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www.italoamericano.org 9 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 6 APRILE 2023 P i n d a r o d e f i n ì A g r i g e n t o , r e c e n t e m e n t e s c e l t a c o m e Capitale Italia- na della Cultura per il 2025, "la più bella delle città mortali". Noi, più di due mil- lenni dopo, possiamo ancora capire il perché, quando ci troviamo di fronte alla mae- stosa Valle dei Templi, senza tempo. Ma Agrigento non è solo archeologia e storia, è anche resilienza e tolleranza. Nonostante sia una delle pro- vince più in difficoltà econo- mica del Paese, Agrigento, o meglio l'isola di Lampedusa - che fa parte della provincia agrigentina - rimane un sim- bolo di speranza per centi- naia di migranti che cercano n e l l ' E u r o p a d e m o c r a t i c a rifugio e protezione da guer- re, carestie, fame e violenza. In effetti, il programma culturale proposto dalla città p e r l a s u a c a n d i d a t u r a a Capitale italiana della cultura r i u n i s c e e n t r a m b i q u e s t i aspetti: quello storico e arti- stico e quello contemporaneo e di impegno sociale. La pro- posta si ispira ai quattro elementi di Empedocle: Aria, Acqua, Terra e Fuoco, la cui unione e separazione attraverso l'amore e l'odio erano considerate dai nostri antichi antenati rispettiva- mente la fonte della Vita e della Morte. L'acqua ci col- lega al Mediterraneo, alla storica identità transfronta- liera della città e ai temi della migrazione, dell'inclusione e della solidarietà. La Terra rappresenta l'entroterra di Agrigento e i suoi numerosi villaggi inesplorati e ricchi di patrimonio. L'aria incarna la modernità, la rivoluzione digitale e il rinnovato biso- gno di essere connessi che abbiamo sperimentato dopo l a p a n d e m i a . I n f i n e , i l Fuoco simboleggia Agrigen- to e le tradizioni e i mestieri della sua gente, la metafora perfetta per una comunità profondamente legata alla sua storia e alla terra che abita. È facile capire come il programma abbia vinto: si basa sull'idea chiave di unire passato e presente e di creare un futuro sostenibile di bel- lezza, cultura e tolleranza, qualcosa che potrebbe essere facilmente applicato all'Italia n e l s u o c o m p l e s s o , c o m e dichiarato nel programma stesso. Agrigento, Capitale italia- na della cultura per il 2025: sappiamo dei suoi antichi templi, delle sue mandorle, di Lampedusa, ma cos'altro? La città, situata a pochi chilometri dalla costa medi- terranea a sud-ovest dell'iso- la, è splendidamente arroc- cata su una collina di roccia tufacea che domina la Valle dei Templi e il mare. Intorno ad essa, si estende un territo- rio che racchiude in sé l'es- senza stessa della Sicilia: la m a c c h i a m e d i t e r r a n e a , i bianchi promontori rocciosi e le spiagge infinite. Conside- rata una delle città più belle e ricche dagli antichi greci, possiamo ancora vedere le vestigia di un passato così g l o r i o s o n e l s u o p a r c o archeologico che, con i suoi 1.300 ettari, è il più grande del mondo. Nel corso dei secoli, la c i t t à h a a v u t o q u a t t r o nomi: κράγας per i Greci, Agrigentum per i Romani, Gergent per gli Arabi e Gir- g e n t i p e r i N o r m a n n i . I l significato originario del nome era "il massimo che si può raggiungere", un chiaro segno di ciò che i Greci vole- vano che κράγας fosse. Furo- no loro, infatti, a fondarla nel 581 a.C. e a renderla, in soli q u a t t r o s e c o l i , p o t e n t e e magnifica, come dimostra l'ancora mozzafiato Valle dei Templi. Il suo declino iniziò dopo diverse guerre contro Cartagine per il controllo del Canale di Sicilia. In seguito, durante le guerre di Roma contro Cartagine, fu conqui- stata dai Romani. Più tardi arrivarono gli Arabi e poi, nel 1089, fu la volta dei Norman- ni, che la ribattezzarono Gir- genti, nome che mantenne fino al 1927. Naturalmente, il primo luogo che vorremmo visitare ad Agrigento, o meglio nei s u o i d i n t o r n i , è l ' i c o n i c a Valle dei Templi, che dista circa 5 km dal centro della città. Racchiusa, come detto, nel più grande parco archeo- logico del mondo, la Valle è u n o d e i d i e c i s i t i U n e s c o della Sicilia: qui si possono ammirare e conoscere impo- nenti templi dorici, agorà, necropoli pagane e