L'Italo-Americano

italoamericano-digital-7-24-2025

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GIOVEDÌ 24 LUGLIO 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | 13 P asseggiando per gli stretti vicoli del borgo anti- co di Termoli, il p r o m o n t o r i o medievale appariva insolita- mente silenzioso in questa primavera: i panni stropiccia- ti dalla brezza adriatica, le pareti color pastello erano silenziose e la bellezza del momento era per lo più rap- presentata dal suo vuoto. Questa scena, delicatamente immortalata dal Financial Times, ha preparato il terre- no per un'audace rinascita culturale guidata da Giorgio Pace, curatore di fama inter- nazionale ed ex commissario della Biennale di Venezia, tornato nella sua città natale, Termoli, per guidare una tra- sformazione che potrebbe ridefinire l'identità cultu- rale del Molise. A pochi chilometri da que- sti vicoli silenziosi, sono in corso lavori di ristrutturazio- ne: la Fondazione Giorgio Pace sta prendendo forma in una residenza ottocentesca r e s t a u r a t a e r i p r o g e t t a t a dall'architetto di fama mon- diale Kengo Kuma. Tutto questo è al centro della candi- datura di Termoli a Capita- le Italiana dell'Arte Con- t e m p o r a n e a 2 0 2 7 ( l a proclamazione dei finalisti è prevista per metà ottobre 2 0 2 5 ) , c o n u n a p r o p o s t a chiamata Traiettorie Con- temporanee, un progetto collaborativo pensato per tra- sformare la città in un polo per la creatività contempora- nea aperto tutto l'anno. L'ini- ziativa è ora una delle sei can- didature finaliste, insieme a città come Alba, Chioggia e Pietrasanta, con un finanzia- mento statale di 1 milione di euro assegnato al vincitore. Per Termoli, la candidatu- ra rappresenta una spinta strategica per posizionare la costa molisana quale punto di riferimento nazionale per l'arte, il coinvolgimento della comunità e lo sviluppo soste- nibile: in caso di successo, Termoli ospiterà una stagione culturale lunga un anno, che includerà mostre, performan- ce, installazioni e programmi educativi, il tutto all'interno delle sue caratteristiche vie costiere e mura storiche. La città, tuttavia, non parte da zero: nel 2019 ha inaugu- r a t o i l M A C T E , i l s u o Museo di Arte Contempo- ranea, fondato da enti locali e fondazioni private. Il museo prosegue il Premio Termoli, un concorso nato nel 1955, ed è o r a i n t e g r a t o n e l l a r e t e nazionale AMACI – l'Associa- zione dei Musei d'Arte Con- temporanea Italiani – che riunisce le principali istituzio- ni pubbliche dedicate all'arte contemporanea in tutto il Paese. Questa affiliazione pone Termoli in dialogo con le pratiche museali nazionali e internazionali, rafforzando al contempo la sua credibilità culturale e collegando le sue iniziative a un sistema più ampio di mostre, ricerca e coinvolgimento del pubblico. Il MACTE ospita quasi 500 opere di artisti italiani del d o p o g u e r r a c o m e C a r l a Accardi e Mario Schifano, e funge sia da punto di riferi- mento culturale che da tram- polino di lancio per nuove iniziative e artisti. Termoli è piccola e ai mar- gini geografici dell'Italia, eppure questo è parte del suo fascino e parte della sfida che deve affrontare. Città costiere c o m e P i e t r a s a n t a h a n n o saputo valorizzare la loro ere- dità scultorea e il loro appeal turistico; Chioggia sfrutta la sua posizione lagunare, Alba la sua economia vinicola e del tartufo. La proposta di valore di Termoli è meno ovvia, ma ciò che manca in termini di s c a l a è c o m p e n s a t o d a l p o t e n z i a l e : l e s u e m u r a medievali, le piazze sul lungo- mare e la sua identità storica offrono una tela straordinaria per l'arte site-specific. Alcuni potrebbero definire ciò che sta accadendo a Termoli una "rigenerazione culturale in microcosmo", un processo in cui la cultura è uno strumen- to non solo per uno spettaco- lo elitario, ma per un risveglio comunitario. Probabilmente anche il Ministero dei Beni Culturali la vede così: non una mera competizione, ma un banco di prova per verifi- care se l'arte possa rivitalizza- re i centri più piccoli. Termo- li, d'altra parte, vede questa c o m e u n ' o p p o r t u n i t à p e r dimostrare che l'arte contem- poranea può esistere al di fuori del circuito museale della grande città e prospera- re anche nelle infrastrutture locali o nei contesti quotidia- n i . D e t t o q u e s t o , r e s t a n o degli interrogativi. Termoli riuscirà a gestire un improv- viso afflusso di visitatori, eventi e attenzione mediati- ca? Avrà la capacità logistica – trasporti pubblici, alloggi, personale – per supportare una stagione culturale lunga un anno? Esistono modelli tratti dai vincitori delle passa- te edizioni che dimostrano come lo slancio possa svanire una volta che i riflettori si sono spenti, il che significa che Termoli dovrebbe garan- tire investimenti sostenuti e un coinvolgimento locale anche oltre il periodo del pre- mio. La sua posizione costiera potrebbe offrire vantaggi. Arte all'aperto, sculture terre- stri, opere di luce e suono attorno alle mura e ai moli potrebbero prosperare all'a- ria aperta: proiezioni lumino- se sui bastioni medievali, performance nella piazzetta sul mare, installazioni che sfruttano le maree; con un programma di residenze arti- stiche, scuole e pescatori locali potrebbero essere invi- tati a collaborare. Questa integrazione – tra professio- nisti, amatori, abitanti del posto e visitatori – è ciò che Traiettorie Contemporanee mira a realizzare. Ma perché la candidatura di Termoli è così importante ora? Perché l'Italia sta affron- t a n d o u n m o m e n t o d i decentramento culturale, guidato in parte dalle politi- che di ripresa post-pandemi- ca; la strategia culturale del Ministero mira a distribuire gli investimenti tra le regioni, p e r c h é l ' I t a l i a n o n è s o l o Roma e Milano. Le comunità desiderano sempre più un'ar- te visibile, pubblica e parteci- pativa, e la proposta di Ter- m o l i r i f l e t t e b e n e q u e s t a tendenza: luoghi più piccoli che affermano l'identità cul- turale e la creatività come centrali per il loro futuro. There's also another layer, however: private philanth- ropy. Giorgio Pace's commit- ment, which we presented briefly at the beginning of this article, channels private investment into public good, a model that many Italian towns lack; moreover, the involvement of a global cura- tor with institutional know- ledge suggests Termoli could play on a network far beyond Molise's borders. The inter- n a t i o n a l m e d i a a t t e n t i o n alone, which, thanks to the FT coverage, has begun, gives credibility to the plan. If awarded, Termoli will receive €1 million to design and deliver its year of culture, but the true evidence of suc- cess will lie in legacy: whether v e n u e s r e m a i n a c t i v e , w h e t h e r l o c a l a u d i e n c e s grow, whether schools and civic life continue to benefit. The prize should not end in 2027; instead, the question is whether Termoli can sustain a m b i t i o n i n t o 2 0 2 8 a n d further down the line. C'è anche un altro livello, tuttavia: la filantropia priva- t a . L ' i m p e g n o d i G i o r g i o Pace, che abbiamo breve- mente presentato all'inizio di questo articolo, canalizza gli investimenti privati verso il bene pubblico, un modello che manca a molte città ita- liane; inoltre, il coinvolgi- mento di un curatore globale con competenze istituzionali s u g g e r i s c e c h e T e r m o l i potrebbe giocare un ruolo di rete ben oltre i confini moli- sani. La sola attenzione dei media internazionali, che, g r a z i e a l l a c o p e r t u r a d e l Financial Times, è già inizia- ta, conferisce credibilità al piano. Se vincerà, Termoli rice- verà 1 milione di euro per progettare e realizzare il suo anno culturale, ma la vera prova del successo risiederà nell'eredità: se i luoghi rimar- ranno attivi, se il pubblico locale crescerà, se le scuole e la vita civica continueranno a beneficiarne. Il premio non dovrebbe terminare nel 2027; il punto è se Termoli riuscirà a mantenere l'ambizione fino al 2028 e oltre. U n a c i t t à c o s t i e r a c h e secoli fa esportava grano e uva potrebbe ora puntare a esportare idee ed esperienze attraverso musei, residenze e arte pubblica, in un deciso tentativo di trasformare una comunità da provincia ignota a polo culturale. La trasfor- mazione è già in atto: case restaurate, muri riqualificati, incarichi a protagonisti del design internazionale. Eppu- re, solo quando le audizioni si concluderanno e una giuria si pronuncerà, sapremo se Ter- moli diventerà la prossima Capitale Italiana dell'Arte C o n t e m p o r a n e a . C i ò c h e conta di più è che la candida- t u r a d i T e r m o l i r i s p e c c h i un'ambizione italiana più ampia: che la cultura debba essere al servizio di tutte le r e g i o n i , c h e l a c r e a t i v i t à possa prosperare nei piccoli borghi e nelle città costiere, che l'iniziativa privata e il sostegno pubblico possano procedere di pari passo. Se avranno successo, Termoli non si limiterà a portare il titolo, ma mostrerà anche all'Italia che le sue periferie p o t r e b b e r o e s s e r e i s u o i nuovi centri. Molise verso il futuro: la sfida di Termoli Termoli è anche conosciuta per i trabucchi, tipiche construzioni per pescare (Photo: Lucamato/Dreamstime). In basso a destra, il Castello Svevo (Photo: Jojjik/Dreamstime) GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO

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