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29 GIOVEDÌ 15 DICEMBRE 2022 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | LA COMUNITÀ DI SAN FRANCISCO T he Leonardo da Vinci Society ha celebrato la quarta edizione dei suoi A w a r d s i l 2 dicembre a San Francisco. Dodici premi e due premi emeriti dopo, l'organizzazione è più forte che mai, grazie al lavoro dei membri del suo Consiglio direttivo che hanno dimostrato molta resilienza e forza, soprattutto durante la pandemia. La fondazione dei Premi Leonardo, in occasione del 500° anniversario della morte del genio, è stata sotto il Console Generale Lorenzo Ortona e l'Addetto Scientifico Massimo Maresca, ma l'ere- dità continua a vivere grazie al Console Generale Sergio Strozzi, che ha dimostrato grande sostegno e coinvolgi- mento fin dalla sua nomina nel 2021. L'edizione di quest'anno si è s v o l t a p r e s s o i l C o m - monwealth Club of California, nella sua sede di Embarcade- ro street a San Francisco. Nello splendido Taube Family Auditorium, Martin Kemp, studioso di fama mondiale di Leonardo e professore emeri- to all'Università di Oxford, ha presentato una conferenza w e b i n a r s u l l e s u e u l t i m e ricerche sulla scienza dell'otti- ca e sull'assenza di prospetti- va nelle creazioni artistiche di Leonardo. Deborah Loft, pro- fessoressa emerita di Storia dell'arte, ha offerto una pano- ramica dei capolavori di Leo- nardo, in particolare della Gioconda e delle varie inter- pretazioni del suo mito nei secoli successivi alla sua crea- zione. A b b i a m o p a r l a t o c o n Carla Priola Anisman, presidente di The Leonardo da Vinci Society, che ha aper- to la cerimonia di premiazio- ne. Carla, come è nata la c o l l a b o r a z i o n e c o n i l Commonwealth Club? Humanities West collabora con The Leonardo da Vinci Society da molto tempo, con la precedente direttrice Patri- cia Lundberg. Nel 2019, in occasione del 500° anniversa- rio della morte di Leonardo, Humanities West si è unita alla nostra organizzazione e all'Istituto Italiano di Cultura i n u n a p r e s e n t a z i o n e d i diciassette programmi cultu- rali che si sono svolti in tutta l a B a y A r e a a l C o m - monwealth Club, all'Univer- sità di Stanford, all'Università di Berkeley e al Museo Italo Americano. Humanities West ha ora un nuovo direttore, George Hammond, che ha trasferito tutte le sue attività al Commonwealth Club. Qual è la parte che pre- ferisce di questo evento annuale? È un onore vedere l'orgo- glio dei vincitori, dei loro genitori, dei partner o dei parenti. È un'esperienza così calorosa sapere che possiamo premiare qualcuno che ha lavorato così duramente per molto tempo. È il momento del riconoscimento dei loro risultati che mi commuove davvero. È stato un grande anno per la Leonardo da Vinci Society... Abbiamo avuto un anno memorabile. La pandemia è rallentata e siamo riusciti a incontrarci di nuovo di perso- na. Abbiamo usato Zoom con i nostri scrittori internaziona- li, come Dacia Maraini, che ha parlato del regista Pier Paolo Pasolini. Abbiamo invitato il regista Mark Pedri alla SFIAC per presentare il suo film Dear Sirs sull'immigrazione italiana. Abbiamo presentato la storia di Edoardo Mortara con il Prof. Carey Perloff. Vita e leggenda di Catterina Vizza- ni della prof.ssa Clorinda Donato; La Straniera di Clau- d i a D u r a s t a n t i . A b b i a m o avuto un evento su Giorgio Perlasca con un riconosci- mento, ritirato dal figlio, da parte del Console Generale italiano Sergio Strozzi e del Console Generale israeliano Marco Sermoneta, per aver salvato oltre 5200 persone e b r e e i n U n g h e r i a n e l l a Seconda Guerra Mondiale. G u a r d a n d o a l 2 0 2 3 , cosa dobbiamo aspettar- ci? Ci aspetta un grande anno. La celebrazione di Alessandro Manzoni e la traduzione dei Promessi Sposi di Michael Moore; il Gala di Primavera del Premio Onorario, che si terrà allo SFIAC, sarà conferi- to a Mario Taddei per il suo lavoro umanitario. La cele- brazione del 100° anniversa- rio dell'Opera di San Franci- s c o e d e l s u o f o n d a t o r e Gaetano Merola. E natural- mente, in autunno, un'altra tornata dei The Leonardo's Awards. Sendy