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www.italoamericano.org 9 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 18 SETTEMBRE 2025 I l Financial Times ha recentemente messo i n l u c e i m i g l i o r i mercati alimentari del mondo, con due nomi italiani che figurano tra questi: il Mercato del C a p o d i P a l e r m o e i l Mercato delle Vettova- g l i e d i L i v o r n o , n o t o anche come Mercato Cen- trale. Il primo è una zona vivace del centro storico del capoluogo siciliano, il secon- do un vasto padiglione in ferro e vetro costruito alla fine dell'Ottocento. Diversi? Sì, ma pur sempre due facce della stessa medaglia, poi- ché entrambi dimostrano quanto sia forte la tradizio- ne del mercato in Italia e perché questi luoghi conti- nuino a segnare e definire la vita quotidiana di molte per- sone. Sebbene entrambi i mer- c a t i c i t a t i n e l l a l i s t a d e l Financial Times siano, di per sé, bellissimi, non dob- biamo dimenticare che un mercato si guadagna il suo posto non attraverso l'im- magine, ma attraverso l'uso e l'atmosfera: le bancarelle aprono presto, i clienti abi- t u a l i c h i a c c h i e r a n o c o n i venditori e ciò che arriva al mattino è già sparito entro l'ora di pranzo. Qui si vede cosa produce la terra e cosa porta il mare, ma si vede anche come le persone cuci- nano a casa, che è il vero segno del valore di un mer- cato. Iniziamo la nostra esplo- razione in Sicilia. Il Merca- to del Capo si sviluppa die- t r o i l T e a t r o M a s s i m o d i Palermo e si snoda attraver- s o u n ' a r e a c h e d a s e c o l i ospita venditori di generi alimentari; il suo ingresso principale è Porta Carini, da d o v e i l m e r c a t o s i s n o d a verso piccole piazze e vicoli, abbastanza vicini alle case d a f a r s ì c h e l o s h o p p i n g d i v e n t i p a r t e i n t e g r a n t e della vita quotidiana. La scala è umana e l'o- b i e t t i v o è , o v v i a m e n t e , molto pratico: passeggiando per le sue strette vie si trova di tutto, dalle cassette di frutta e verdura alle monta- g n e d i e r b e a r o m a t i c h e e spezie, dal pesce sul ghiaccio a i m a c e l l a i a l l a v o r o ; l a gente va a comprare ciò di cui ha bisogno per pranzo e cena. Questo ritmo quotidia- no è anche ciò che piace ai visitatori, insieme al cibo di strada, che è sicuramente parte del fascino del Capo. Le panelle (sottili frittelle di ceci) si infilano nel pane caldo per uno spuntino velo- ce, spesso accompagnate da crocchè, semplici crocchet- te di patate; i frutti di mare vengono fritti al momento o venduti crudi sui banchi del pesce; E poi c'è lo sfincio- ne, la fetta più famosa della città: pasta spessa condita c o n p o m o d o r i , c i p o l l e , a c c i u g h e , o r i g a n o e u n a coperta di pangrattato tosta- to al posto del formaggio. Nella vicina Bagheria, una versione bianca elimina i pomodori e si appoggia su cipolle e caciocavallo. Deli- zioso. Il mercato ha anche un simbolo speciale, un mosai- co che i locali chiamano la Pupa ru Capu, "la ragazza del Capo", che rappresenta Demetra, la dea dell'agricol- tura. Incastonato in un colo- r a t o p a n n e l l o i n s t i l e Liberty, fu commissionato a l l ' i n i z i o d e l N o v e c e n t o dalla famiglia Morello per adornare l'edificio dove si trovava il loro panificio. I recenti lavori di restauro mostrano quanto la gente rimanga affezionata a que- sto simbolo, ma significa anche che non è possibile vederlo nella sua posizione a b i t u a l e , p o i c h é p e r i l m o m e n t o è c o n s e r v a t o a Palazzo Ajutamicristo. Ora, spostiamoci a nord, in Toscana, più precisa- mente a Livorno, forse