cristiane e un'ampia rete di acquedotti s o t t e r r a n e i . I t e m p l i d i Giunone e della Concor- dia sono particolarmente degni di nota ma, in genera- le, la Valle dei Templi è così ben conservata che gli stu- diosi preferiscono studiare la storia architettonica degli antichi greci qui piuttosto che sull'Acropoli di Atene, dove la maggior parte dei templi è stata ricostruita. Dopo aver esplorato la Valle, possiamo recarci al Museo Archeologico Regionale, situato nell'agorà superiore della città antica. Il museo ospita quasi 6.000 manufatti distribuiti in 18 sale, che mostrano il ricco patrimonio culturale della zona. Se siete amanti della sto- ria e dell'archeologia, c'è ancora molto da esplorare. A circa 25 miglia da Agrigento, troviamo Eraclea Minoa, un antico insediamento fon- dato nel VI secolo a.C. dai Greci di Selinunte. La città fu poi conquistata dai Romani c h e , p e r v a r i e r a g i o n i , l a a b b a n d o n a r o n o g i à n e l I secolo d.C. Di Eraclea Minoa si persero le tracce fino agli anni Cinquanta del Novecen- t o , q u a n d o i n i z i a r o n o g l i scavi nell'area, che portarono a l l a l u c e u n a p l e t o r a d i manufatti e un anfiteatro greco. M a a n c h e A g r i g e n t o è ricca di storia: partendo dalla sua strada principale, Via Atenea, possiamo esplorare stretti vicoli e ripide scalinate che conducono a bellissime chiese, palazzi e monasteri. Degno di menzione, in parti- c o l a r e , è i l M o n a s t e r o dello Spirito Santo: è un eccellente esempio di archi- tettura medievale edificato dalla famiglia Chiaramonte nel 1299. Il monastero, che vanta un ampio chiostro e m a g n i f i c h e d e c o r a z i o n i barocche nella sala capitola- re, ospita anche a un museo del patrimonio che espone un interessante presepe ambien- t a t o n e l c e n t r o s t o r i c o d i Agrigento e una collezione di antichi strumenti e utensili siciliani. Se avete un debole per i dolci, sarete felici di sapere che le suore del mona- stero preparano ancora degli eccezionali dolci a base di mandorle e pistacchi! C e n t r a l e n e l l a s t o r i a e nell'architettura della città è sicuramente il suo Duomo, dedicato a San Gerlando, patrono di Agrigento. Fonda- ta intorno all'XI secolo dal- l'allora vescovo Gerlando, è oggi un incredibile mix di stili arabo, normanno, gotico e persino barocco. La sua storia estetica è piuttosto tumultuosa: nel corso dei s e c o l i l ' e d i f i c i o è s t a t o a m p l i a t o e p o i r i d o t t o d i dimensioni, affreschi e deco- razioni sono stati aggiunti e poi rimossi nel XVII secolo, e i suoi soffitti lignei sono stati completamente cambiati tre volte. Eppure - e abbastanza sorprendentemente, se mi permettete - la chiesa rimane equilibrata e armoniosa. Se decidete di salire sul campa- nile, godrete di uno dei pano- rami più incredibili che si possano immaginare: la Valle dei Templi, Porto Empedocle e l'azzurro cristallino del Mediterraneo. San Gerlando ha anche delle caratteristiche curiose che potrebbero pia- cervi: se sussurrate qualcosa s t a n d o a l l ' i n g r e s s o a u n amico che sta nell'abside, vi sentirà perfettamente! Se la bellezza naturale è ciò che cercate, anche la pro- vincia di Agrigento ha molto da offrire. La famosa Scala dei Turchi, nota per le sue r o c c e b i a n c h e e i l m a r e azzurro, si trova lungo la costa di Realmonte, a sole 9 miglia dalla città di Agrigen- to. Forse la conoscete, perché Andrea Camilleri la cita spesso nei suoi romanzi di Montalbano e G i u s e p p e Tornatore la usa nel film Malèna, con Monica Bellucci. Scolpita nel corso dei millen- ni dal vento e dal mare, l'area h a a s s u n t o l ' i n c r e d i b i l e forma di una bianca scalinata che si tuffa nelle acque tur- chesi del Mediterraneo. Il nome, "la scala dei Turchi", deriva da una leggenda che racconta come, durante la loro invasione della Sicilia, i Turchi usassero queste scale naturali per raggiungere la terraferma. Anche qui la sto- ria torna protagonista. Agrigento, paradiso di cultura, storia e natura, è la Capitale italiana della cultura 2025 La Valle dei Templi, vicino ad Agrigento, fa parte del parco archeologico più grande al mondo (Photo: Ebastard129/Dreamstime) GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO
