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17 GIOVEDÌ 18 SETTEMBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | S ul lato occidentale d e l G o l f o d i N a p o l i , a p p e n a a l l ' i n t e r n o d e i Campi Flegrei, un paesaggio vulcanico che comprende Baia, Miseno e C u m a , s i t r o v a l a c i t t à d i Bacoli. Si trova a circa 14 km a ovest del centro di Napoli, circa 24 km di strada, e si estende su basse colline e laghi costieri come il Fusaro e i l M i s e n o , l e c u i c o s t e mostrano ancora l'irrequi- etezza geologica della zona. O g g i , B a c o l i c o n t a c i r c a 25.000 residenti, molti dei q u a l i v i v o n o i n q u a r t i e r i costruiti su antiche mura, scalinate e moli che ancora emergono da giardini e cor- tili. I n e p o c a r o m a n a , e r a conosciuta come Bauli, ed era una famosa località baln- eare vicino a Baia, dove gli aristocratici possedevano ville. Il toponimo compare infatti in Tacito e Svetonio nei resoconti di Agrippina, la madre di Nerone, i cui ultimi giorni furono legati a una villa lì. Nel corso del tempo, B a u l i d i v e n n e B a c o l i , m a l'impronta romana rimase visibile nelle terrazze, nelle t e r m e e n e l l e p e s c h i e r e costruite lungo questa costa. Bacoli è nota anche, oggi come in passato, per le stra- ordinarie opere di ingegneria r o m a n a , i n p a r t i c o l a r e l a Piscina Mirabilis sotter- ranea, un'ampia cisterna a volta scavata nel tufo utile a rifornire la base navale di Miseno. L'interno si eleva per circa 15 metri e misura circa 71 per 24 metri, con quarantotto pilastri crucifor- mi; la sua capacità è stimata in circa 12.600 metri cubi, una dimensione che le valse il soprannome locale di Cat- t e d r a l e d e l l ' A c q u a . I n superficie, cisterne e gallerie più piccole come le Cento Camerelle mostrano come la gestione delle acque fosse alla base della vita su questo p r o m o n t o r i o : l ' a r e a c i r - c o s t a n t e e r a d e n s a m e n t e popolata di ville e questi sis- temi idraulici sostenevano n o n s o l o l a f l o t t a n a v a l e romana, ma anche i sontuosi g i a r d i n i , l e t e r m e e l e peschiere che erano simboli di prestigio per l'élite. Se v o g l i a m o c o n o s c e r e u n a delle storie chiave della baia, dobbiamo recarci al vicino Capo Miseno, dove Roma trasferì la flotta imperiale d'Occidente dopo l'insabbia- mento della prima base di Agrippa a Porto Giulio. Fu così che Miseno divenne il porto principale della Classis M i s e n e n s i s . L a p r e s e n z a n a v a l e s o s t e n e v a v i l l e e officine da Baia a Miliscola, e la sua logistica dipendeva dalla rete di cisterne di cui a b b i a m o p a r l a t o , e c h e Bacoli conserva. Ancora oggi i l p r o f i l o c u r v i l i n e o d e l promontorio, facilmente vis- ibile dall'altra parte della baia, è utilizzato come punto di riferimento per marinai e t r a g h e t t i i n t r a n s i t o t r a Napoli e le isole. Secoli dopo l'Impero, la corte borbonica lasciò il suo segno sul lago Fusaro: nel 1782 Carlo Vanvitelli proget- t ò l a C a s i n a V a n v i t e l - liana, un piccolo padiglione di caccia e pesca costruito p e r F e r d i n a n d o I V s u u n i s o l o t t o r a g g i u n g i b i l e tramite un ponte di legno. La pianta leggera dell'edifi- cio e la sua posizione in riva al lago lo rendono uno dei profili più riconoscibili della z o n a , c o n f o n t i d ' e p o c a e archivi locali che ricordano anche gli sforzi dei Borboni per coltivare ostriche nel lago e far rivivere una prati- ca nota fin dall'epoca classi- c a . D a a l l o r a , i l l o d g e h a ospitato scrittori, musicisti e dignitari in visita. Se avete fame e amate il pesce, Bacoli vi renderà feli- ci: vongole, cozze e zuppe di p e s c e , s