L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-2-2025

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www.italoamericano.org 9 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 2 OTTOBRE 2025 L a s c o m p a r s a d i Claudia Cardi- n a l e l a s c o r s a s e t t i m a n a c i h a lasciato tutti un po' più soli e culturalmente più poveri di quanto fossimo. È stata un'artista che ha con- tribuito a definire l'immagine dell'Italia sul grande schermo e ha fatto viaggiare il nostro cinema senza perdere la sua identità e la sua natura. Con la sua scomparsa, abbiamo perso parte della nostra ric- chezza culturale e una voce a t t r a v e r s o c u i l ' I t a l i a h a i m p a r a t o a r i v o l g e r s i a l mondo attraverso il cinema, direttamente e secondo i pro- pri termini. Il suo percorso verso il grande schermo conteneva già gli incroci che in seguito ne hanno definito l'immagi- n e : n a t a a L a G o u l e t t e , i l quartiere portuale di Tunisi, nel 1938 da genitori siciliani, nel 1957 vinse un concorso locale per la "Ragazza italiana più bella di Tunisia", un pic- colo evento che la portò alla M o s t r a d e l C i n e m a d i V e n e z i a e a e n t r a r e n e l mondo dei casting director e dei produttori in un periodo di rapida espansione del cine- ma italiano. Il produttore Franco Cristaldi fu fonda- mentale nei primi anni, facili- t a n d o c o n t r a t t i e r u o l i e gestendo attentamente la sua immagine pubblica, permet- tendole un rapido ingresso in una professione che da bam- bina non avrebbe mai pensa- to di intraprendere. Il 1963 è forse l'anno più cruciale della sua carriera, poiché Cardinale si muove tra due produzioni che ancora oggi definiscono idee diverse del cinema italiano per il pubblico internazionale: 8 1/2 di Fellini e Il Gattopardo di Visconti. Nel primo, è una presenza moderna e compo- sta in un film sulla creatività e la memoria; nel secondo apporta calore e intelligenza a un'epopea d'epoca incen- trata su classe e cambiamen- to. Qualche anno dopo, C'era una volta il West di Sergio Leone le offre il ruolo princi- pale in un western dedicato alla determinazione di una donna piuttosto che al codice di un pistolero. È molto inte- ressante notare che questi tre titoli sono spesso la porta d'accesso per gli americani c h e l a i n c o n t r a n o p e r l a prima volta in TV o in strea- ming, per poi curiosare nella sua filmografia italiana degli anni '60. Quando attraversò l'Atlan- tico per raggiungere Hol- lywood, Cardinale non rinun- ciò alla sua identità artistica in nome della popolarità: girò La Pantera Rosa con Blake Edwards e lavorò in inglese quando il progetto lo consen- tiva, ma non cambiò la sua carriera. Questa scelta ha contribuito a preservare la gamma di ruoli che poteva accettare in patria, mante- nendola al contempo visibile agli spettatori statunitensi. Una retrospettiva del MoMA organizzata con Cinecittà e costruita attorno ai restauri dei suoi film conferma che sia le istituzioni che il pubblico negli Stati Uniti la vedevano come un'artista e una creatri- ce d'arte, non semplicemente come un nome di Hollywood. La sua scelta dei ruoli ha certamente giocato un ruolo essenziale in questo contesto, poiché ha sempre interpreta- to personaggi molto comples- si e sfaccettati; anche quando le sceneggiature si basavano sul glamour, le sue interpre- tazioni risultavano sicure di sé, con le proprie esigenze e i propri limiti. All'inizio della sua carriera, l'industria a volte doppiava la sua voce, una pratica standard all'epo- ca; in seguito, il suo timbro distintivo divenne parte della sua identità, consolidando l'autorevolezza dei ruoli. È molto importante che questo cambiamento rifletta i più ampi cambiamenti nel cine- ma europeo di quegli anni, quando le donne