L'Italo-Americano

italoamericano-digital-7-13-2023

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GIOVEDÌ 13 LUGLIO 2023 www.italoamericano.org 39 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | NOTIZIE SPORTIVE CALCIO MOTORI ALTRI SPORT STEFANO CARNEVALI A 39 anni dall'ultima volta, l'Under 21 inglese torna sul tetto d'Europa batten- do la Spagna, che sbaglia il rigo- re dei supplementari al 99'. Merito del sangue freddo del portiere Trafford che parando il tiro di Abel Ruiz, difende l'im- battibilità durata tutto il torneo, 6 partite e 540 minuti, come nes- suno è stato mai capace di fare nella storia della competizione. L'Italia invece si è fermata molto prima. Dopo la prova non brillante - e comunque molto sfortunata - contro la corazzata francese, era chiamata a un riscatto contro la Svizzera ma ha fallito. SVIZZERA-ITALIA 2-3, LA GARA DELLE ILLUSIO- NI - Gli azzurrini sono partiti fortissimo: sostituiti i calciatori che all'esordio erano parsi distratti (Udogie), poco brillanti (Ricci) o poco determinanti (Cambiaghi), la squadra di Nicolato è sembrata riappro- priarsi del proprio 'status' di grande. In 45' gli elvetici sono stati sommersi da tre gol (Pirola al 6', Gnonto all'11', Parisi al 45'+4') e la partita pareva chiu- sa. Prima illusione di serata, per- ché sono bastati alcuni aggiusta- menti del Ct Rahmen per riporta- re in corsa la Svizzera, gettando la scapestrata Italia nuovamente nel panico. I gol di Imeri e di Admuni in avvio di secondo tempo, hanno clamorosamente riaperto il match e gli azzurrini hanno fati- cato a ritrovare il bandolo della matassa. Gli unici a non aver perso la bussola sono stati Scalvini e gli esterni Bellanova e Parisi: prima dell'ingresso di Colombo, Ricci e Lovato, abili nel rallentare i ritmi e nell'ad- dormentare la partita, l'Italia si è trovata alle corde e ha dovuto ringraziare l'imprecisione sotto porta di Males e la svista di Al- Hakim che, nel finale, non ha fischiato un rigore piuttosto netto per fallo di Bove su Imeri (almeno da questo punto di vista, l'Italia è stata davvero in credito con la fortuna). Incassati i tre punti, l'Italia si è vista già proiettata ai quarti - seconda illu- sione della serata - visto che, nell'ultima partita del girone, avrebbe dovuto affrontare la Norvegia (sulla carta la compa- gine più debole del gruppo, ferma a zero punti in classifica). ITALIA-NORVEGIA 0-1, LA GARA DELLE DISTRA- ZIONI - Secondo un pessimo costume italico, la marcia di avvicinamento al match decisivo per il passaggio del turno, è stata caratterizzata da fantasiose ipo- Agli inglesi l'Europeo Under 21. Per l'Italia troppe  illusioni e una clamorosa sconfitta con la Norvegia Gli Azzurrini falliscono la prova Europeo (© Fedecandoniphoto | Dreamstime.com) tesi di 'biscotto', vagheggiando un possibile accordo tra Francia e Svizzera perché entrambe le Nazionali passassero il turno (e non importava se per concretiz- zare questo complotto, la Francia avrebbe dovuto perdere 4-5 o 2- 3, risultati quantomeno difficili da 'accomodare'). Pochi pensieri sono effettiva- mente andati alla Norvegia che, quasi eliminata, era considerata una perfetta 'vittima sacrificale'. Le cose, invece, sono andate molto diversamente: la Svizzera è stata naturalmente travolta dalla Francia (1-4) e l'Italia - a cui così sarebbe bastato un pareggio per accedere agli ottavi - si è fatta sorprendere dalla Norvegia, lasciando il secondo posto in classifica proprio agli elvetici. Gli azzurrini hanno gio- cato una gara molle, caratteriz- zata da troppe distrazioni (chissà quanto potrà aver inciso lo spet- tro del 'biscotto') e tantissimi errori di palleggio. Anche la condizione fisica - al cospetto dei compassati ma solidi scandinavi - è parsa pro- blematica. Gli uomini di Nicolato hanno provato a con- trollare la partita, provando però pochissimo 'ad affondare il colpo'. Ancora una volta, le buone trame della mediana (ritmo comunque rivedibile) sono state vanificate dalla legge- rezza di un attacco in cui Pellegri e Gnonto si sono dimostrati tutt'altro che cecchini implacabi- li. Complici le buone notizie pro- venienti da Francia-Svizzera, gli azzurrini si sono ulteriormente ritratti a protezione dello 0-0 (che sarebbe valso il passaggio del turno). Nella ripresa, però, la fatica si è fatta (eccessivamente) sentire e la Norvegia ha compre- so di poter cercare il colpaccio. Il clamoroso (e rocambole- sco) gol di Botheim è stato con- fezionato da una serie di errori dei nostri Ricci, Okoli, Carnesecchi e, dopo, è scattato il panico. L'Italia si è gettata in avanti ma, con poca gamba e ancor meno lucidità, non ha saputo approfittare di una Norvegia all'assalto (con il 2-0 si sarebbe qualificata). Pietra tombale sulle speranze azzurre, la traversa col- pita da Cambiaghi a pochi passi dalla porta, a 8 minuti dalla fine. I punti deboli del calcio italiano confermati dall'eliminazione degli Azzurrini STEFANO CARNEVALI L a delusione è stata cocente. L'Italia di Paolo Nicolato, all'Europeo Under 21 di Georgia e Romania, non era chia- mata a vincere ad ogni costo, ma l'obiettivo podio (con conse- guente accesso alla prossima Olimpiade) era dichiarato ed abbordabile. Invece gli Azzurrini sono stati clamorosamente elimi- nati al primo turno, in un girone tutt'altro che proibitivo, e il ciclo di Nicolato (si sapeva che il Ct avrebbe comunque lasciato la panchina a fine torneo) si è chiu- so nel peggiore dei modi e ancora una volta (apice l'Europeo di categoria giocato in Italia, quan- do era Ct Di Biagio), la selezione Under 21 fa registrare risultati deludenti. Intanto via social il Ct saluta tutti: "E' stato un privilegio rappresentare l'Italia per oltre 100 partite, ho cercato di esserne sempre all'altezza e spero di esserci riuscito". ITALICI VIZI - La disav- ventura degli Azzurrini è stata caratterizzata da elementi che, purtroppo, sembrano una costante del nostro calcio, veri e propri punti deboli. RITMO E PROPOSITI- VITÁ - L'Under 21 è parsa trop- po lenta e poco brillante. Nonostante un centrocampo di 'lotta e di governo', ha sempre faticato a imporre il gioco, anche contro avversari di minor caratura tecnica. Ancora una volta si pre- senta il problema di un calcio troppo spesso giocato con poca aggressività e difendendo bassi, invece che aggredendo l'avversa- rio, cercando di segnare sempre un gol in più. Una mentalità che fatichiamo a cambiare. L'OSSESSIONE DEL 3-5-2 Di pari passo con questa visione 'difensivista' propria del calcio italiano, va il reiterato ricorso del 3-5-2 in Italia. Questo modulo - che solo in versioni molto aggres- sive, spregiudicate e innovative è preso in considerazione nel resto d'Europa - sembra sempre più essere la 'coperta di Linus' di molti allenatori nostrani, che lo sfruttano anzitutto per la possibi- lità di difendere 'bassi e densi'. Di certo, troppo spesso, il 3-5-2 impedisce quella manovra ario- sa, rapida e offensiva che è un po' la prerogativa nel grande cal- cio odierno. LA MANCANZA DEGLI ATTACCANTI - Si fa sentire pensatemente anche quell'ab- bondanza di grandi attaccanti che, almeno sino a una quindici- na di anni fa, caratterizzava il calcio italiano, ma che oggi non c'è più. Oggi, se in Italia c'è un reparto che non riesce più a pro- durre grandi interpreti, è proprio quello offensivo. Lo dimostra purtroppo anche la Nazionale maggiore:se Gianluca Scamacca non manterrà quanto promesso, dietro Ciro Immobile ci sarà il deserto. Preso atto della situazio- ne, il Ct Nicolato ha dovuto naturalizzare Retegui (onesto 'puntero' di mezza classifica in Argentina) e l'Under 21 ha patito le stesse difficoltà, affidandosi a Pellegri (una carriera di continui infortuni), Cambiaghi e Cancellieri (talentuosi, ma poco prolifici), Colombo (materiale buono ma ancora da sgrezzare) e Gnonto. A L L I N E A M E N T O NECESSARIO - Chiunque rac- coglierà l'eredità di Nicolato (Nunziata? Evani? Bollini?) non avrà vita facile. Prioritario sarà - come fatto a suo tempo in Francia e Germania - allineare quanto più possibile le selezioni inferiori alla visione del commis- sario tecnico della Nazionale maggiore, mutuandone tattiche e principi di gioco, per formare calciatori pronti e consapevoli del sistema della selezione mag- giore. Poi, naturalmente, servirà tanto lavoro nelle squadre di club (magari forzate da qualche rego- lamento per invogliare l'utilizzo di calciatori italiani) perché for- mino i talenti del futuro. Soprattutto in attacco.

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