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GIOVEDÌ 15 DICEMBRE 2022 www.italoamericano.org 38 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & ATTUALITÀ CRONACHE NOVITÀ EVENTI N el primo weekend di dicembre vacanze sulla neve per 4,5 milioni di italiani che hanno approfittano del lungo ponte dell'Immacolata per passare qualche giorno in montagna dopo che le difficoltà degli ultimi anni. Dall'indagine Coldiretti-Ixe' emerge una ripar- tenza importante destinata ad avere effetti non solo sulle piste da sci ma sull'intero indotto delle vacanze in montagna, dall'attività dei rifugi alle mal- ghe fino agli agriturismi. L'economia che ruota intorno al turismo invernale – ricorda la Coldiretti – ha un valore stimato prima dell'emergenza Covid tra i 10 e i 12 miliardi di euro all'an- no tra diretto, indotto e filiera. Proprio dal lavoro di fine anno dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole con le attività di alleva- mento e coltivazione svolgono un ruolo fondamentale per il pre- sidio del territorio. Nonostante ciò la montagna rischia l'abbandono per le diffi- coltà che hanno costretto centi- naia di migliaia di aziende agri- cole a chiudere i battenti per la mancanza di opportunità e gi ele- L 'inverno, con pioggia e gelo, sembra finalmente arrivare, dopo un'estate estremamente siccitosa. Ma la condizione idrologica dell'Italia pare ormai compromessa: al nord piove sempre di meno e la poca acqua termina in mare. Al sud, invece, gli eventi meteo diventa- no sempre più estremi. "Emerge la necessità di capitalizzare gli apporti pluviali che, nelle attuali condizioni infrastrutturali, termi- nano al 90% in mare, ristorando solo superficialmente il territorio e non creando riserva idrica per i mesi a venire" spiega Massimo Gargano, direttore dell'Anbi, Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue. In Italia 9 comuni su 10 (il 93,9% del totale) hanno parte del territorio in aree a rischio idro- geologico per frane ed alluvioni anche per effetto del cambiamen- to climatico in atto con una ten- denza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni vio- lente, sfasamenti stagionali, il rapido passaggio dal sole al mal- Gli italiani scelgono le vacanze sulla neve vati costi di produzione. Il peri- colo concreto è lo spopolamento di queste zone anche dalla pre- senza degli allevamenti, che hanno garantito fino ad ora bio- diversità, ambiente e equilibrio socio-economico delle aree più sensibili del Paese perché – con- clude l'associazione di categoria – quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combat- tere l'abbandono e il degrado spesso da intere generazioni. Senza dimenticare che a causa del caro bollette quasi una stalla su dieci (9%) è in una situazione critica tale da portare alla chiusura, con rischi per l'ambiente, l'economia e l'occu- pazione ma anche per la soprav- vivenza del patrimonio agroali- mentare Made in Italy, a partire dai suoi formaggi più tipici della montagna. La scomparsa delle eccellenze casearie mettono a rischio la ricchezza del patrimo- nio di biodiversità italiana con razze antiche e in via di estinzio- ne che rischiano di scomparire se l'allevamento non riesce più ad essere sostenibile. tempo e precipitazioni brevi ed intense. A questa situazione – sottolinea la Coldiretti – non è estraneo il fatto che negli ultimi 50 anni è scomparso quasi 1 ter- reno agricolo su 3 (-30%) con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari a causa del- l'abbandono e della cementifica- zione che rende le superfici impermeabili. Negli ultimi dieci anni, l'Italia ha perso 400 milioni di chili di prodotti agricoli per l'alimentazione dell'uomo e degli animali i, aumentando il deficit produttivo del Paese e la dipendenza dall'estero. La spari- zione di terra fertile non pesa solo sugli approvvigionamenti alimentari – sottolinea Coldiretti – poiché dal 2012 ad oggi il suolo sepolto sotto asfalto e cemento non ha potuto garantire l'assorbimento di oltre 360 milioni di metri cubi di acqua piovana che ora scorrono in superficie aumentando il rischio idrogeologico. Una situazione aggravata da più di tremila eventi estremi nel 2022, tra bombe d'acqua, violenti temperali e grandinate. Arriva l'inverno ma tra gelo e pioggia estrema Il Washington Post plaude al Mose che salva Venezia dall'acqua alta N ell'anno più caldo mai registrato in Italia dal 1800, i ghiacciai alpini si sciolgono. Colpa di una tempera- tura di oltre un grado (+1,06 gradi) più elevata della media storica, a conferma di un decisa tendenza al surriscaldamento della Penisola. Emerge da una analisi Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr relativi ai primi 11 mesi dell'anno in riferimento all'allarme di Legambiente e del Comitato Glaciologico Italiano, che presentano il report finale di Carovana dei ghiacciai 2022. Si accentua quest'anno la ten- denza al surriscaldamento in Italia dove la classifica degli anni più caldi negli ultimi due secoli si concentra nell'ultimo decennio (2018, 2015, 2014, 2019 e 2020). Il cambiamento climatico è stato accompagnato da una evidente tendenza alla tropicalizzazione che si manife- sta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti sta- gionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi ter- mici significativi. I danni provo- cati da siccità e maltempo hanno già superato i 6 miliardi di euro. Nell'anno più caldo di sempre, si sciolgono i ghiacciai italiani Avanza lo scioglimento dei ghiacciai (© Alessio Moiola | Dreamstime.com) F inora il Mose ha salvato Venezia dall'acqua alta. Quest'anno, le paratie del sistema che frena le maree sta funzionando e proteggendo il centro dal tipico fenomeno dei pericolosi allagamenti. Anche il Washington Post ha celebrato il progetto da 6 miliardi di dollari che fa innalzare 78 barriere alte come un edificio di cinque piani, che vengono pompate d'aria e sollevate ogni volta che l'acqua alta minaccia piazza San Marco. Secondo uno studio pubblica- to sulla rivista Earth and Space Science dagli scienziati dell'Università Ca' Foscari di Venezia, che hanno esaminato le fluttuazioni del livello relativo del mare nella laguna di Venezia, il livello del mare potrebbe temporaneamente sta- bilizzarsi nei prossimi anni, gra- zie a un delicato equilibrio che starebbe interessando la tempe- ratura superficiale dell'Oceano Atlantico settentrionale. Storicamente, durante le fasi più fredde, l'innalzamento delle acque sembra rallentare, al con- trario di quanto osservato nei momenti più temperati. Immagine tipica dell'anno scorso (© Ihor Serdyukov | Dreamstime.com)
