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GIOVEDÌ 1 DICEMBRE 2022 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | 13 Selinunte, il cuore italiano del mondo greco antico S elinunte non è s o p r a v v i s s u t a a lungo, solo poco più di due secoli. Eppure, il segno che ha lasciato nella storia del Mediterraneo è grande e lei, proprio come una bella dea antica, continua a dare e a sorprendere, come dimo- strano recentissime scoperte archeologiche. Selinunte era conosciuta dai Greci, che la fondarono, con il nome di Selinus, che deriva da selinon, "prezzemo- lo selvatico", una pianta che cresceva - e cresce tuttora - nella zona. E r a i l 6 5 0 a . C . q u a n d o alcuni coloni provenienti da Megara Hyblaea si insediaro- no in questa grande pianura della Valle del Belice, dando vita a un importante centro urbano e culturale che, al suo apogeo tra il VI e il V secolo a.C., contava 100.000 cittadi- ni e controllava gran parte delle aree circostanti. Selinunte aveva una posi- zione strategica e diplomatica fondamentale, perché era la colonia greca più occidentale e confinava con le colonie cartaginesi dell'isola: la storia d e l l a c i t t à , i n f a t t i , s a r à profondamente influenzata dalle popolazioni e dalle cul- ture che vivevano e prospera- vano nelle aree circostanti: esse erano allo stesso tempo fonte di grande ricchezza, sia economica che culturale, e una minaccia per la stabilità e la sicurezza di Selinunte. Nei primi decenni della s u a e s i s t e n z a , l ' e q u i l i b r i o politico fu al centro della ric- chezza e delle gioie di Seli- nunte: ebbe rapporti prosperi e pacifici con i Cartaginesi e strinse un'alleanza con Sira- cusa, che era la più impor- t a n t e e l a p i ù p r o s p e r a d i tutte le colonie greche in Sici- lia. Questi fattori la portaro- n o a t e n t a r e l ' e s p a n s i o n e verso le terre controllate da Segesta: era il 580 a.C., e la campagna si risolse in un'a- mara sconfitta. Segesta diventerà il motivo della sconfitta definitiva di Selinunte: le due città conti- nueranno a combattersi, ma Segesta finirà per ottenere gli alleati più forti, i Cartaginesi che, nel 409 a.C., conquiste- r a n n o S e l i n u n t e d o p o u n a s s e d i o d u r a t o 9 g i o r n i . Nonostante avessero chiesto aiuto a Siracusa e ad Akragas (l'odierna Agrigento), i solda- ti raggiunsero il campo di battaglia troppo tardi e tutti i cittadini di Selinunte furono uccisi o deportati e trasfor- mati in schiavi. D e c e n n i d o p o , a l c u n i s o p r a v v i s s u t i g u i d a t i d a l c o n d o t t i e r o s i r a c u s a n o Ermocrate tornarono a Seli- nunte e cercarono di fondare una nuova fiorente comunità in un luogo dove avevano conosciuto felicità e prospe- r i t à . M a n o n a n d ò c o s ì : i Cartaginesi attaccarono e vinsero di nuovo. Nel 250 a.C., dopo la Prima Guerra Punica, Selinunte divenne romana e si trasformò in una città fantasma. Nell'alto Medioevo, picco- li gruppi di persone cercaro- n o d i c r e a r e u n a n u o v a comunità, ma il progetto fu abbandonato dopo un terre- moto mortale che colpì la zona durante la dominazio- ne bizantina della Sicilia (VI-IX secolo d.C.). Un altro tentativo di far rivivere lo s p l e n d o r e d i S e l i n u n t e a v v e n n e q u a n d o l ' i s o l a passò in mano agli Arabi tra il IX e l'XI secolo d.C., ma senza successo. In seguito, Selinunte fu abbandonata per sempre. L a f i n e d e l l a s u a v i t a come insediamento attivo, tuttavia, segnò l'inizio di un'altra vita, quella di una meraviglia archeologica. Nel 1779, il re Ferdinando d i N a p o l i , c h e a l l ' e p o c a governava in Sicilia, emanò un decreto per proteggere ciò che rimaneva degliuoi a n t i c h i e d i f i c i . N e l 1 8 2 2 un'équipe britannica effet- tuò i primi scavi archeologi- ci, che proseguirono per il resto del XIX secolo e per i primi decenni del XX. Infi- ne, negli anni Sessanta, gli a r c h e o l o g i s c o p r i r o n o i l nucleo urbano dell'antica città e l'intera area divenne un parco archeologico che, con i suoi 270 ettari di rovi- ne e vegetazione, è il più g r a n d e d e l s u o g e n e r e i n Europa, il Parco Archeologi- co di Selinunte. Durante l'estate, un pro- getto archeologico guidato da C l e m e n t e M a r c o n i , che lavora a Selinunte da d e c e n n i , e r e a l i z z a t o c o n l'Institute of Fine Arts della New York University e l'Isti- tuto Archeologico Germani- co, ha regalato nuove, incre- dibili scoperte, che Marconi ha definito all'A N S A "di a l t i s s i m a i m p o r t a n z a , soprattutto se si guarda a Selinunte nel periodo arcai- co e classico". Durante un intervento sulla flora del parco effettuato dall'Istituto Archeologico Germanico, è emersa la sagoma dell'agorà di Selinunte, la sua "piazza" principale dove si sarebbero svolte tutte le attività sociali, economiche e culturali. Al centro dell'area, che misura il doppio di Piazza del Popo- lo a Roma, un'unica tomba, forse quella del fondatore di Selinunte, Pammilus. Più in alto, sull'acropoli, sono state portate alla luce le rovine di quello che oggi è considerato il primo luogo di culto dei s e l i n u n t i n i . I n e s s o s o n o stati rinvenuti molti oggetti d i m a n i f a t t u r a g r e c a c h e testimoniano la ricchezza della città. Uno dei ritrova- menti più interessanti è però la metà della matrice in pie- t r a d i u n o s c e t t r o , l a c u i prima metà era già stata rin- v e n u t a n e l c o r s o d i s c a v i precedenti. La matrice, che probabilmente era stata uti- lizzata per fabbricare uno scettro di bronzo, dopo l'uso e r a s t a t a s p e z z a t a i n d u e pezzi, ognuna delle due metà sepolta in una zona diversa della città: questo significa, dicono gli archeologi, che l'oggetto creato con quella m a t r i c e d o v e v a a v e r e u n enorme valore simbolico, al punto che non si sarebbe mai potuto (e dovuto) farne u n a l t r o u g u a l e . L ' u n i c o modo per esserne certi era stato distruggere il modello usato per crearlo. Rovine del tempio a Selinunte. La città fu la colonia Greca più occidentale in Sicilia (Photo: left, Pawelkowalczyk/Dreamstime; right, GagliardiPhotography/Shutterstock) SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO
