L'Italo-Americano

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GIOVEDÌ 2 SETTEMBRE 2021 www.italoamericano.org 39 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | NOTIZIE SPORTIVE SPECIALE OLIMPIADI Cristiano Ronaldo lascia la Juve: un addio tra rimpianti e qualche delusione di troppo N egli ultimi anni non c'è stato giocatore più importante nelle squadre italiane, sia dal punto di vista mediatico, sia da quello dei numeri (101 gol in 3 stagioni sono tantissimi). Eppure Cristiano Ronaldo, uno dei calciatori più forti di tutti i tempi, in questa folle estate di calciomercato - chi si aspettava, al tempo del CoVid, di vedere, tra gli altri movimenti, il parziale smantellamento dell'Inter cam- pione d'Italia (comunque con incassi enormi per i Nerazzurri) e l'addio di Messi al Barcellona? -, dopo una trattativa velocissima, ha lasciato la Juventus, per torna- re al Manchester United, la squa- dra che lo ha consacrato nel grande calcio. ALLE ORIGINI DELLA CRISI - La crisi tra CR7 e la Juventus potrebbe essere comin- ciata già al termine della scorsa stagione: a fine maggio, infatti, il club di Torino ha annunciato il ritorno di Massimiliano Allegri in panchina. All'allenatore livor- nese sono stati dati 'pieni poteri' per dare il via a una rifondazione urgente, quanto mai necessaria dopo le fatiche delle scorse sta- gioni. Per intraprendere un per- corso del genere, un campione assoluto come CR7 - fortissimo, ma poco disponibile al sacrificio tattico, avanti con l'età e molto 'pesante' dal punto di vista eco- nomico - rischiava di essere una zavorra, più che una risorsa. Dal punto di vista del porto- ghese, invece, è probabile che la prospettiva di essere 'tatticamen- te imbrigliato' da Allegri (con cui i rapporti di forza si sarebbe- ro certamente ribaltati, rispetto alla loro precedente collaborazio- ne, durante la prima stagione di Ronaldo a Torino, ultima del primo ciclo bianconero dell'alle- natore) non fosse particolarmente entusiasmante. Così come sareb- bero stati pochi gli stimoli per rimanere in Bianconero: la Juventus attuale deve ricostruire e, quest'anno, sebbene nuova- mente tra le candidate principali allo Scudetto, difficilmente avrebbe potuto mirare alla Champions League. E il trionfo STEFANO CARNEVALI europeo, oltre ad essere il tra- guardo più ambito in assoluto, era l'obiettivo che Ronaldo e la società bianconera si erano pre- fissati quando si erano legati (il rapporto è stato fallimentare, da questo punto di vista, anche se soprattutto per il progressivo e costante indebolimento del cen- trocampo juventino). A Ronaldo - anche per via del passaggio del suo 'rivale' Messi al potentissimo PSG - serviva, quindi, una sfida all'altezza del suo ego, ma 'sostenibile' vista la sua età e la sua poca propensione all'obbedire ai tatticismi degli allenatori. SEPARAZIONE CONSEN- SUALE, MA NON FACILE - Come riportato da tutti gli 'addetti ai lavori', pare che Jorge Mendes - il super procuratore di Ronaldo - abbia trascorso buona parte dell'estate cercando un nuovo club. Compito non facile, state, non è riuscito a trovare una nuova sistemazione per lui ade- guata. SOLUZIONE VELOCISSI- MA, MA CON INTRIGO - La situazione è 'precipitata' nella settimana successiva all'avvio della Serie A: Jorge Mendes è volato a Torino per risolvere la questione: dopo un faccia a fac- cia piuttosto acceso con i vertici juventini, è giunta la dichiarazio- ne che CR7 non avrebbe più indossato il bianconero. Restava però da trovare un club disposto a pagare il prezzo fissato dalla Juventus (non disposta a perder- ci, facendo partire l'attaccante a zero). In poche ore si è creato un intrigo, con protagoniste le due squadre di Manchester. Inizialmente, Cristiano sem- brava diretto verso il City che, sfumato Kane, avrebbe così tro- vato il nuovo centravanti. Qualche dubbio poteva riguarda- re il rapporto che il portoghese avrebbe potuto instaurare con Guardiola (e i suoi schemi più che rigorosi), così come con uno spogliatoio già pieno di stelle affermate. Con il passare delle ore, però, ha preso corpo la pro- posta dello United che ha fatto