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17 GIOVEDÌ 1 DICEMBRE 2022 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA Q uella tra l'Italia e l e s p e z i e è una storia d'a- m o r e d i l u n g a durata. Già gli antichi Romani le utilizzava- no per creare medicinali, profumi e cosmetici, e come gustosa aggiunta ai loro cibi. La maggior parte degli aromi utilizzati dai nostri antenati proveniva dall'India e dalla Cina e raggiungeva la Città Eterna grazie a una rete com- m e r c i a l e b e n s v i l u p p a t a , senza dimenticare, ovvia- mente, le spezie provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente, entrambi parte del- l'Impero. L'anice, la cannella, il coriandolo, i chiodi di garo- fano e il pepe nero erano tutti conosciuti e largamente uti- lizzati dai Romani. Sebbene abbiano perso il loro fascino nei primi anni del Medioevo, dopo la caduta dell'Impero Romano, le spezie tornarono sulle tavole italiane nell'XI secolo, quando l'Europa fu coinvolta nelle Crociate e la c o n q u i s t a a r a b a d e l S u d portò nella nostra cucina nuovi sapori esotici che anco- ra oggi apprezziamo. Dopo la scoperta del continente ame- ricano, si svilupparono nuove spezie e rotte commerciali, soprattutto con i Caraibi, da c u i l ' E u r o p a - e l ' I t a l i a - ottenne la vaniglia e lo zuc- chero. Per molti secoli le spezie rimasero una preziosa preli- batezza che solo i ricchi pote- vano permettersi e una fonte di enorme ricchezza per i loro c o m m e r c i a n t i , a n c h e i n tempi più recenti: molti ita- liani conoscono la famiglia Florio, al centro di una serie di romanzi storici di recente pubblicazione, che fece fortu- na a Palermo esportando e vendendo spezie. Tutto questo per dire che le spezie hanno un discreto pedigree nel Belpaese. Non s o r p r e n d e q u i n d i c h e i l nostro Made in Italy sia stato coinvolto nella loro dif- fusione. N e l 2 0 1 6 , i l g i o v a n e i m p r e n d i t o r e R i c c a r d o Vozzolo e il suo team hanno dato vita a Italia Spezie, una piccola start-up con un obiettivo: offrire ai propri clienti le migliori spezie in circolazione, seguendo le rotte commerciali e le tradi- zioni ereditate dal nostro passato, ma con un'attenzio- ne tutta moderna alla soste- nibilità, alla qualità e all'am- biente. Vozzolo ha capito che le spezie, insieme alla frutta secca e ai frutti in guscio, sta- vano vivendo una nuova sta- gione nel nostro Paese, grazie a una rinnovata attenzione per la cucina tradizionale e a un nuovo interesse per la cucina internazionale e il mangiar sano. Il suo obietti- vo, fin dall'inizio, e in un'otti- ca di "Made in Italy", è stato quello di fornire prodotti di alta qualità, di provenienza e t i c a e p r o d o t t i i n m o d o sostenibile. Come è ormai consuetudi- ne per le aziende giovani e brillanti, Italia Spezie si pro- pone di "valorizzare il valore riconosciuto delle spezie e degli altri alimenti naturali attraverso un'offerta di qua- lità, ottenuta nel pieno rispet- to di tutti gli attori della filie- r a : f o r n i t o r i , c l i e n t i e collaboratori", vale a dire dare ai clienti prodotti di qualità nel rispetto di tutti gli attori coinvolti nella loro pro- duzione e nel loro commer- cio: una caratteristica essen- ziale, al giorno d'oggi. Tutte queste caratteristi- che hanno portato Italia Spe- zie ad avere una crescita esponenziale, anche negli u l t i m i d u e d i f f i c i l i a n n i segnati dalla pandemia. Ciò è dovuto anche all'uso intelli- gente di una forma di com- mercio ibrida, attiva sia onli- ne che nei punti vendita in negozio, in modo da soddi- sfare tutti i tipi di clienti. Sebbene il focus di Italia Spezie rimanga sulle spezie, la loro offerta si è notevol- mente ampliata per includere una serie di altri prodotti di qualità, tra cui noci e frutta secca e disidratata, oltre a creme spalmabili di frutta secca biologica e farine spe- ciali, molto popolari al giorno d'oggi, soprattutto a causa dell'aumento, anche in Italia, delle intolleranze al glutine e della celiachia. Sul sito e nei negozi si possono trovare anche legumi, cereali, tè e un'interessante selezione di sali provenienti da tutto il mondo, dal popolare sale rosa dell'Himalaya a varietà meno conosciute come i sali viola o blu dell'India e delle Hawaii. Molto interessante è la sezione del negozio intera- mente dedicata ai prodotti italiani, che comprende cioc- colato, una grande varietà di miele artigianale, olio extra- vergine d'oliva, erbe secche, tra cui origano, coriandolo e aglio, ma anche frutta secca, come le nostre rinomate noc- ciole, e una selezione di con- serve di pomodoro biologi- che, perfette per arricchire ogni piatto. Con il suo mix di tradizio- ne - usiamo le spezie da mil- l e n n i ! - e i n n o v a z i o n e , s o p r a t t u t t o p e r q u a n t o riguarda l'attenzione al com- mercio sostenibile e ai pro- dotti biologici, Italia Spezie incarna l'essenza stessa della filosofia del Made in Italy: guardare - e andare avanti - nel rispetto del passato. C hi non conosce - e non ha provato a risolvere - gli o n n i p r e s e n t i c r u c i v e r b a ? Alcuni di essi, come quelli della Settimana Enigmistica in Italia, del Guardian e del Times nel Regno Unito o del New York Times negli Stati Uniti, hanno uno status leg- gendario. Si ritiene per tradizione c h e s i a n o s t a t e i n v e n t a t e all'inizio del XX secolo da un inglese, Victor Orville, o da un americano, Arthur Wynne. Il primo avrebbe avuto l'idea mentre era rin- chiuso in una prigione suda- fricana; il secondo avrebbe p u b b l i c a t o i l s u o " w o r d - cross puzzle" nel 1913 sul Fun, un supplemento del New York World. L'Italia entrerà in questa narrazione solo l'8 febbraio 1925, quan- do La Domenica del Corrie- re pubblicherà un "indovi- nello delle parole crociate", ufficialmente il primo cruci- verba italiano. T u t t a v i a , l e c o s e n o n stanno proprio così. Secon- do molti, il vero padre del c r u c i v e r b a è u n i t a l i a n o , Giuseppe Airoldi, che fece pubblicare la sua invenzione - un cruciverba senza caselle nere - su Il Secolo Illustrato, un quotidiano di Milano, il 14 settembre 1890, 23 anni prima delle parole crociate di Wynne. Lo aveva chiama- to parole incrociate, che era il modo in cui le chiamavano i nostri nonni. Era esatta- mente quello che ci si aspet- tava: una serie di definizioni numerate verticali e oriz- zontali, le cui soluzioni si incrociavano l'una con l'al- tra. Due sono i motivi per cui non molti conoscono Airoldi e la sua invenzione: innanzi- tutto fu pubblicata in forma a n o n i m a e , i n s e c o n d o luogo, ebbe scarso successo e n o n f u p i ù r i p r o p o s t a . Airoldi sarebbe morto solo un anno dopo la pubblica- zione delle sue parole incro- ciate, nel 1914, e il suo nome è stato dimenticato fino agli anni '60, quando ricercatori hanno scoperto la sua esi- stenza. Solo nel 2013, però, è d i v e n t a t o - q u a s i - u n nome noto, dopo la pubbli- c a z i o n e d e L ' u o m o d e l l e parole incrociate di Gior- gio Spreafico che, per la prima volta, ha raccontato al mondo la storia del vero - ma sconosciuto - padre dei cruciverba. Se vi interessa, p o t e t e t r o v a r e i l l i b r o s u Amazon per circa 15 dollari, ma solo in italiano! Invenzioni italiane: le parole crociate Non molti sanno che il primo cruciverba fu inventato da un Italiano (Photo: Elena Castaldi/Dreamstime) Il nostro Made in Italy: il commercio di spezie con Italia Spezie Le spezie sono parte della storia commerciale e culinaria del nostro paese (Photo: Michelle Arnold/Dreamstime)
