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www.italoamericano.org 11 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 24 LUGLIO 2025 L a S i c i l i a d e v e a v e r a t t r a t t o molti re e regine n e l c o r s o d e i secoli se ognuno di loro ha voluto lasciare un segno del proprio passaggio o, meglio, della loro perma- nenza. A questa, che ci piace definire tradizione, non si è certamente sottratto Ferdi- nando IV di Borbone, dive- nuto Ferdinando III di Bor- bone re delle due Sicilie che, fuggito da Napoli in seguito a dei moti popolari – siamo verso la fine del 1700 - si tra- sferì a Palermo dove, tra le altre opere, fece costruire la "Palazzina Cinese", così chia- mata per il suo inconfondibi- le e piacevolissimo – nonché unico – stile orientale. Non contento di questa creazione che fu progettata e fatta ese- guire dall'architetto Giusep- pe Venanzio Marvuglia, volle realizzare in quello che scelse come luogo di villeggiatura - e dove si fermò per tre anni - per il suo incantevole pae- s a g g i o , l a t r a n q u i l l i t à , i boschi e la enorme varietà di fauna, la "Casina di Caccia", un vero e proprio palazzo reale con tanto di gruppo scultoreo in pietra arenaria che sovrasta l'edificio e dove sono rappresentati, in basso- rilievi, il dio Pan e la dea Diana con al centro lo stem- ma borbonico. Alle estremità della facciata vi sono due grandi orologi murali. Il pro- spetto principale del palaz- zo, che è a pianta rettangola- re e privo di orpelli, è stato realizzato nello stile neoclas- sico dell'architettura sicilia- na. Vi furono costruiti intor- no, insieme alla palazzina, piccoli edifici minori e una grande piazza centrale. Era il nucleo di quello che divenne p o i u n c e n t r o a b i t a t o d i modeste dimensioni: Ficuz- za. Nella Casina che consta di t r e p i a n i , n o n m a n c a n o camere, saloni di rappresen- tanza, una cappella privata e poi una cantina, le stalle e magazzini. Trovandosi in una località distante da gros- s i c e n t r i a b i t a t i m a n o n volendo rinunciare allo sfar- zo cui era abituato, dotò il palazzo di ogni confort e, i n s i e m e , d i o g n i l u s s o . Insomma, di ogni eleganza e insieme praticità. I moti del 1820-21 in cui non fu rispar- miato alcun tumulto nell'iso- la, videro il palazzo devasta- to e saccheggiato. Gli arredi, quasi tutti, furono distrutti. Iniziò il declino: la Casina fu quasi abbandonata e relegata al ruolo di masseria. Dopo circa 50 anni, siamo nel 1871, la gestione del palazzo e del bosco, venne affidata all'Am- ministrazione forestale del Regno che prenderà in carico anche la borgata e i suoi abi- tanti. Oggi è il Corpo foresta- le della Regione siciliana a occuparsene. Dando uno sguardo all'in- terno della Casina non si può non essere affascinati dalla grande scalinata che, pur avendo i suoi duecento anni di storia, è rimasta quasi intatta e ci mostra ancora o g g i i l g r a n d e l a v o r o c h e esperti artigiani decoratori dell'epoca hanno realizzato, a mano, sui pianerottoli con motivi di grande elaborazio- ne e gusto. Ai piani superiori è la sala da pranzo che stupi- sce immaginando Ferdinan- do e i suoi nobili ospiti, al ritorno da una battuta di cac- cia, che festeggiano con la selvaggina, abilmente cuci- nata da esperti cuochi, e con l'immagine di lusso e convi- vialità ormai desueti. Il pre- s e n t e , t u t t a v i a , n o n c i f a dimenticare lo sfarzo borbo- nico che si disvela con questa Real Casina di Caccia che dista pochi chilometri da Corleone e che può parago- narsi a una reggia immersa nella Riserva Naturale Orien- tata Bosco della Ficuzza che rimane uno dei luoghi più amati dell'isola