Since 1908 the n.1 source of all things Italian featuring Italian news, culture, business and travel
Issue link: https://italoamericanodigital.uberflip.com/i/1488434
17 GIOVEDÌ 15 DICEMBRE 2022 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA S a r t e a n o è u n b o r g o d i q u a s i 5 . 0 0 0 a b i t a n t i , situato in provin- c i a d i S i e n a , a 525 metri lungo le pendici del Monte Cetona. V i c o l i s t r e t t i e p i a z z e medievali splendidamente conservate hanno reso que- sto piccolo ma vivace inse- diamento nelle colline sene- si una meta fantastica per tutti gli amanti della storia, c h e v o g l i o n o g o d e r e d i un'atmosfera senza tempo e di un paesaggio mozzafiato. Sarteano è nota soprattutto per due cose: la sua impo- nente fortezza del XIV seco- lo e la famosa Giostra del Saracino, un torneo in stile medievale in cui ogni con- t r a d a c o m b a t t e c o n t r o i l "Saracino". La rievocazione, conosciuta in tutta Italia, si svolge ogni anno il 15 agosto e attira molti turisti. Qui c'è molto da vedere tutto l'anno e molto da fare, s o p r a t t u t t o n e l p e r i o d o natalizio. Nel centro del paese si può ammirare l'ele- ganza di tre palazzi rinasci- mentali, Palazzo Berdini, P a l a z z o C e n n i n i e i l Palazzo del Podestà: il primo risale al XIV secolo, come la fortezza di Sartea- no; il secondo fu costruito nel XV, mentre il Palazzo del Podestà si è evoluto archi- tettonicamente nell'arco di due secoli, il XIV e il XV, ed è oggi suddiviso in abitazio- ni private e negozi. Palazzo Gabrielli, altro interessante edificio costrui- to tra il tardo Medioevo e il primo Rinascimento, è oggi sede del locale Museo Civico Archeologico, noto soprat- tutto per la ricchezza dei reperti etruschi. È infatti m o l t o p r o b a b i l e c h e g l i Etruschi siano stati i primi a insediarsi nella zona, secoli e s e c o l i f a , q u i n d i n o n è certo un caso che una delle più significative scoperte archeologiche etrusche degli ultimi anni sia stata fatta proprio qui, nella Necropoli delle Pianacce: stiamo par- l a n d o d e l l a T o m b a d e l l a Quadriga Infernale, con le sue pitture parietali splendi- damente conservate. L a f o r t e z z a , t u t t a v i a , rimane la vera regina del patrimonio architettonico di Sarteano. Domina maesto- samente il borgo dall'alto e, con le sue doppie mura e t o r r i , s e m b r a d a v v e r o u n castello medievale toscano da cartolina. La fortezza è citata per la prima volta in fonti storiche del 1038, il che la rende uno degli edifici più antichi della città. Dal suo tetto si gode di una vista mozzafiato sui dintorni di Sarteano, fino alla Val di Chiana e al Lago Trasimeno. In questo periodo dell'an- no, Sarteano diventa anche una grande meta natali- zia. La sua comunità orga- nizza una pletora di iniziati- ve, soprattutto per onorare l a t r a d i z i o n e i t a l i a n a p e r eccellenza: il presepe. Ogni anno, ad esempio, i sartea- nesi organizzano la manife- s t a z i o n e P r e s e p i d e l l e Cinque Contrade, in cui gli abitanti di ciascuna delle cinque contrade di Sarteano realizzano presepi da espor- re lungo le strade e le piazze del centro storico. Sarteano ospita anche un museo dedi- cato al presepe, il Museo dei P r e s e p i d a l M o n d o , d o v e sono raccolti oltre 600 pre- sepi realizzati in ogni angolo del mondo. In città, se volete, potete a n c h e p a s s e g g i a r e t r a l e bancarelle di un tradizionale mercatino di Natale! E se siete stanchi di camminare, potete sempre fermarvi a mangiare un boccone: come ci si aspetta in ogni angolo della