L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-2-2025

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15 GIOVEDÌ 2 OTTOBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | I l leone alato sulla c o l o n n a d i g r a n i t o che delimita Piazza S a n M a r c o è f o r s e uno dei simboli più riconoscibili di Venezia, ma avete mai pensato alle sue origini? Sebbene sia facile pensare che sia "nato e cresciuto" in laguna, recenti ricerche sug- g e r i s c o n o u n a s t o r i a p i ù complessa, poiché test scien- tifici e confronti stilistici mostrano che la statua fu probabilmente realizzata lon- tano dalla Serenissima, fu adattata più di una volta e solo in seguito assunse i trat- ti che la identificano con l'e- vangelista Marco. Le fonti d'archivio sono scarse, ma cruciali: il primo documento che menziona il bronzo risale al maggio 1293 e lo descrive già come biso- gnoso di restauro; da allora, le tracce si perdono fino agli sconvolgimenti della fine del XVIII secolo, quando Napo- leone smantellò i monumenti veneziani e inviò il leone a Parigi. Da lì, tornò solo nel 1815 e non intatto. Con così poche voci, sono altri stru- menti a dover fare il lavoro pesante, se vogliamo saperne di più sul leone: entrano in gioco la metallurgia e la sto- ria dell'arte. Un team guidato da stu- d i o s i d e l l 'U n i v e r s i t à d i Padova ha campionato il b r o n z o e m i s u r a t o l a s u a "impronta digitale" di isotopi di piombo, i cui rapporti cor- r i s p o n d o n o a q u e l l i d e i minerali di rame del bacino d e l B a s s o Y a n g t z e i n Cina, una regione con una lunga tradizione di fusione su larga scala. La ricerca, pubblicata sulla rivista peer- reviewed Antiquity, data la figura originale con maggiore plausibilità alla dinastia Tang (618-907 d.C.). Gli indizi sti- listici puntano nella stessa direzione: la postura, la cri- niera trattata come lingue di fuoco e la probabilità che la creatura un tempo avesse piccole corna la accostano a una classe di guardiani di t o m b e c i n e s i n o t i c o m e zhènmùshòu piuttosto che ai leoni mediterranei. Lo studio non pretende di avere una certezza assoluta, ma la con- vergenza di prove chimiche e visive rende difficile esclude- re l'origine cinese. Ma se il nucleo è asiatico, come è diventato il leone di San Marco? Semplicemente, in nome del suo riutilizzo. Quando la figura viene docu- mentata per la prima volta a Venezia nel 1293, la città aveva già adottato Marco come patrono e utilizzato il leone alato in sigilli e rilievi. Nel corso dei secoli successi- vi, il bronzo della colonna fu modificato per adattarsi a quell'iconografia: le ali furo- no attaccate o rifatte quando necessario; il libro sotto la zampa, segno distintivo del- l'emblema veneziano con il m o t t o P a x t i b i M a r c e , f u apposto; le parti danneggiate furono rifuse. Naturalmente, nulla di tutto ciò è insolito, poiché statue in bronzo di grande prestigio venivano regolarmente riparate, riuti- lizzate e "aggiornate" visiva- mente durante il Medioevo e l'inizio dell'età moderna, ma in questo caso, la lunga storia di interventi è chiaramente v i s i b i l e n e l l e s u p e r f i c i a mosaico dell'oggetto e in ele- m e n t i c h e s e m b r a n o p i ù recenti rispetto alla fusione del nucleo. Nel 1797, dopo la caduta della Repubblica, il leone fu spedito a Parigi come bottino di guerra, e resoconti con- temporanei e studi successivi c o n c o r d a n o s u l f a t t o c h e abbia sofferto durante il tra- sporto e l'esposizione; quan- do fu restituito dopo la scon- fitta di Napoleone, arrivò a pezzi e richiese pesanti lavori di restauro prima di poter essere rimontato sulla sua colonna. I restauri ottocente- schi includevano nuove ali in chiave neoclassica e varie toppe metalliche, tutte scelte pratiche che hanno plasmato anche l'aspetto attuale della figura: antica, ma anche stra- namente composita. L a r o t t a a t t r a v e r s o l a quale il bronzo raggiunse Venezia rimane una questio- ne aperta. Un'ipotesi, consi- derata dagli studiosi plausi- b i l e m a n o n d i m o s t r a t a , collega il viaggio ai viaggi della famiglia Polo: Niccolò e Maffeo Polo, padre e zio di Marco, attraversarono l'Asia centrale negli anni '60 del XIII secolo e raggiunsero la corte mongola, e uno sposta- m e n t o d i o g g e t t i d i a l t o rango lungo quelle rotte è ben documentato. Bastano pochi passaggi, seppur anco- ra speculativi, per immagina- r e u n g u a r d i a n o c i n e s e , apprezzato per le sue dimen- sioni e il suo metallo, che si unisce a quel flusso e si adat- ta una volta raggiunto l'A- d r i a t i c o . I l n u o v o l a v o r o scientifico non dimostra que- sta storia, ma rende un tra- sferimento attraverso la Via d e l l a S e t a p i ù c r e d i b i l e rispetto alle vecchie idee che c o l l o c a v a n o l ' o r i g i n e d e l bronzo nell'antico Vicino Oriente o nel mondo elleni- stico. Ciò che cambia con questa nuova storia delle origini non è il simbolo in sé, ma piutto- sto la nostra comprensione di ciò che rappresenta; il leone è da tempo l'abbrevia- zione visiva di Venezia e di San Marco, e sapere che il suo nucleo potrebbe essere nato come guardiano di una tomba cinese rafforza anzi- ché indebolire questa iden- tità, perché si allinea a una città che ha costruito ricchez- za e prestigio mediando tra i mondi. L'icona appare stabi- le quando ci si trova nella piazza; osservata da vicino, registra secoli di decisioni, alcune pragmatiche, altre devozionali, tutte legate al modo in cui Venezia operava. In questo, la scienza aiuta ancora una volta a compren- dere dettagli che altrimenti potrebbero essere dati per s c o n t a t i : a d e s e m p i o , l a ricerca attuale rileva che il l i b r o e l e a l i a t t u a l i n o n a p p a r t e n g o n o a l l o s t r a t o metallico più antico e che la posa – più eretta rispetto a molti leoni europei – ha più senso se si parte dai confron- ti asiatici. Anche la lunga lacuna nei documenti assume un signi- ficato: se i funzionari della c i t t à a v e s s e r o s c r i t t o n e l bronzo solo quando qualcosa andava storto, gran parte d e l l a s t o r i a s a r e b b e n e l metallo piuttosto che sulla carta. Ecco perché gli odierni r i s u l t a t i d i l a b o r a t o r i o dovrebbero essere considera- ti l'archivio mancante della storia del leone. Per i lettori abituati a pen- sare a Venezia in termini di mosaici e marmi, un bronzo cinese in piazza può sembra- re sorprendente, eppure gli oggetti si spostavano conti- nuamente in questo modo. Sappiamo che i Cavalli di San Marco furono portati via da Costantinopoli; sappiamo che le chiese veneziane sono piene di spoglie, e il leone si adatta perfettamente a que- sto ecosistema. Ciò che il nuovo studio apporta è la specificità: non solo "dall'O- riente", ma una probabile origine metallurgica nella regione dello Yangtze, una probabile datazione all'inter- no del periodo Tang e ragioni c o n c r e t e p e r v e d e r e u n o zhènmùshòu dove avevamo ipotizzato una bestia medi- terranea. Questa precisione trasforma un'icona locale in un caso di studio su come le connessioni globali vengono assorbite nell'identità civica. Il lungo viaggio del Leone di San Marco, simbolo eterno di Venezia Uno stendardo con il leone alato di San Marco, simbolo di Venezia (Photo: Toldiu/4/Dreamstime) HERITAGE MEMORIA IDENTITÀ STORIA RADICI

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