p e s s o a b b i n a t e a Falanghina e Piedirosso coltivati su terreni vulcanici sotto la DOC Campi Fle- grei, sono un punto fermo dei menù locali. I vini sono in genere a basso contenuto di estratti e ad alta salinità, uno stile che si sposa con la cucina semplice delle tratto- rie della zona e con i mol- luschi che sono stati allevati in queste lagune a intervalli dall'antichità fino al periodo borbonico. Spesso, i visita- tori scelgono Bacoli come base per visitare il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e per ammirare la grandezza storica delle cis- terne, delle terme e delle ter- razze di Baia, e i panorami da Miseno verso Capri e la Penisola Sorrentina. I treni della linea Cumana e fre- quenti autobus collegano la zona a Napoli, se desiderate una gita di un giorno alla città di Partenope o desider- ate visitare Bacoli da lì. O g n i a n n o , a fine settembre, Impruneta si r i u n i s c e i n P i a z z a B u o n - delmonti per la Festa dell'U- va, che unisce la celebrazio- ne della vendemmia a una gara attentamente struttura- ta. La data di fondazione ufficiale dell'evento è il 1928, quando la città (allora sotto la giurisdizione del Comune del Galluzzo) organizzò la prima edizione volta a pro- muovere il consumo di uva durante un periodo econo- m i c o d i f f i c i l e . I n t e r r o t t a dalla guerra e poi ripresa, è diventata una delle feste autunnali più partecipa- te della Toscana. La giornata si conclude con una gara tra i quattro r i o n i s t o r i c i d e l l a c i t t à , Sante Marie, Sant'Antonio, Fornaci e Pallò, i cui equi- paggi lavorano per settimane alla realizzazione di carri allegorici, costumi e coreo- grafie. Ogni rione ha una finestra fissa, tradizionalmente di circa quaranta minuti, per raccontare una storia in piaz- za utilizzando scenografie in movimento, balli e musica; una giuria valuta le esibizioni e il sindaco annuncia la clas- sifica dal balcone comunale. La rivalità è accesa ma civi- ca: volontari di tutte le età si occupano di falegnameria, cucito, trucco e logistica, e lo striscione vincitore viene appeso al municipio per la settimana successiva. Ciò che rende la festa di Impruneta davvero speciale è, più di ogni altra cosa, la sua ambientazione – uno splendido borgo – e il modo in cui si svolge: anziché una sfilata che attraversa lunghe vie, i carri e i gruppi entrano e si esibiscono all'interno di un'unica piazza incorniciata dalla basilica, in modo che gli spettatori possano vedere un'immagine scenica com- pleta per ogni rione prima che il successivo prenda il sopravvento. Il format con- centra l'energia e mantiene l'attenzione sulla narrazione e sulla coreografia piuttosto che sul movimento continuo, una struttura che gli organiz- z a t o r i l o c a l i c o l l e g a n o a i primi decenni dell'evento e c h e a n c o r a o g g i a t t i r a migliaia di persone. La festa è anche legata alla posizione di Impruneta nella zona del Chianti, motivo per cui è possibile vedere molti coltivatori, cooperative e artigiani allestire stand ed eventi collaterali durante il fine settimana. Per i visitato- ri, il punto pratico è la tem- pistica: l'ultima domenica di settembre è il giorno princi- pale e la piazza si riempie presto. Di solito, il modo più semplice per arrivare in cen- tro è a piedi dai parcheggi periferici. Figurine di terracotta rappresentanti il momento e le celebrazioni della vendemmia, che viene celebrata anche ad Impruneta (Photo: William Hammer/Dreamstime) Bacoli: acquedotto romano e una costa viva vicino a Napoli Una splendida tradizione autunnale, la Festa dell'Uva a Impruneta Bellezza sottomarina di origine Romana, poco distante dalla costa di Bacoli (Photo: Jeremy Brown/Dreamstime) SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI INTERVISTE SUGGERIMENTI
