e, in avvio di ripresa, Mancini ha 'piazzato' le mosse decisive: fuori lo spen- to Barella a favore dei centimetri di Cristante e fuori il generoso ma inconcludente Immobile, in favore di Berardi (con Insigne spostato al centro, che migliora). L'Inghilterra è finita alle corde - anche se l'Italia non ha creato numerosissime occasioni - e sono servite un paio di 'parato- ne' del redento Pickford per tenerla avanti. SCIACQUATA DI BOCCA Gli sforzi degli Azzurri vengono premiati al 67': corner di Berardi, spizzata di Cristante che ha prolungato sul secondo palo, dove era appostato Verratti. Pickford e il palo sono riusciti a rinviare di qualche secondo la capitolazione, perché sul pallone ribattuto è piombato Bonucci che ha scaraventato la sfera in rete esultando con il classico gesto della sciacquata di bocca riserva- to ai critici. SUPPLEMENTARI IN AVANTI - L'Inghilterra ha accusato - eccome - il colpo e ha cercato di fare possesso palla, limitando i danni. Mancini ha completato i cambi, rendendo la squadra ancora più offensiva (anche se ha perso Chiesa per infortunio) e mandando ulterior- mente in crisi la difesa avversa- ria che, però, non è crollata. Southgate ha tentennato, poi ha scelto di inserire solo rigoristi. La Three Lions si è vista solo nel secondo tempo supplementare quando, complice la stanchezza dell'Italia, è tornata ad affacciar- si pericolosamente dalle parti di Donnarumma. SAN GIGIO: IL PIANO B - L'Europeo, così, si è deciso ai calci di rigore. E l'Italia ha potu- to, ancora una volta, far pesare la forza del suo vero campione: Gigio Donnarumma. Hanno cominciato a calciare gli Azzurri, che sono stati anche i primi a sbagliare (Belotti). Ma il palo di Rashford ha rimesso tutto in equilibrio. Bernardeschi ha segnato, Sancho no: tutto è finito sui piedi del super-specia- lista Jorginho che, però, si è fatto ipnotizzare dal freddissimo Pickford. Questa volta, a diffe- renza della gara con la Spagna, c'era un piano B, perché Donnarumma ha immediatamen- te neutralizzato il penalty di Saka, regalandoci la coppa e confermandosi il miglior portiere del torneo. degli uomini di Southgate, hanno preso il comando delle operazio- ni. In questo è stata fondamenta- le la 'spina centrale' della Nazionale: Bonucci e Chiellini hanno annullato Kane e fatto ripartire l'azione sempre con qualità. Jorginho è stato il metro- nomo che ha diretto il gioco fino al 120', recuperando palloni in quantità e giocandoli sempre con semplicità e lucidità. FIDUCIA IN CHIESA - L'unico reparto che, anche col miglioramento della fluidità della manovra, ha seguitato a faticare è stato l'attacco: Immobile scom- pariva tra i possenti stopper avversari, Insigne sembrava fin troppo timoroso. Fortunatamente, però, nel tri- dente azzurro, c'era un ragazzo Il difensore Leonardo Bonucci (Ph© Marco Canoniero | Dreamstime.com) si è rivelato determinante in finale ha sfruttato benissimo la superio- rità numerica dell'Inghilterra sulle fasce. La rete in apertura era proprio quello che l'Italia avrebbe dovu- to evitare: il gol immediato, non solo ha ulteriormente infiammato il già rovente Wembley, ma ha anche 'spazzato via' la tensione che gli Inglesi avevano palesato nei primissimi secondi. I minuti dopo lo svantaggio sono stati i più duri della serata azzurra: Mancini ci ha messo un po' a trovare contromisure ai continui inserimenti di Shaw e Trippier, Jorginho e gli altri cen- trocampisti hanno a lungo inse- guito il palleggio di Mount e compagni, Bonucci e Chiellini hanno dovuto ricorrere a tutta la loro esperienza per arginare I t's coming to Rome. La coppa torna in Italia, 53 anni dopo il primo (e unico) trionfo azzurro in un Europeo. E lo fa al termine di una finale combattuta, ma vinta con meriti evidenti, in casa dell'Inghilterra. Degno corona- mento di un torneo spettacolare, in cui gli Azzurri sono risultati nettamente la squadra più com- patta e 'vera'; magari non quella con le migliori individualità, ma certamente quella in possesso dello spirito più coeso, del gioco più corale. It's coming to Rome, allora, non It's coming home come cita il ritornello di "Three Lions", la famosissima canzone scritta dai The Lightning Seeds nel 1996, misto di humour e supponenza inglesi in ambito calcistico e che, ancora una volta, non ha portato bene alla Nazionale britannica. Per l'Italia si tratta di una vit- toria importantissima: consacra- zione del processo di rinascita dopo il fallimento delle qualifica- zioni a Russia 2018 e iniezione di fiducia per tutto il Paese, ancora alle prese con fatiche e lutti con- nessi alla pandemia di CoVid-19. NELLA TANA DEI LEONI CON PIÙ CORAGGIO - Giocare la finale di un Europeo itinerante in casa del- l'avversario poteva rappresentare un rischio. Giocare a Wembley, 'tana' dei Leoni inglesi, aumenta- va ulteriormente il coefficiente di difficoltà. Effettivamente, l'am- biente che ha accolto gli Azzurri (anche in virtù di una suddivisio- ne dei biglietti iniqua, per una finale che sarebbe dovuta essere in campo 'neutro') è risultato molto ostile. Decine di migliaia di fan inglesi non erano solo affa- mati di una vittoria che manca dal 1966 ma pronti a tutto pur di sostenere i propri beniamini. Come spesso accade alla Three Lions però, questo affetto 'smodato' si tramuta in una pres- sione difficilmente sostenibile. Questa sensazione è parsa essere confermata dallo schiera- mento tattico adottato da Gareth Southgate, che ha optato per una copertissima difesa a 5: uno stru- mento che avrebbe dovuto garan- tire solidità ai suoi, evitando di esporre eccessivamente una dife- sa fisica ma lenta alle trame di gioco e al fitto possesso palla degli Azzurri. PARTENZA SHOCK - L'intuizione del Ct inglese è parsa corretta perché i suoi ragaz- zi sono passati immediatamente in vantaggio. Tempo 2 minuti e Shaw ha infilato Donnarumma con un bellissimo sinistro sul primo palo, a coronamento di una rapida azione di ripartenza, che

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