una delle città meno conosciute della regione. Il suo mercato principale racconta un'altra storia, ben diversa dai rac- conti popolari della cugina siciliana. Parla di ambizione civica di fine Ottocento e di r a f f i n a t a a r c h i t e t t u r a . I l Mercato delle Vettova- glie aprì nel 1894 lungo il canale Fosso Reale. L'archi- tetto Angiolo Badaloni, il suo creatore, progettò una sala luminosa in ferro, mat- t o n i e v e t r o , a b b a s t a n z a grande da dare ordine e pro- porzioni al commercio ali- mentare di una città portua- le: dall'esterno, l'edificio si i n s e r i s c e b e n e n e l p i a n o u r b a n i s t i c o d i L i v o r n o – p u b b l i c o , s o l i d o e a p e r t o sulla strada – mentre all'in- terno lo spazio si estende sopra file di banconi e corri- doi. Quindi, se il Capo è un labirinto di vicoli, Livorno è un unico, suggestivo tetto c h e r a c c o g l i e t u t t o i n u n unico luogo. Se volete godervi il Mer- c a t o d e l l e V e t t o v a g l i e ( o qualsiasi altro mercato, in realtà), andateci la mattina p r e s t o : b a r c h e e c a m i o n riforniscono i padiglioni di pesce e prodotti ortofrutti- coli, i banconi si riempiono del pescato del giorno, ver- dure e pomodori d'estate, carciofi e agrumi d'inverno. Molte guide lo definiscono il mercato coperto più grande d'Italia, ma etichette a parte, l'importante è quanto si può trovare qui: dal pesce ai for- maggi e ai salumi, dal pane alle verdure fino a un deli- zioso caffè improvvisato, il tutto senza uscire dall'edifi- cio. C o m e a l M e r c a t o d e l Capo, lo street food la fa da p a d r o n e : l a t o r t a d i c e c i (cecina in dialetto locale), una sottile focaccia di ceci cotta nel forno a legna, da mangiare al naturale con pepe nero o infilata nel pane per un semplice panino, è forse la più famosa. Gli appassionati di storia dell'arte saranno sicuramen- te felici di sapere che il mer- cato ha anche un legame con il pittore italiano Amedeo M o d i g l i a n i , c h e s i d i c e avesse uno studio ai piani superiori dell'edificio nei primi anni del 1900. T o r n a n d o a l l a n o s t r a s p o n d a d e l l ' A t l a n t i c o , l a lista del Financial Times evi- denzia anche alcuni mercati americani, tra cui il Grand C e n t r a l M a r k e t d i L o s Angeles. Inaugurato nel set- t e m b r e d e l 1 9 1 7 , r i m a n e ancora oggi un punto fermo della città: ospitato al piano terra dello storico Homer Laughlin Building e della sua dependance del 1905, il mercato fu costruito per ser- vire una popolazione in cre- scita nel centro città ed è stato utilizzato ininterrotta- mente da allora. Oggi ospita circa 40 venditori e attira quasi 2 milioni di visita- tori ogni anno, rendendo- l o u n a d e l l e d e s t i n a z i o n i gastronomiche più frequen- tate della città. Nel corso dei decenni, il mix di venditori è cambiato, seguendo le onda- te di crescita di Los Angeles f i n o a i n c l u d e r e d i t u t t o , dalle bancarelle di frutta e verdura ai ristoranti econo- mici, fino all'attuale mix di tacos, ramen, banchi gastro- nomia e prodotti artigianali. Anche la cucina italiana ha il suo posto qui, dalla pasta fresca ai prodotti speciali, a ricordare che le tradizioni culinarie attraversano gli oceani e si adattano senza perdere le proprie radici. Palermo e Livorno conquistano un posto nella lista dei migliori mercati del Financial Times SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO Il Mercato delle Vettovaglie è ospitato in un bell' edificio in stile Liberty (Photo: Onlyfabrizio/Dreamstime); in basso a destra, l'interno del mercato (Photo: Louis Henault/Dreamstime)
