L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-16-2025

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www.italoamericano.org 11 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 16 OTTOBRE 2025 S e è vero che, come scrisse Leonardo Sciascia, la Sicilia è la metafora del m o n d o , c h i meglio della sua arte può rappresentarla? E con lei le sue passioni, il suo eros, il suo misticismo, la sua uman- ità, la sua classicità, la sua modernità, la sua storia, il suo presente, il suo passato e il suo futuro. E il suo tramite, soprattutto, sono gli artisti delle arti figurative, davvero numerosi, e che sono testi- moni di quella sicilianità che li ha resi protagonisti nel Novecento, il "secolo breve", e n e i p r i m i d e c e n n i d e l Duemila. E quale luogo, se non la Galleria d'Arte Moder- na di Palermo può, deve rac- chiudere, esprimere tutti q u e s t i s e n t i m e n t i ? N o n soltanto per la sua mostra p e r m a n e n t e d i o p e r e d i artisti di altissimo livello ma anche per esposizioni tempo- ranee che essa ospita. Proprio in questi giorni è stata inaugurata una colletti- va di pittori che, se non pro- priamente siciliani per nasci- ta, lo sono per familiarità o "adozione". Promossa dal Comune di Palermo rappresentato al v e r n i s s a g e d a l s i n d a c o Roberto Lagalla e dal vicesin- daco e assessore alla cultura G i a m p i e r o C a n n e l l a ; ideatore, Curatore e Diret- t o r e A r t i s t i c o è i l c r i t i c o d'arte e docente ordinario di Storia dell'Arte all'Accade- mia Statale di Belle Arti di Palermo, Giovanni Bonanno, c h i u d e r à i l 3 d i c e m b r e prossimo. Un sentimento d'amore per la Sicilia e per l'arte quello che ha spinto, ancora una volta, Bonanno a organizzare questa mostra, specchio di una precedente del 3 ottobre 2010 dal titolo "Novecento sacro in Sicilia", s v o l t a s i a l l ' A l b e r g o d e i Poveri, in occasione della v i s i t a a P a l e r m o d i P a p a Benedetto XVI. In esposizione sono 76 o p e r e d i 2 2 a r t i s t i , u n numero limitato dati gli spazi non propriamente sufficienti per contenerne di più e per motivi organizzativi, come ci dice il curatore in un'inter- vista. "La mostra è incomple- ta, per due ragioni: la prima, per uno spazio limitato, la s e c o n d a p e r c h é m a n c a n o alcune grandi personalità difficilmente raggiungibili per blocchi di varia natura..." E continua: "Si è voluto dare un piccolo assaggio di questo periodo storico che va dalla fine degli anni Trenta, inizio anni Quaranta sino alla fine del secolo, inizio del nuovo secolo, al di là della soglia del XXI secolo. Si è v o l u t o d a r e u n a s s a g g i o della complessità della cul- tura siciliana, non soltanto a r t i s t i c a m a i n o g n i c a s o l'arte in connessione con gli altri movimenti culturali, sociali, politici, ideologici in un periodo storico difficilissi- m o , e l a s c e l t a d i q u e s t i a r t i s t i è s t a t a u n a s c e l t a molto attenta, molto oculata pur nelle difficoltà varie. Nel- l'insieme è molto rappresen- tativa. All'inizio degli anni quaranta, alla fine degli anni t r e n t a d u e s o n o i g r a n d i movimenti che rivoluzionano l'arte in Italia dopo il periodo storico del fascismo: il movi- mento di corrente a Milano e, a Roma, la scuola romana, due movimenti che determi- nano un cambiamento totale dove si inseriscono gli autori siciliani: a Milano e a Roma Guttuso, a Milano Migneco e poi altri siciliani; a Roma ci sono diversi siciliani fra cui lo stesso Guttuso e, in parti- colare, la presenza di Fausto Pirandello. Non è siciliano, ma se si è siciliano per pura nascita, forse questo è anche un limite. La grande tematica d e l g r a n d i s s i m o P r e m i o Nobel travasa naturalmente nell'opera del figlio. Questa terribilità, questo senso di a n g o s c i a e s i s t e n z i a l e c h e vediamo nell'opera di Luigi Pirandello, per