leva, soprattutto, sulla passata militanza di CR7. In pochissimo tempo si è trovata la quadra: circa 28 milioni alla Juventus (cifra che, si dice, il City non avrebbe voluto mettere sul piat- to, ma visti i 100 milioni che parevano pronti per Kane, è obiettivamente difficile da crede- re) e Ronaldo che si riduce l'in- gaggio di circa 6 milioni l'anno (scendendo a 25). FUTURO DA SCRIVERE - Per il club bianconero comincerà un nuovo corso, una rifondazio- ne, con Allegri saldo al timone. Ma il nuovo numero 9 (Kean è appena arrivato, ma forse non sarà l'ultimo rinforzo), Dybala, Chiesa e Morata 'liberati' dalla presenza ingombrante di CR7, garantiranno tutti i gol che, abi- tualmente, il portoghese ha sem- pre portato in dote? Pensare a una Juventus immediatamente migliore, senza Ronaldo, è senza senso. L'attaccante portoghese, dal canto suo, dovrà tornare a misu- rarsi con un calcio veloce ed atletico come quello inglese, inserendosi in una squadra piena di talento, ma poco esperta e sempre a caccia di un vero lea- der. Il lusitano avrà voglia di tra- sformarsi nella bandiera dello United? Le altre stelle dei Red Devils (Cavani su tutti, a cui potrebbe rubare posto e riflettori) come lo accoglieranno? Il futuro è tutto da scrivere, ma la Serie A ha certamente perso una delle sue stelle principali. viste le necessità del portoghese - convinto di essere uno dei più importanti giocatori del mondo e deciso ad andare in club dove essere 'centrale' - e il suo ingag- gio decisamente 'ingombrante'. In tutto questo, la Juventus e Allegri non sembrano proprio aver eretto delle barricate, per trattenere l'attaccante. A riprova, la scelta di lasciarlo in panchina nella prima gara di Campionato ad Udine: Ronaldo, per tutta l'e- organizzazione la risorsa princi- pale. Il nuovo tandem d'attacco (Taremi e Toni Martinez) è tutto da scoprire. ATALANTA DA IMPRE- S A L ' A t a l a n t a è o r m a i u n a realtà consolidata a livello euro- peo e tutte le sue avversarie non hanno certo gioito, trovandosela nel girone. Il Villarreal è un pic- colo gioiello che, per certi versi, può ricordare proprio l'Atalanta: società seria, non proveniente da una metropoli che - con il lavoro serio, più che con spese folli - è arrivata addirittura a vincere l'Europa League. Si riparte dal gruppo storico (in cui spicca il centravanti Moreno), rinforzato con saggezza (da segnalare l'e- sterno sinistro Danjuma e l'at- taccante Dia). Avversario scor- butico. Il Manchester United, sulla carta, parrebbe la 'big' del gruppo. Sia per tradizione, sia per forza effettiva. L'arrivo di Cristiano Ronaldo ha innalzato la qualità di un organico già i m p o r t a n t e ( P o g b a , B r u n o F e r n a n d e s , C a v a n i s o n o t o p p l a y e r ) , r i n f o r z a t o a n c h e d a Varane e Sancho. Per l'Atalanta è pronta una sfida da sogno e (si spera) in uno s t a d i o s t r a c o l m o . L o Y o u n g Boys, pur non vantando il 'peso specifico' delle altre squadre del gruppo, è una compagine seria che, da quattro anni, domina il campionato svizzero. L'esterno destro Fassnacht è il giocatore più rappresentativo, ma occhio anche al velocissimo Elia. BUON SORTEGGIO PER L A J U V E - L a J u v e n t u s h a pescato bene. È vero che nel suo gruppo c'è il Chelsea - campio- ne d'Europa in carica e dotato di un organico stratosferico, impre- z i o s i t o a n c h e d a l l ' a r r i v o d i L u k a k u - , m a Z e n i t S a n Pietroburgo - lontano parente della bella squadra di qualche anno fa: sembra troppo fragile in difesa ed eccessivamente dipen- d e n t e d a D z y u b a ( i n c a l o ) davanti - e Malmoe - la squadra più debole del gruppo, guidata dal centravanti croato Colak e dall'ex milanista Tomasson in panchina, possiede un difensore d i s i c u r o a v v e n i r e (Ahmedhodzic) - non sembrano al momento essere in grado di entrare in corsa per la qualifica- zione. I Blues e i Bianconeri viceversa, paiono avere la strada spianata. SEGUE DA PAGINA 38 Il portoghese Cristiano Ronaldo lascia la Juventus (Ph© Cosmin Iftode | Dreamstime.com)

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