sullo scher- mo acquisirono maggiore influenza e i film che le cir- condavano chiedevano di più al loro pubblico. La Cardinale ha recitato in o l t r e 1 0 0 p r o d u z i o n i n e l c o r s o d e l l a s u a c a r r i e r a : sarebbe quasi impossibile elencarle tutte. Tuttavia, i suoi premi possono dirci di più sulla grandezza del suo lavoro e su come l'industria l'ha vista. Venezia ha conferi- to a Cardinale il Leone d'Oro alla Carriera nel 1993; Berli- no l'ha onorata con un Orso d'Oro alla Carriera nel 2002. Entrambi sono premi alla carriera, assegnati da festival c h e h a n n o c o n t r i b u i t o a esportare il cinema italiano quando è diventato globale e che continuano a celebrarlo ancora oggi. C'è anche il suo lavoro pubblico lontano dai set, in quanto è stata Amba- sciatrice di Buona Volontà d e l l ' U N E S C O d a l m a r z o 2000, con un'attenzione par- ticolare ai diritti delle donne. È giusto menzionarlo non come un "capitolo di benefi- cenza" separato, ma come un filo conduttore coerente, in cui la figura pubblica si alli- neava con il modo in cui i personaggi venivano spesso interpretati: diretti, resilienti e coinvolti. Per molti dei nostri lettori negli Stati Uniti, il percorso verso il suo lavoro suona pro- b a b i l m e n t e f a m i l i a r e : L a Pantera Rosa e C'era una v o l t a i l W e s t f i g u r a n o i n molte liste e sono facili da trovare. Da lì, il passo verso 8½ e Il Gattopardo è breve, film che dimostrano la sua versatilità, che le ha permes- so di lavorare con diversi registi in diverse chiavi crea- tive. I film sono diversi, ma Cardinale aiuta entrambi a t r o v a r e u n c e n t r o u m a n o senza indebolire le loro ambi- zioni. Vale anche la pena di dire che Cardinale apparteneva a una generazione che norma- lizzò la presenza di artisti ita- liani ed europei nella distri- b u z i o n e a m e r i c a n a s e n z a chiedere loro di diventare star americane. Poteva essere protagonista di un western di Leone, apparire in una com- media di Edwards, poi torna- re a progetti in Italia e Fran- cia che richiedevano qualcosa di diverso. Questo schema è comune oggi; negli anni '60, richiedeva un certo grado di autonomia e un buon tempi- smo. Le impediva di essere etichettata e aiutava i film a viaggiare in entrambe le dire- zioni. Scrivendo di lei una setti- mana dopo la sua morte, la tentazione è di trasformare il pezzo in un riassunto della sua vita, ma un modo miglio- re per celebrare il momento è suggerire cosa guardare e perché. Iniziate con i tre film che l'hanno resa famosa a l i v e l l o i n t e r n a z i o n a l e ; aggiungete uno o due titoli successivi per vedere come si è adattata al cambiamento di stili e budget. Noterete sicu- ramente come abbia sempre portato chiarezza alle scene: in inquadrature concitate, spesso ricche di dettagli d'e- poca o di genere, Cardinale attira l'attenzione senza cat- turarla, qualcosa che era vero all'inizio e che è rimasto vero anche nelle opere successive. Se un necrologio dovrebbe chiudere una porta, il suo non lo fa: la sua opera è trop- po presente sullo schermo e le vie d'accesso sono troppo aperte ora per suggerire una fine. Piuttosto, è il momento di riconoscere una carriera che ha collegato Tunisia, Ita- lia, Francia e Stati Uniti in un modo che appare immensa- mente attuale e moderno. Cardinale si è trovata nel punto d'incontro tra cinema d'autore e richiamo popolare, ed è lì che molti spettatori la incontrano ancora oggi. Claudia Cardinale: una carriera che parla al presente SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO Un'immagine del film "La Ragazza con la Valigia," 1961 (By Gawain78 at the Italian Wikipedia project - transferred from Italian Wikipedia, Public Domain)

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