L'Italo-Americano

italoamericano-digital-5-29-2025

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17 GIOVEDÌ 29 MAGGIO 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | C astel Gandolfo è una piccola ma r i c c a c i t t a d i n a situata sui Colli Albani, a circa 25 chilometri a sud-est di Roma, a f f a c c i a t a s u l l e a c q u e d e l Lago Albano. Nonostante le dimensioni, questo borgo è conosciuto a livello interna- zionale come la tradizionale residenza estiva dei Papi e p e r l a s u a s p l e n d i d a cornice naturale, che ne ha fatto un luogo di ritiro privile- giato per secoli. Arroccato sul bordo di un antico cratere vulcanico, Castel Gandolfo offre ai visitatori panorami m o z z a f i a t o , u n ' a t m o s f e r a rilassante e un profondo lega- me con la storia religiosa e culturale italiana. Le origini di Castel Gan- d o l f o r i s a l g o n o a l l ' a n t i c a Roma: l'area intorno al Lago Albano era un tempo il sito di Alba Longa, una città leg- gendaria che si dice sia stata fondata da Ascanio, figlio di Enea. Secondo la tradizione, Alba Longa era la città madre di Roma e la sua distruzione diede origine al potere della Città Eterna. Durante l'epoca i m p e r i a l e , l ' a r i s t o c r a z i a romana costruì lussuose ville nella zona per sfuggire al caldo della città, approfittan- do dell'aria fresca e della tranquillità. L'imperatore Domiziano, in particolare, fece costruire un'imponente residenza sulle rive del lago, i cui resti sono ancora oggi visitabili. S i r i t i e n e c h e i l n o m e "Castel Gandolfo" derivi dalla f a m i g l i a G a n d o l f i , una nobile stirpe longobarda che deteneva il controllo feudale sulla zona durante il Medioe- vo. Qui costruirono una for- tezza che in seguito diede il nome alla città, con "Castel" che si riferisce al castello o alla residenza fortificata. Nel corso dei secoli, la città passò di mano in mano a diverse potenti famiglie e autorità ecclesiastiche fino al 1596, quando Papa Clemente VIII acquisì la proprietà per lo Stato Pontificio. Nel XVII secolo, Papa Urbano VIII commissionò la costruzione del Palazzo Apostolico, che divenne la residenza estiva ufficiale del Papa. Castel Gandolfo rimase la residenza estiva papale per oltre quattro secoli. I Papi soggiornavano qui durante i m e s i p i ù c a l d i d e l l ' a n n o , godendo della fresca brezza del lago e dell'ambiente sere- no. Il Palazzo Apostolico, chiuso al pubblico per molti anni, è stato inaugurato come museo da Papa Francesco nel 2016, offrendo ai visitato- r i l a r a r a o p p o r t u n i t à d i esplorare gli appartamenti papali, i giardini e i tesori ecclesiastici. Gli adiacenti Giardini Barberini, che si estendono sulle antiche rovi- ne della villa di Domiziano, s o n o t r a l e a t t r a z i o n i p i ù incantevoli della città, fon- dendo il patrimonio archeo- logico con un curato design rinascimentale. Oltre alle origini papali, Castel Gandolfo offre molto da esplorare nel centro stori- co: la Chiesa di San Tom- maso da Villanova, pro- g e t t a t a d a G i a n L o r e n z o B e r n i n i n e l X V I I s e c o l o , domina la piazza centrale con la sua elegante architettura barocca, mentre strette vie attraversano il paese, fian- cheggiate da piccole botteghe artigiane, caffè tradizionali e terrazze panoramiche che si affacciano sul Lago Albano. Il lago stesso è popolare per il canottaggio, le passeggiate e i picnic, e la sua forma circola- re allude alle origini vulcani- che. C a s t e l G a n d o l f o è n o t a anche per la sua cucina, che riflette le tradizioni rustiche e s o s t a n z i o s e d e i C a s t e l l i Romani. Tra le specialità locali figurano la porchetta (arrosto di maiale ripieno di erbe aromatiche), le cop- piette (carne secca speziata) e la panzanella, una rinfre- scante insalata di pane. I vini dei vigneti vicini, in partico- lare