L'Italo-Americano

italoamericano-digital-12-15-2022

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www.italoamericano.org 9 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 15 DICEMBRE 2022 S e d i t e c h e s t a t e a n d a n d o i n Puglia, è proba- bile che vi chie- d a n o d i B a r i o Lecce, magari della penisola del Gargano o dei trulli di Alberobello. Ma è improba- bile che qualcuno vi chieda di Barletta. Eppure una gita giornalie- ra in questa città di circa 95.000 abitanti vale la pena. Situata lungo il Mare Adria- tico, a circa 60 miglia a nord di Bari, Barletta è una delle tre città che compongono la più recente provincia italia- na, Barletta-Andria-Trani, istituita nel 2009. Con il mare a est, Barletta è circondata sugli altri tre lati da terreni agricoli e cam- pagne. La regione coltiva la s u a p a r t e d i u v a , o l i v e e mandorle, ma gran parte della sua economia è nel set- tore manifatturiero. Barletta è stata fondata ben prima che i Romani conquistassero la regione, con stime che risalgono al IV secolo a.C. Nell'antichità la zona era chiamata Bardulos o Barulum. Quando i Nor- manni arrivarono intorno al 1000 d.C., costruirono una f o r t e z z a d i f e n s i v a s u l l a costa. Durante il Medioevo, la posizione strategica di Bar- letta come porto marittimo r i v o l t o a e s t n e f e c e u n importante punto di raccolta per i cavalieri delle Crociate. Secoli dopo, nel 1700, una devastante pestilenza colpì B a r l e t t a , d e c i m a n d o l a popolazione. Le malattie e l ' e s t r e m a p o v e r t à c h e n e seguì condizionarono la cre- scita di Barletta per i succes- sivi 200 anni. Barletta si è ripresa in tempi moderni. Oltre alla sua posizione panoramica sulla costa, oggi Barletta è u n a p i a c e v o l e g i t a d i u n giorno per i viaggiatori che cercano un'esperienza turi- stica più autentica, esploran- do i tre tesori storici della città: un misterioso colos- so, una magnifica catte- d r a l e e u n i m p o n e n t e castello. L a s t o r i a d e l c o l o s s o , chiamato Eraclio dagli abi- tanti della città, è un po' oscura. Nessuno sa esatta- mente chi sia; alcuni storici pensano che renda omaggio all'imperatore Teodosio II. Più grande del vero, con i suoi circa 13 piedi, la statua di bronzo si erge con disin- v o l t u r a l u n g o u n a s t r a d a trafficata, tenendo un globo i n u n a m a n o e u n a c r o c e nell'altra (la croce era origi- nariamente uno scettro). Alcune prime testimonianze dicono che il colosso fu scol- pito a Ravenna sotto il regno dell'imperatore Federico II e trasportato a Barletta. Altre testimonianze indicano che fu portato a riva durante un naufragio sulla via del ritor- no da Istanbul e dalle crocia- te. In ogni caso, la statua rimase abbandonata fino alla fine del 1400, quando Fabio Alfano, scultore napo- letano, giunse a Barletta per restaurarla. Oggi il colosso è installato in una piazza del mercato vicino alla Basilica del Santo Sepolcro. La Cattedrale di Santa Maria Maggiore, il secon- do dei tesori di Barletta, fu costruita nel XII e XIII seco- lo ma, come per molte catte- drali italiane, la sua storia risale a tempi più remoti. La chiesa fu costruita su un sito precristiano fondato nel IV secolo a.C. Durante i lavori di restauro della chiesa, a m e t à d e l X X s e c o l o , g l i archeologi trovarono delle "grotte-cella", tombe conte- n e n t i s c h e l e t r i u m a n i e oggetti funerari, sepolte a 15 p i e d i s o t t o i l l i v e l l o d e l mare. Lo spazio sembrava far parte di un antico tempio pagano dedicato al dio Net- tuno. La chiesa attuale fu iniziata dai Normanni intor- no al 1147 in stile romanico e consacrata nel 1267. Si trova in un punto centrale della città, tra l'antico borgo di S a n t a M a r i a e i l C a s t e l l o svevo con i suoi giardini. L'interno della cattedrale è insolitamente ricco di pietre intagliate, dalla cattedra del- l'arcivescovo alle sommità delle colonne decorate con animali, mostri e figure. Infine, arriviamo al gioiel- lo della corona di Barletta: il C a s t e l l o S v e v o . E r e t t o d a g l i S v e v i , u n a p o t e n t e d i n a s t i a d e l l a G e r m a n i a meridionale, il castello è uno dei migliori esempi del suo genere. Il massiccio castello è circondato su tutti e quat- t r o i l a t i d a u n f o s s a t o asciutto e da ampi giardini. Per entrare, bisogna attra- versare il ponte di pietra e superare una porta che con- d u c e a l c o r t i l e c e n t r a l e . Durante la nostra visita, un gruppetto di giovani uomini e donne, vestiti con colorati costumi medievali, ha accol- to i visitatori, rendendo faci- l e l a s c i a r s i a l l e s p a l l e i l mondo moderno e fare un salto indietro nel tempo. All'interno del castello sono esposte armi e strumenti medievali, ma anche le stan- ze vuote sono incredibil - mente suggestive. Al piano inferiore si trovano diverse camere enormi con porte e pareti ad arco. Una di queste contiene una sorpresa: una camera dell'eco. In questa enorme stanza con cupola in mattoni, una grande apertura centrale o oculo è posizionata all'apice. L'acustica è straordinaria in qualsiasi punto dello spazio, ma quando si passa diretta- mente sotto l'oculo, la chia- rezza del suono è incredibile. Vi avvolge e vi circonda, ogni tono è distinto, chiaro, nitido e b r i l l a n t e : u n a v e r s i o n e antica del suono Dolby. Se si arriva al castello al momento dell'apertura, è probabile che lo spazio sia tutto per sé. Il complesso del castello ospita anche il museo civico d'arte e una biblioteca; le mostre cambiano periodica- mente. Nel mese di ottobre è stata allestita una suggestiva mostra di letteratura per l'in- fanzia, per lo più libri italia- ni, inglesi, americani e fran- cesi degli ultimi due secoli. Dove mangiare: a Bar- letta ci sono molti ristoranti meravigliosi. Noi abbiamo pranzato all'aperto al Risto- rante I Nuovi Saraceni in Piazza Plebiscito. Situato dall'altra parte della strada rispetto al ristorante, il pia- cevole posto a sedere all'a- perto fiancheggia un parco pubblico. Il cibo era ottimo e così pure la possibilità di osservare la gente. Trasporto pubblico: B a r l e t t a è a m e n o d i 3 0 minuti di treno da Bari. Per una giornata intera di catte- drali e castelli, prendete in considerazione Barletta al mattino e Trani nel pome- riggio. Un treno passa fre- quentemente tra le due città; il viaggio dura 9 minuti. Colosso, Cattedrale e Castello: tre motivi per esplorare Barletta Una tipica strada di Barletta (Photo: Dudlajzov/Dreamstime) GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO

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