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L'Italo-Americano GIOVEDÌ 11 LUGLIO 2013 PAGINA 13 Compie 70 anni lo sbarco in Sicilia degli Alleati: il 10 luglio 1943, con 160mila soldati, iniziava la 'Campagna d'Italia' BARBARA MINAFRA È la notte tra il 9 e il 10 lu-glio del 1943. Prima l'effetto a sorpresa ottenuto con un'operazione di depistaggio messa in atto dagli inglesi che sguarnisce le difese tedesche, poi l'attacco all'Europa nazifascista: in appena 39 giorni la Sicilia passa agli Alleati. Appoggiata da 3.200 navi e con la copertura di centinaia di aerei, i reparti d'assalto sbarcano sulle spiagge dell'isola. Alle ore 2.45, prima dell'alba, scatta "Operazione Husky", imponente azione militare che anticipa di 11 mesi lo sbarco in Normandia e avvia la liberazione dell'intera Europa. Dodici minuti dopo, alle ore 2.57, i primi carri armati americani arrivano sulla spiaggia di Mollarella e Poliscia, a Licata. Scenderanno rapidamente a terra i primi 20.000 soldati. In 24 ore saranno 160mila. L'idea di invadere la Sicilia era emersa a Londra nel 1942, quando vennero fissati due obiettivi strategici per gli Inglesi nel Mediterraneo: Sicilia (in codice Husky) e Sardegna (Brimstone), opzione quest'ultima poi scartata perchè troppo lontana dal conti- nente. Dopo aver sconfitto le truppe italo-tedesche a El Alamein in Egitto e dopo il successo dell'invasione di Marocco e Algeria, gli Alleati sono pronti per la conquista del Nordafrica ma già preparano la mossa successiva. La Sicilia, a soli 130 km dalle coste tunisine, diventa rapidamente la "porta per entrare in Italia" e l'approdo strategico per il primo grande attacco "alla Fortezza Europa". Oggi, di questo evento, si celebra un anniversario importante: 70 anni da una data che, con l'invio di 7 divisioni di fanteria (tre britanniche, tre statunitensi e una canadese) in quella che si rivelò fra le più massicce operazioni navali mai realizzate sino ad allora, segna ufficialmente l'inizio della "Campagna d'Italia". I tedeschi temono un attacco in Grecia e sguarniscono l'Isola. Americani ed inglesi decidono invece di puntare sull'Italia, "il ventre molle dell'Asse" come aveva detto nella decisiva Conferenza di Casablanca del 14 gennaio 1943 Winston Churchill. Pianificazione e organizzazione vengono affidate al generale Dwight Eisenhower, già comandante delle forze Alleate in Nor- Giornale dell'epoca racconta la rapida conquista della Sicilia Continuazione accanto dalla pagina chie centinaia di migliaia di soldati a causa dell'inettitudine di Cadorna e delle sue stravaganti decisioni. Pertanto lo ritirava dal fronte e lo sostituiva con il Generale Armando Diaz, un esperto ufficiale superiore che godeva una reputazione straordinaria. Installatosi al comando, Diaz immediatamente decentralizzò l'autorità che Cadorna aveva racchiuso nel suo pugno, eliminando pertanto ogni causa di discontento. Allo stesso tempo ottenne la precedenza della produzione militare nelle fabbriche di armi, di veicoli e di ogni tipo di approvvigionamento per rifornire le forze armate di quanto avevano perduto durante la ritirata di Caporetto ed in preparazione per l'attacco finale. In breve tempo, Diaz reintrodusse la disciplina delle truppe al fronte, rinforzò le linee decimate ed esaurite, e soprattutto risollevò il morale dei soldati. Dopo il danno enorme causato da Cadorna, Diaz dimostrò di essere il "toccasana", la cura miracolosa, di cui il Paese e l'esercito avevano estremamente bi- Il generale Armando Diaz Sicilia. L'immagine simbolo dell'avanzata delle truppe Usa sull'isola è stata scattata da Robert Capa tra il 4 e 5 agosto 1943 (Ph. c.: Capa/Magnum/Contrasto) dafrica. Le unità impegnate appartengono alla 7ª Armata Usa al comando del generale George S. Patton (Sicilia occidentale) e