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GIOVEDÌ 15 DICEMBRE 2022 www.italoamericano.org 7 L'Italo-Americano IN ITALIANO | Continua da pagina 5 NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ C con 24 metri cubi di legno di larice friulano proveniente da risorse dei vivaisti attivi nei giardini del comprenso- r i o . L e 1 8 s t a t u e s o n o i n c e d r o , a l b e r o c h e v e n i v a piantumato più di cent'anni fa in Carnia. Un dettaglio significativo testimonia la sensibilità del progetto per la n a t u r a e l a m o n t a g n a : l a culla del Bambino, scolpita da Stefano Comelli e Martha Muser, è ricavata da vecchie travi di stalla e dalla radice di un abete sradicato dalla terribile tempesta Vaia, un evento estremo che nell'au- tunno del 2018 abbatté con raffiche mai viste tra le Dolo- miti, ben 14 milioni di abeti. Sradicati e piegati dai venti, gli alberi ricoprirono le mon- tagne come stuzzicadenti soffiati via da un gigante arrabbiato. La Grotta è stata realizza- ta con tecniche moderne in legno lamellare autoportan- te. E' alta sette metri e pro- tegge la Natività. Un Angelo r i c h i a m a l ' a t t e n z i o n e s u Gesù Bambino, avvolto in fasce e deposto in una man- giatoia. Renato Puntel, che ha frequentato la scuola di scultura della Val Gardena, lavorato negli Usa e anche recitato nel film di Ermanno Olmi "Il segreto del bosco vecchio", gli ha donato un a t t e g g i a m e n t o s e r e n o e beato per tutto quello che la s u a f i g u r a r a p p r e s e n t a . Padre Gianni Bordin, frate cappuccino dal 1985, ha dato forma alla Madonna: è in ginocchio, ha il capo ricoper- t o d a l m a n t o e l e b r a c c i a allargate ad indicare il Salva- tore. Suo anche un bambino che tra curiosità e innocenza, s b i r c i a n e l l a g r o t t a e s i appoggia alla coda della stel- la cometa. San Giuseppe, in piedi alla destra del Bambi- no, una mano al petto, con la sinistra regge una piccola lanterna, simbolo di luce e speranza, illumina Gesù. E' opera di Corrado Clerici, che lavora con i vecchi ferri da intaglio immerso nelle Dolo- m i t i f r i u l a n e s c o l p e n d o anche neve e ghiaccio. Il bue dalle fattezze realistiche, in segno di riconoscimento del Bambino Gesù, è coricato accanto a Giuseppe. L'asinel- lo, nella sua minuta fisicità, è coricato a fianco di Maria. E' opera di Caisutti Andrea che ha iniziato a scolpire piccole statue per il presepio a 10 anni. Non mancano i personag- gi che richiamano il territo- rio: il falegname innanzitut- to, riferimento immediato agli artigiani che, nelle Alpi Carniche, hanno fatto del legno la loro vocazione. Il "marangon" di Corrado Cle- rici, intento a piallare un asse di legno su un banco da lavoro, è un po' il simbolo di Sutrio. Poi la tessitrice, c h e r i c h i a m a i l l a v o r o d i molte donne della Carnia, tuttora vivo. La figura realiz- zata da Caisutti, sistemata d i e t r o u n t e l a i o , s e g u e l a scena della Natività. R a p p r e s e n t a t i v a d e l l a montagna è il Cramar, l'anti- co ambulante che partendo a piedi dal suo piccolo paese, e portando sulle spalle una cassettiera di legno, andava di villaggio in villaggio a ven- dere i prodotti artigianali della sua comunità. In questi suoi lunghi viaggi incontrava molte persone e famiglie che lo ospitavano e acquistava- no, o più spesso barattavano con lui, altri articoli. Lo ha realizzato Isaia Moro, che negli anni dell'infanzia ha f r e q u e n t a t o l a b o t t e g a d i Straulino Gaudenzio "Teno", allora impegnato nel grande progetto del Presepe. C ' è p o i l a p a s t o r a , i n ginocchio, affiancata dalla g e r l a e d a u n a p e c o r e l l a , figura tipica del presepe e richiamo forte alla montagna e alla natura ritratta mentre offre cibo agli animali, che cura e alleva. La figura ingi- nocchiata che volge lo sguar- do adorante verso la Natività è opera di Arianna Gasperi- na, che ha ritratto nel suo stile figurativo impetuoso anche una bambina, simbolo di speranza per il futuro. Ecco poi un gruppo scultoreo composto da tre figure, in piedi – una donna, un uomo e un bambino – unite in un abbraccio, davanti alla grot- ta: è "la famiglia" di Erman- no Plozzer che ha partecipa- to alla realizzazione di un "Landart", percorso turistico esperienziale con materiali naturali recuperati dopo i danni provocati dalla tempe- sta Vaia. Ci sono quindi i tre Re Magi in cammino del pittore e scultore goriziano Paolo Figar. Agghindati delle loro ricchezze terrene omaggiano il più piccolo, l'ultimo, il Sal- vatore. Due uomini infine, com- pongono "la solidarietà": uno aiuta l'altro a risollevarsi per rimettersi in cammino verso la grotta. Un tema evocativo per il periodo sociale che stiamo attraversando: se non salvate, aiutate, sostenute, ci sono persone che rischiano la vita. Il gruppo è opera del direttore artistico Comelli, triestino classe 1968 che tra i vari premi ha vinto l'Unesco Cities Art Prize. Il Presepe di Sutrio che fedeli e turisti vedranno fino all'Epifania davanti alla basi- lica, e che poi sarà riallestito i n f o r m a p e r m a n e n t e a Sutrio, riflette l'ispirazione o g n i a r t i s t a . O g n u n o s i è espresso con la propria sen- sibilità per ricreare il mistero della Natività e per custodi- r e , m e t a f o r i c a m e n t e , l a varietà di ogni comunità. L'i- s p i r a z i o n e d e g l i s c u l t o r i riflette sentimenti di uma- nità, fratellanza, solidarietà e inclusione, tema corale per un Presepe che da 40 anni viene allestito in Piazza San Pietro (l'anno scorso toccò agli Indios chopcca di Huan- cavelica, Perù, il 2023 aspet- ta Greccio negli 800 anni del presepe di San Francesco). Le figure sono state scol- pite con la tecnica classica del levare, usando motose- ghe per la sgrossatura, scal- pelli, sgorbie e raspe per le finiture manuali. Complessivamente, il pre- sepe pesa 16,8 tonnellate. L'estensione della Grotta, s o t t o l a c u p o l a a l t a 5 , 6 5 metri, è di 41 metri quadrati. La superficie del palco è di ulteriori 75 mq. La pavimen- tazione davanti al presepe è realizzata con le pietre del Friuli Venezia Giulia: dal Carso alla Carnia, da Civida- l e a l l e D o l o m i t i f r i u l a n e , all'area del pordenonese. E' uno scenografico e policro- mo intar sio dedicato al l a Pace, realizzato dai marmisti Giuliano e Massimo Borchi. L a s c i a n d o s i a v v o l g e r e dalla bellezza delle sculture, n e l s i l e n z i o d e l l a n o t t e o mentre scorre accanto il traf- fico giornaliero, questa Nati- vità che sa di montagna, di materiali sani e poveri, che p r o f u m a d e l l e n t o l a v o r o artigiano, ci aiuta a ritrovare la ricchezza del Natale e a purificarci dai tanti accessori di cui ci circondiamo. Sem- plice e familiare, il presepe di Sutrio richiama un Natale diverso da quello consumi- stico e commerciale fatto di pacchetti e negozi. Ci ricorda l ' i m p o r t a n z a d i t o r n a r e all'essenziale, di saper ascol- tare, di fare silenzio e spazio alle cose importanti come l'amore, la solidarietà, la bel- lezza e la fragilità di un neo- nato che dorme beato, nono- stante tutto. Il presepe riflette l'ispirazione di ogni artista. Ognuno si è espresso con la propria sensibilità per ricreare il mistero della Natività. L'ispirazione degli scultori riflette sentimenti come fratellanza, solidarietà e inclusione La bellezza ieratica di una delle statue di Piazza San Pietro (Photo: Arc Fvg)