dove archi- tettura, natura e storia si intrecciano in un insieme armonico. Ma come ogni luogo, ogni storia che si rispetti, anche la Casina di Caccia di Ferdinan- do III di Borbone, re delle Due Sicilie, ha i suoi aneddo- ti – uno dei quali potremmo definire pruriginoso – e che riguarda la sovrana. Infatti, la regina portò con sé dalla Reggia di Caserta l'antico bidet che, contrariamente alle abitudini del tempo, uti- lizzava all'aperto e, per sfug- g i r e a s g u a r d i i n d i s c r e t i , copriva con le ampie sottane dei suoi ingombranti abiti. L'altro aneddoto, per nulla di carattere spinto, riguarda la presenza al palazzo di una neviera – tra le più antiche in Sicilia – che, oltre a conser- vare al fresco gli alimenti, serviva a preparare una gros- solana granita, antesignana di quelle che oggi gustiamo e che il re, oltre a sorbire per- sonalmente, ne offriva ai suoi ospiti nelle calde giornate estive. La Riserva naturale che si estende per circa 7.500 etta- ri, comprende il bosco della Ficuzza e il bosco del Cap- p e l l i e r e m e n t r e , a s u d , è d o m i n a t a d a l l a R o c c a B u s a m b r a ( 1 6 1 3 m e t r i s.l.m.), massiccio calcareo e il Gorgo del Drago, una sorta di canyon naturale che ospita diverse cascate. Grazie anche alla presenza di numerosi laghi naturali e artificiali, il territorio è ricco d'acqua. Oltre alla ragguardevole e varia vegetazione tra cui si tr ovano diver se specie di querce, lecci e sughero, ciò che rende particolarmente interessante la riserva è la presenza di una fauna che conta, in Sicilia, più dell' 80 per cento delle varietà tra daini, cinghiali,volpi, lepri e numerosi uccelli tra cui l'a- quila reale e il falco pellegri- no. Interessante è il "trono o pulpito del re", roccia scolpi- ta con una scalinata e una specie di trono, lungo il per- corso del sentiero "sulle trac- ce del re", dove Ferdinando sostava durante le sue battu- te di caccia. Riaperta al pubblico dal 2009, quella che fu chiamata Reggia dei Borbone, è dal 3 agosto 2013 sede del "Museo Multimediale del Bosco di Ficuzza", percorso espositivo che illustra la residenza reale i n s i e m e a l l a b i o d i v e r s i t à della riserva. Nonostante gli atti vandalici dei moti del 1820-21 che devastarono gli arredi, fortunatamente nel piano superiore del Palazzo che ospita l'appartamemto reale, può essere ammirato il soffitto decorato con scene di caccia e la chiesetta, a pianta ellittica, dedicata a Santa Rosalia. Non poteva mancare dun- que, in questo magnifico sce- nario, l'organizzazione di un evento culturale, nell'ambito della Biennale Internazionale Sicily Trinacria (BIST), dal titolo "L'Arte omaggia lo sto- r i c o P a l a z z o R e a l e d e l l a Ficuzza". Sono state così in esposizione sculture, pitture, installazioni, fotografie, libri e poesie il tutto per cento protagonisti in nome dell'ar- te e della cultura. L'inaugu- razione si è svolta all'interno della Cappella del Palazzo Reale e non sono stati rispar- m i a t i m o d e r n i m e z z i d i ripresa aerea ultramoderni quali i droni. Agli artisti pro- tagonisti della manifestazio- ne che ha visto anche lo scin- tillio dei giochi pirotecnici, provenienti da molti luoghi della Sicilia e non solo, sono stati consegnati degli attesta- ti. Non è mancata l'opportu- nità di ammirare le auto d'e- p o c a i n e s p o s i z i o n e c h e hanno solcato le strade della m i t i c a T a r g a F l o r i o . Ficuzza, che si è sviluppata intorno a un palazzo borbonico, non è distante da Corleone (sopra) (Photo: 22tomtom/Dreamstime) SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO La reggia dei Borboni: tra storia ed eventi culturali
