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19 GIOVEDÌ 18 SETTEMBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | C ' è u n l u o g o t r a Piemonte, Lom- bardia, Liguria ed Emilia-Roma- gna, dove le valli circondano il Monte Chiappo e condividono un linguaggio musicale unico in Italia. La gente del posto la chiama semplicemente "la nostra danza", mentre chi viene da f u o r i l a c o n o s c e c o m e l a danza delle Quattro Pro- vince. La tradizione è legata a feste, matrimoni e raduni invernali; alle cucine e alle aie tanto quanto alle sale dei bor- ghi; i suoi passi sono veloci, le sue melodie vivaci e il suono è trasmesso da uno strumen- to a doppia ancia, il piffero, un tempo suonato insieme a una piccola cornamusa nota come musetta. Poiché queste valli erano così difficili da raggiungere fino a decenni fa, gli stili m u s i c a l i e d i d a n z a s o n o rimasti insolitamente intatti, con la costruzione degli stru- menti che si è tramandata di famiglia in famiglia e la musi- ca tramandata a orecchio e a mano piuttosto che attraver- so spartiti scritti. I bambini assorbivano i ritmi a casa, mentre i ballerini li impara- vano unendosi al gruppo con genitori e amici. I musicisti non si allontanavano mai dal pavimento, ma suonavano a portata di mano, mantenendo l'atmosfera intima. Saluti, risate e movimenti condivisi trasformavano la serata da una melodia lenta a una stan- za che si muoveva all'uniso- no. Al centro del suono, ieri come oggi, c'era il piffero, la cui voce squillante tagliava il chiacchiericcio e riempiva le stanze affollate, mentre il bordone della musetta legava il ritmo al pavimento. Insie- me producevano un equili- brio grezzo ma concentrato, con la cornamusa che ancora- va i passi e il flauto che li spingeva in avanti. Al chiuso, un suonatore poteva girarsi leggermente per attenuare la durezza; all'aperto, quello s t e s s o b o r d o n e d a v a a l l a musica una forza sufficiente per attraversare una piazza. C o n l ' a v a n z a r e d e l X X secolo, la musetta perse len- t a m e n t e t e r r e n o a f a v o r e della fisarmonica: il nuovo strumento era portatile, più potente, più versatile e poteva fornire un bordone, traspor- t a r e a r m o n i e e c o p r i r e l a melodia quando il piffero si fermava. Verso la metà del secolo, la combinazione di p i f f e r o e f i s a r m o n i c a e r a diventata lo standard, ma la cornamusa non scomparve mai del tutto: alcuni liutai continuarono a costruirla e i suonatori a volte la portano ancora in scena per spettacoli speciali, dove il suo suono distintivo richiama immedia- tamente le vecchie riunioni. Il movimento più tradizio- nale delle danze è il passo delle Quattro Province, un passo triplo con un battito forte seguito da due rimbalzi più leggeri, che tiene il tempo c o n i l r i t m o v e l o c e d e l l a musica. I piedi tendono a sol- levarsi da terra, un'abitudine nata ballando su ciottoli, terra battuta ed erba, ma le figure rimangono semplici ( u n p i c c o l o c e r c h i o , u n a breve passeggiata, un cambio di direzione) in modo che anche i nuovi arrivati possa- no unirsi dopo aver assistito per un minuto o due. Attenzione, però, si tratta di danze molto energiche, ognuna a modo suo; la mon- ferrina, ad esempio, avanza con figure che si muovono, l'alessandrina fa girare rapidamente i ballerini e le gighe portano un ritmo viva- c e e s a l t e l l a n t e . E s i s t o n o a n c h e f o r m e p i ù a n t i c h e come la perigurdina o la sestrina, che sopravvivono solo in alcuni villaggi e sono conservate attraverso regi- strazioni e memoria. Col tempo, anche valzer, polke e mazurche si sono insinuati nelle serate, ma i musicisti locali hanno dato loro un proprio accento nel tempo, negli ornamenti e nello swing. Il che ci porta alla domanda più interessan- te: cosa dovremmo aspettarci da una serata di danza delle Quattro Province? I musicisti d i s o l i t o i n i z i a n o c o n u n brano più lento all'arrivo del pubblico, poi si lanciano in una monferrina che riempie la pista; tra un brano e l'altro, si scambiano battute mentre i ballerini riprendono fiato. I bambini girano intorno ai bordi finché qualcuno non li tira dentro, mostrando loro il passo triplo; le coppie più anziane si fanno avanti per i valzer. Non è necessaria alcu- na amplificazione e nessun palco separa i musicisti dai ballerini: la vicinanza è parte integrante della forma. Oggi, la tradizione prospe- ra ancora in Val Borbera e V a l C u r o n e i n P i e m o n t e , nella Staffora in Lombardia e nell'Alto Trebbia in Emilia. Le feste estive si riversano nelle piazze dei paesi con tende, cibo e lunghe tavolate, mentre i raduni invernali si spostano in fienili e sale, mentre musei ed ecomusei raccolgono strumenti, foto e registrazioni. Ci sono anche gruppi, formatisi per lo più n e g l i a n n i ' 8 0 e ' 9 0 , c h e hanno registrato il repertorio, tenuto workshop e fatto sì che il piffero rimanesse cen- trale anche mentre musicisti più giovani esploravano nuovi arrangiamenti. I visitatori che si uniscono al circolo sono benvenuti se si muovono con cautela, quindi assicuratevi di osservare prima di entrare e cercate di mantenere i movi- menti modesti per aiutare a mantenere il flusso. Le pas- seggiate seguono la guida dei suonatori e le riprese o le registrazioni devono essere effettuate con il permesso; se desiderate sostenere la scena, potreste acquistare un CD o un'ancia fatta a mano, spesso venduti ai festival, e se siete davvero curiosi di questa arte, potete provare a organizzare visite ai laboratori, dove la scelta degli strumenti e dei legni spiega molto sulle voci distintive degli strumenti. E c c o p e r c h é , o l t r e a l l a danza, è essenziale prestare molta attenzione al suono, perché un'ancia può sembra- re semplice, ma può diventa- re brillante o ruvida a secon- d a d e l c o s t r u t t o r e e d e l suonatore. Anche la posizione conta, poiché alcune valli mantengono il bordone pro- minente, mentre altre prefe- riscono armonie più commo- venti. Lungi dall'essere errori, questi sono vere e proprie firme stilistiche, distintive come una voce o un dialetto. Consapevoli di questo, i bal- lerini si adattano sempre senza commenti, e la stessa melodia acquisisce un'anda- tura nuova quando viene tra- sportata attraverso un crinale in un'altra valle. SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI Danza delle Quattro Province: passi veloci, ance squillanti