il Frascati, si abbinano perfettamente a questi piatti. Durante i mesi estivi, la città ospita sagre ed eventi all'aperto, tra cui degustazio- ni e concerti, che riuniscono residenti e visitatori per cele- brare la tradizione e la convi- vialità. Una curiosità meno nota è che Castel Gandolfo servì tec- nicamente come rifugio per i Papi durante i periodi di crisi politica: durante la Seconda Guerra Mondiale, Papa Pio XII ospitò centinaia di sfollati all'interno delle mura del p a l a z z o , t r a s f o r m a n d o l a tenuta papale in un rifugio per i civili in fuga dai bom- bardamenti di Roma. O g g i , C a s t e l G a n d o l f o rimane un luogo ricco di sto- ria e dove i visitatori sono sempre a contatto con la bel- lezza. La sua tranquillità e la sua ricchezza culturale conti- nuano ad affascinare i viag- giatori che, come gli antichi romani, cercano pace e relax a due passi dalla città. Q uando pensia- m o a P i s a , pensiamo alla sua torre pen- dente, ma c'è molto di più da ammirare in città, a partire dalla famosa Luminara di San Ranie- ri, una delle tradizioni più affascinanti e suggestive d'I- talia, celebrata ogni anno la sera del 16 giugno. Organizzata in onore di S a n R a n i e r i , i l s a n t o patrono della città, la mani- festazione trasforma il cen- tro storico in uno spettacolo di luci e riflessi, attirando migliaia di visitatori e abi- tanti del luogo, desiderosi di assistere a una notte in cui architettura, tradizione e d e v o z i o n e s i f o n d o n o i n m o d o m o z z a f i a t o . S a n Ranieri, un eremita pisano del XII secolo che rinunciò alle ricchezze per vivere una v i t a d i p e l l e g r i n a g g i o e umiltà, è sempre stato vene- rato dai pisani per la sua pietà e carità. La prima luminara ebbe luogo oltre 300 anni fa, nel 1688, quando l'urna conte- n e n t e l e r e l i q u i e d i S a n Ranieri fu trasferita in una nuova cappella all'interno del Duomo di Pisa. Per cele- brare l'occasione, la città venne illuminata con cande- le inserite in appositi porta- candele di vetro, una pratica che poi si è evoluta nell'ela- borata luminara che cono- s c i a m o o g g i , u n e v e n t o profondamente legato all'i- dentità pisana. Al calar della notte, le luci della città ven- gono spente e più di 70.000 candele vengono accese e inserite in cornici bianche trasparenti, chiamate bian- cherie, fissate sulle facciate d i c h i e s e , p a l a z z i e t o r r i lungo l'Arno. L ' e f f e t t o è m a g i c o : g l i edifici sembrano fluttuare in profili dorati contro l'o- s c u r i t à , e i l f i u m e s t e s s o diventa uno specchio, rad- doppiando il bagliore delle c a n d e l e . T r a i l u o g h i p i ù suggestivi c'è, naturalmen- te, la Torre Pendente, deli- c a t a m e n t e i l l u m i n a t a i n contrasto con il suo aspetto solitamente illuminato dai turisti. I fuochi d'artificio lanciati dalle piattaforme sul fiume contribuiscono a creare l'atmosfera, illumi- n a n d o i l c i e l o c o n v i v i d i lampi che si riflettono sul- l'acqua. Per i pisani e per tutti i visitatori che hanno avuto la fortuna di viverla, la lumi- n a r i a r a p p r e s e n t a u n momento di memoria col- l e t t i v a e d i c e l e b r a z i o n e della città, anche se dura solo poche ore. Il suo impat- to, tuttavia, rimane, offren- do un meraviglioso ricordo del potere della tradizione, della fede e della bellezza. Le celebrazioni per San Ranieri terminano sempre con fuochi d'artificio lungo l'Arno (Photo: Leonardo Briganti/Dreamstime) Castel Gandolfo: la residenza estiva del Papa C e l e b r a z i o n e d i S a n R a n i e r i : l'iconica festa delle luci di Pisa La facciata del Palazzo Apostolico (la residenza del Papa) e L'Osservatorio Vaticano (Photo: Onlyfabrizio/Dreamstime) SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI

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