Toscana - o dell'Italia, se è per questo! - il cibo è una cosa seria a Sarteano. Piatti sostanziosi, con un accento sulla selvaggina e sulla cucina contadina. Qui si può gustare il cinghiale alla cacciatora, uno stufato a base di cinghiale, pomodo- ri, cipolle, rosmarino e vino rosso. Quando la stagione è favorevole, il cinghiale viene servito anche con i funghi su un letto di polenta cremosa. Un altro piatto popolare è la lepre ai tre vini, dove questa c a r n e s a p o r i t a è r e s a p i ù delicata grazie a una mari- nata di vini rossi e bianchi, o l t r e a g i n e p r o , c a r o t e , cipolle e lardo. Dopo una notte, la lepre viene cotta, a g g i u n g e n d o V i n S a n t o e aceto. Naturalmente, si pos- sono trovare anche icone culinarie toscane come la ribollita e la panzanella. E se avete voglia di una fetta di torta, chiedete la torta c o ' b i s c h e r i , u n a c r o s t a t a fatta con pasta frolla e un ripieno di riso, uova, ciocco- lato, canditi, uva sultanina, pinoli e noce moscata. I l Pangiallo, che let- teralmente significa "pane giallo", è un dolce natalizio tradi- zionale della nostra c a p i t a l e e d e l l a r e g i o n e L a z i o . I n r e a l t à , q u e s t a gustosa focaccia è erede di una ricetta conosciuta già dagli antichi Romani, quindi non c'è niente di più romano del pangiallo di Roma! Si tratta di una focaccia preparata con una varietà di noci e frutta secca, insieme a cioccolato, miele e spezie. O g g i l e r i c e t t e p o s s o n o variare nella quantità e nel tipo di frutta e noci utilizza- te, ma tutte mantengono il profumo invernale e la tona- lità dorata che rendono que- sto dolce così popolare. I l s u o n o m e d e r i v a d a l colore, che è giallo oro grazie a una glassa fatta con olio d'oliva, un po' di farina e z a f f e r a n o , a n c h e s e a l t r e ricette prevedono albume, zucchero, farina e cacao. I Romani - che evidentemente non usavano né zucchero né cacao, essendo questi ingre- d i e n t i a r r i v a t i d a l N u o v o Mondo mille anni dopo la f i n e d e l l ' I m p e r o R o m a n o d'Occidente - lo preparavano nel giorno del solstizio d'in- verno, come modo per ono- rare il sole in attesa del suo ritorno: ne troviamo infatti la ricetta nel De Re Coquina- ria di Apicio. Col tempo, il pangiallo - la cui ricetta rimane molto vicina nella sostanza a quella suggerita dallo stesso Apicio - perse l'associazione con i riti pagani e rimase un dono tradizionale e beneauguran- te da offrire nei mesi inver- nali, in particolare a Natale. Ogni panificio di Roma p r e p a r a i l p a n g i a l l o p e r Natale, un modo per cele- b r a r e i l p a t r i m o n i o d e l l a città fin dalla sua fondazio- ne, ma spesso viene prepara- t o a n c h e a c a s a . C i ò c h e rende il pangiallo così spe- ciale non è solo il suo legame con la storia della città, ma anche il fatto che spesso è legato anche alla storia di ogni singola pasticceria o famiglia: ne esistono tante varianti quanti sono gli abi- tanti di Roma! Alcuni usano le mandorle, altri le noccio- le. Alcuni fanno una glassa con la ghiaccia reale, altri con olio d'oliva e zafferano. A l t r i a n c o r a a g g i u n g o n o semplicemente uno strato di uovo. Ciò che non cambia è il suo profondo legame con Roma e con il Natale nella Città Eterna. L a t r a d i z i o n e d e l m e s e : I l "pangiallo" di Natale di Roma Il pangiallo è un tradizionale dolce natalizio dalle origini antichissime (Photo: (null) (null)/Dreamstime) Il villaggio del mese: Sarteano Festeggiamenti per la Giostra del Saracino a Sarteano (Photo: Claudio Caridi/Dreamstime)