Caffarra, vincitri- ce per le Scienze della Vita, è Visiting Scholar presso la Stanford University, School of M e d i c i n e : " M i o c c u p o d i come il nostro cervello cambi in funzione dell'esperienza linguistica. Uso metodi neu- roscientifici per monitorare le proprietà funzionali e struttu- rali del nostro cervello e vede- re come cambiano nel tempo mentre impariamo a leggere o mentre impariamo a parlare una nuova lingua". Sendy ha v i n t o u n a b o r s a d i s t u d i o Marie Curie Global Fellow- ship e ha iniziato a lavorare a Stanford nel gennaio 2020. È venuta qui per portare avanti un progetto sulla neuroplasti- cità della lettura e ha testato come cambia il cervello dei bambini piccoli mentre sono iscritti a un programma di intervento sulla lettura. Dopo la borsa di studio Marie Curie, ha prolungato il suo soggiorno a Stanford per continuare a lavorare su questo argomento e per esplorare il legame tra le proprietà strutturali e funzio- nali del cervello. "Mi piace anche imparare costantemen- te da colleghi e collaboratori brillanti e interagire con loro. Credo che la mia principale spinta a fare questo lavoro sia la curiosità e la possibilità di interrogarsi su come il nostro cervello possa apprendere abilità incredibilmente com- plesse, come la lettura". Que- sto premio mantiene stretto il legame con l'Italia: "Mi ha fatto capire che dovrei impe- gnarmi ancora di più per crea- re connessioni tra i ricercatori i t a l i a n i e q u e l l i d e l l a B a y Area". A vincere per le materie umanistiche è Donatella D'Aguanno, che ha studiato in Italia e in Spagna e ha inse- gnato italiano in Spagna, spa- gnolo in Inghilterra e italiano presso la Società Dante Ali- ghieri di Quito, in Ecuador. Attualmente è dottoranda in italiano presso la Stanford University sotto la supervisio- ne del professor Robert Harri- s o n e d e l l a p r o f e s s o r e s s a Sarah Prodan. La sua tesi si concentra sulla figura di San Francesco nella Divina Com- media e sulla sua eredità nel mondo contemporaneo. L a p a s s i o n e p e r q u e s t o lavoro è la chiave della ricerca di Donatella: "Ciò che amo nel lavorare su Dante è il fatto che posso leggere la sua opera più e più volte, e trovo sempre nuovi dettagli interessanti, che fanno riflettere e ispira- no". Il legame con il suo Paese è forte, ma difficile: "Ho un rapporto conflittuale con l'Ita- lia. Sono profondamente lega- ta alle tradizioni e alla mia famiglia, che mi manca ogni giorno. Mi manca la Sicilia, il mio mare mediterraneo e la mia deliziosa cucina italiana. Tuttavia, l'Italia è ancora un Paese che non ha riconosciuto nessuna delle mie qualità pro- fessionali". Il premio ha resti- tuito un po' di fiducia nel P a e s e c h e D o n a t e l l a a m a ancora incondizionatamente: " Q u e s t o p r e m i o s i g n i f i c a molto per me, soprattutto perché qualche mese fa ho perso il mio fantastico papà dopo una battaglia contro il cancro. Senza di lui, mi senti- vo così persa che stavo quasi per abbandonare il mio dotto- rato. Ho deciso di continuare a lavorare alla mia tesi per onorarlo, perché mi ha sem- pre sostenuto. Questo premio è dedicato a lui". Antonella Palmese, che non ha potuto partecipare alla cerimonia, ha vinto il premio per l'Ingegneria, la Matemati- ca e la Fisica. È una borsista Einstein della NASA presso l'Università della California, Berkeley. Ha conseguito la laurea e il master presso l'U- n i v e r s i t à L a S a p i e n z a d i Roma, prima di conseguire il dottorato di ricerca presso l'University College di Londra. Ha lavorato alla Dark Energy Survey (DES). È stata postdoc presso il Fermi National Acce- lerator Laboratory e l'Univer- sità di Chicago. È molto entu- siasta di applicare le tecniche di apprendimento automatico all'astronomia ed è profonda- mente coinvolta in diverse indagini su grandi galassie, come DES e il Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI). Antonella si unirà presto alla Carnegie Mellon University in qualità di Pro- fessor Assistant. Il genio di Leonardo alla cerimonia di premiazione dell'omonima Società Carla Anisman, Presidente della Leonardo da Vinci Society (Photo: Nadia Andreini)