l'8ª Armata britannica al comando del generale Bernard Law Montgomery (Sicilia orientale). Il generale Alexander è al comando di tutte le forze di terra, l'ammiraglio Cunningham di quelle navali, il maresciallo dell'aria Tedder a capo delle forze aeree alleate. La 7ª Armata Usa tocca terra nel tratto di costa compreso tra Licata e Gela. L'8ª Armata inglese sbarca sul versante ionico tra il promontorio di Pachino e la piazzaforte di Siracusa-Augusta. Già la mattina del 10 luglio nel Municipio di Licata si insedia il Maggiore Frank Toscani, a capo degli affari civili del Governo Militare Alleato. Nei giorni successivi cadono senza troppe resistenze Agrigento (il 16 luglio), Caltanissetta (il 18 luglio), Palermo e Trapani (il 22 luglio). Inefficace il contrattacco affidato soprattutto ai militari italiani: 4.325 morti, 32.500 feriti e 116.681 prigionieri. Prevale il senso di disfatta. Non hanno più presa le parole del Duce che alla radio invita "a congelare il nemico sul bagnasciuga". La notte tra il 24 e 25 luglio l'ordine del giorno che sfiducia Mussolini viene approvato davanti al Gran consiglio del partito fascista: il Duce deve dimettersi e cedere il potere. La notizia del crollo del regime arriva ai soldati che combattono ancora accanto ai tedeschi. Badoglio, nuovo capo del governo, proclama che la guerra continua, ma è ormai certo che si pensa già sogno dopo quanto era stato mandato in rovina da Cadorna. Il 19 giugno 1918, giunti i rinforzi, gli Italiani contrattaccarono con grande impeto ed entusiasmo su tutta la Valle del Piave. Qualche giorno dopo, alla fine della "Battaglia del Solstizio", il totale delle perdite nel settore Italiano ammontò a circa 10.000 uomini, mentre gli Austro-Ungheresi accusarono 118.000 casi tra morti, feriti e prigionieri. La Battaglia del Solstizio cancellò in modo definitivo la macchia della ritirata di Caporetto. Sfortunatamente la guerra nella valle del Piave mise in grave difficoltà la popolazione civile: oltre 400,000 persone furono costrette ad evacuare la zona e a lasciare le loro case, che senza eccezione venivano saccheggiate e depredate dai soldati nemici in ritirata. Gli austriaci, avendo compreso d'aver perduto la guerra, si arrendevano in massa ma gli italiani ebbero difficoltà a sfamarli, a contenere senza preavviso tante migliaia di prigionieri, a trovare alloggio per tutti nelle scuole, nelle caserme e nei casamenti abbandonati. Finalmente alle p.m. del 4 novembre 1918 le ostilità furono sospese e nello stesso giorno il Generale Armando Diaz annunciò il famoso Bollettino della Vittoria: "La guerra è finita. L'esercito austro-ungarico è annientato. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa fierezza". Per l'Italia il numero dei morti in guerra ascese a 690.000 oltre a 330.000 civili quasi tutti nella zona del Veneto. Il più caratteristico cimitero della Prima Guerra Mondiale è quello di Redipuglia, nei pressi di Trieste, che è anche uno spettacolare Sacra- all'armistizio. Nel frattempo Patton si incammina verso est per raggiungere le truppe britanniche che, dopo aver incontrato maggiori resistenze, stanno sfondando la linea dell'Etna. Il prossimo obiettivo è lo Stretto. La "Campagna di Sicilia" è alle battute finali: Catania cade il 5 agosto, Messina il 17 ad opera del generale Patton. La ritirata italo-tedesca si fermerà a Salerno, dove riprenderanno i combattimenti. Sbarco della 7° Armata Usa a Gela il 10 luglio del 1943 Soldati in battaglia sul Piave rio alla memoria dell'invincibile Terza Armata ed al suo valoroso Duca d'Aosta. Oltre 100.000 soldati riposano in questo bellissimo cimitero. Gi italiani sono estremamente orgogliosi dei caduti e dei soldati che combatterono in questa guerra affinchè Trento e Trieste tornassero ad essere italiane.
