L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-14-2021

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GIOVEDÌ 14 OTTOBRE 2021 www.italoamericano.org 7 L'Italo-Americano IN ITALIANO | lavoro, legando goliardica- mente al Nobel che torna in Italia dopo 37 anni, il tor- m e n t o n e d i u n ' e s t a t e d i straordinari successi sporti- vi inaugurati dalla vittoria agli Europei di calcio dopo 53 anni: "It's coming Rome. Congratulazioni Giorgio!". Perché il fisico che negli anni ha vinto alcuni tra i più importanti premi interna- z i o n a l i p e r l a f i s i c a e l e scienze, come la Medaglia Boltzmann (per i contributi fondamentali alla fisica sta- tistica e per aver fornito la soluzione ai vetri di spin), la Medaglia Dirac, il Premio Lagrange, la Medaglia Max Planck "per i suoi impor- tanti contributi teorici nella fisica delle particelle ele- mentari, nella teoria quanti- stica dei campi e nella fisica statistica" e il Premio Wolf, ha insegnato alla Columbia U n i v e r s i t y e a l l ' É c o l e N o r m a l e S u p é r i e u r e d i Parigi, ma è sempre tornato a Roma. Quando ha ricevuto i l C l a r i v a t e C i t a t i o n Laureates 2021, che utilizza l'impatto delle pubblicazioni s c i e n t i f i c h e c o m e b a s e quantitativa per stilare l'e- l e n c o d e i r i c e r c a t o r i c h e h a n n o m a g g i o r m e n t e i n f l u e n z a t o l a c o m u n i t à scientifica internazionale, Parisi ha detto: "Un ricono- scimento di questa natura è un premio collettivo che si estende a una comunità; il suo merito va anche ai più di cinquecento collaboratori che ho avuto, con i quali ci siamo divertiti nel cercare d i s v e l a r e i m i s t e r i d e l l a natura". Grande sostenitore della scienza, Parisi auspica l'ef- fetto positivo che questo riconoscimento possa avere s u l l a r i c e r c a i t a l i a n a . "Quello che spero è che sia una dimostrazione visiva, immediata, che la scienza nel nostro Paese funziona bene". Il problema, dice, è un altro: in Italia manca il ricambio generazionale e l'investimento nella ricerca. "Questo premio è la dimo- strazione che la scienza ita- liana è certamente ottima e che, però, sta invecchiando e quindi ha l'assoluta neces- sità di avere persone giovani che sostituiscano le persone che ogni anno diventano più anziane. E' assolutamente n e c e s s a r i o t r a s f o r m a r e l'Italia in un Paese acco- gliente per i ricercatori". Già alla guida dell'Accademia Nazionale dei Lincei, una delle istituzioni scientifiche più antiche d'Europa e più p r e s t i g i o s e , i l p r e s i d e n t e d e l l a C l a s s e d i s c i e n z e F i s i c h e , M a t e m a t i c h e e Naturali, nato a Roma nel 1948, ha detto: "La ricerca è estremamente importante p e r c r e a r e i l f u t u r o e d è importante che la ricerca in I t a l i a s i a f i n a n z i a t a s u l serio". E ancora: "Spero che questo sia un buon momen- to per investire sulla ricerca perché questo significa inve- stire sui giovani". Gli fa eco Maria Chiara C a r r o z z a , p r e s i d e n t e d e l Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), con il quale il fisico ha sempre intratte- nuto stretti rapporti di colla- borazione, di recente con il l a b o r a t o r i o N a n o t e c d i L e c c e , c o n t r i b u e n d o a l l o studio dei sistemi complessi disordinati alla base di tante linee di ricerca dallo studio dei sistemi vetrosi, ai siste- mi di lasing e trasmissione della luce in mezzi random, dalle reti neurali e IA, alle reti metaboliche e alla biofi- sica: "Lamentiamo spesso, e p u r t r o p p o a r a g i o n e , l e molte difficoltà nelle quali si dibatte la ricerca italiana, d a l l a s c a r s i t à d i r i s o r s e u m a n e e f i n a n z i a r i e a l l a burocratizzazione, ma que- s t o p r e m i o – h a d e t t o Carrozza - è solo l'ultima e straordinaria conferma del- l ' e c c e l l e n z a d e l l a r i c e r c a scientifica italiana". Quella che per la rettrice Polimeni è "un'emozione difficile da tradurre in paro- le, un orgoglio immenso, p e r l a S a p i e n z a , p e r l a comunità scientifica e per il nostro Paese", è il risultato di una carriera iniziata nel 1970 con una tesi sul bosone di Higgs. Si laureò sotto la guida di Nicola Cabibbo, che per i suoi studi sulle parti- celle, che aprirono la strada a l l a c o m p r e n s i o n e d e l l e interazioni deboli, purtrop- p o – c o m e h a r i c o r d a t o anche il suo allievo più bril- lante - solo sfiorò il Nobel. Poi i Laboratori Nazionali di Frascati dell'INFN, prima c o m e m e m b r o d e l C N R ( 1 9 7 1 - 1 9 7 3 ) e p o i c o m e ricercatore dell'INFN (1973- 1 9 8 1 ) . D u r a n t e q u e s t o periodo ha trascorso lunghi s o g g i o r n i a l l ' e s t e r o , a l l a Columbia University di New Y o r k ( 1 9 7 3 - 1 9 7 4 ) , a l l ' I n s t i t u t d e s H a u t e s E t u d e s S c i e n t i f i q u e s a Bures-sur-Yvettes (1976- 1 9 7 7 ) , a l l ' E c o l e N o r m a l e Superieure di Parigi (1977- 1978). Nella sua carriera scienti- f i c a , h a d a t o c o n t r i b u t i determinanti e ampiamente riconosciuti in diversi campi della fisica: fisica delle par- ticelle, meccanica statistica, f l u i d o d i n a m i c a , m a t e r i a condensata, supercomputer. Ha scritto articoli su reti neurali, sistema immunita- rio e movimento di gruppi di animali. È stato vincitore d i d u e a d v a n c e d g r a n t d e l l ' E R C E u r o p e a n Reasearch Council, nel 2010 e nel 2016, ed è autore di oltre seicento articoli e con- tributi a conferenze scienti- fiche. Ma è anche un appassio- nato delle favole di Calvino e ne ha scritte lui stesse per il nipotino di 4 anni. "I bam- bini, la mosca e il lupo" o "La bimba, la strega ed il mago" si possono trovare online, in curriculum tra le pubblicazioni accademiche e le attività di ricerca. Come anche è un cultore di danze greche perché, come raccon- tano i figli, se nella fisica se la cavava, voleva imparare qualcosa di differente e sfi- dante. A conferma del suo eclettismo e della curiosità, che è un tratto dominante della sua personalità scienti- fica. Anzi, è proprio il fasci- no del caos che guida la sua talentuosa originalità. La forma delle nuvole, le mole- cole del vetro che al micro- scopio sono tutte in disordi- ne ma che seguono un ordi- n e t u t t o l o r o , i n u g o l i d i uccelli che si radunano e ondeggiano in cielo come grandi ammassi in apparen- za caotici ma organizzati. Forme familiari, spontanee, confuse, imprevedibili. Ma solo apparentemente perché d e l l e r e g o l e c i s o n o . E l a cosa più straordinaria è che ha trovato chiavi di lettura d e i d a t i , i n m a n c a n z a d i m o d e l l i s u c u i b a s a r e l e r i c e r c h e . F e d e r i c o R i c c i T e r s e n g h i , p r o f e s s o r e d i Fisica Teorica alla Sapienza e suo collaboratore da 25 anni, che quando a lezione ha saputo del Nobel "davan- ti agli studenti sono esploso come se avessimo vinto i Mondiali", spiega: "Il con- t r i b u t o f o n d a m e n t a l e d i Giorgio lo possiamo riassu- mere così: è riuscito a capire come si crea un ordine nei sistemi disordinati. Ma tutti questi sistemi, che in natura sono tantissimi e possiamo trovare in molti stati diversi, come la biologia, le reti neu- rali, la finanza, hanno tutti b i s o g n o d e l l a t e o r i a d i Giorgio per essere spiegati. Per cui la sua teoria sembra molto difficile ma ha appli- cazioni pratiche in tantissi- mi campi". NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ G Continua da pagina 5 C Foto di gruppo alla Sapienza con il neo Premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi (Photo: Sapienza Università di Roma/Stefania Sepulcri)

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