chi sa leggere questa opera drammatica- mente siciliana, la sentiamo all'interno della pittura di Fausto Pirandello. In tutta la struttura formale, in tutta l ' i n t e r i o r i t à , i n t u t t a l a c o s c i e n z a e s i s t e n z i a l e d i Fausto Pirandello. Quei dip- inti che sono in mostra non sono dipinti gioiosi, non sono dipinti che cantano l'esisten- z a . G u t t u s o e P i r a n d e l l o : l'uno l'esaltazione della sen- sualità, dell'erotismo, l'altro che vede l'erotismo, la carne, la sensualità come angoscia dell'uomo, come finissement dell'uomo, è il disfacimento dell'uomo. Allora questa è la duplice realtà della mostra, sia tramite Pirandello sia tramite Guttuso, una mostra decisamente incompleta per varie ragioni ma che vor- r e b b e , a u s p i c a c h e p o s s a essere l'inizio di una revi- sione maggiormente articola- ta." L ' i n t e r v i s t a p r o c e d e e approfondisce sempre più la visione del professor Bonan- no che continua: "Molti riferimenti all'in- terno della pittura di Secon- d o N o v e c e n t o i n S i c i l i a rimandano alla Francia e alla Germania di inizio Novecen- to che perdura anche lungo g l i a n n i V e n t i e g l i a n n i Trenta e poi si rinnova sia in Francia, sia in Germania, sia in Sicilia, sia in Italia lungo gli anni a venire." Andando un po' più all'in- terno di questa mostra, sono 5 le aree di lettura: "... il neo espressionismo che si collega alla tradizione poetica dei Francesi, drammatica dei Tedeschi; il neo realismo che ha un suo fondamento in Guttuso ma si apre a tanti altri. Ma le contaminazioni sono continue. L'area della classicità rivisitata. Il classi- cismo, la classicità che non è morta. E' presente in Lia Pasqualino Noto, una rivisi- tazione è presente in Fiume, in Mario Pecoraino. Poi c'è una nuova visione: hanno c a n t a t o s e m p r e l a m o r t e della figura, bene Guccione e Modica rivisitano la figu- razione, danno un'altra idea della figurazione che è sur- reale, che è poetica, che è liri- ca. L'ultima sezione è quella riservata al mondo dell'as- tratto, un po' dell' informale. E p a r l i a m o s e m p r e d i u n assaggio di un periodo." E non possiamo non citare Carla Horat, Togo, Gigi Mar- torelli e Salvatore Provino. E ' d a v v e r o u n a b e l l a mostra questa che Giovanni Bonanno, curatore e diret- tore artistico, ha organizzato alla GAM di Palermo e di gran pregio è anche il catalo- go che vede, oltre alla sua firma, quella del sindaco e dell'assessore alla cultura come prefatori; quella di altri intellettuali, scrittori, critici, collezionisti d'arte e tutte le foto delle opere esposte. Importante è la sede isti- tuzionale, la GAM, in cui è possibile visitarla. Si trova nel centro storico di Palermo, nel suo cuore. Istituita su p r o p o s t a d i E m p e d o c l e Restivo e approvata dal Con- siglio Comunale nel 1906, fu inaugurata, alla presenza del re Vittorio Emanuele III nel 1910 quando la sede si trova- v a n e l r i d o t t o d e l p r i m o piano del Teatro Politeama. Lì rimase fin quando, era il 2006, il complesso museale fu trasferito alll'ex convento francescano della chiesa di Sant'Anna la Misericordia e l'attiguo Palazzo gotico-cata- lano Bonet che ne costituisce l'accesso. Edificato intorno al 1480 come edilizia residen- ziale aristocratica, nel secolo s u c c e s s i v o e p e r b r e v e t e m p o , d i v e n n e s e d e d e i Gesuiti per poi tornare in possesso ai Bonet. Nel 1618 v i e n e v e n d u t o a i P a d r i Francescani e, destinato a convento, fu ampliato con la costruzione di nuovi dormi- tori per i frati. Subì nel XIX secolo altri cambiamenti sia per dissesti finanziari dei frati francescani che trasfor- marono degli spazi in case d'affitto, sia per l' insedia- mento delle Regie Scuole Normali e, infine, in seguito alla soppressione, nel 1866, degli ordini religiosi. Durante la sindacatura di Leoluca Orlando, nel 1996, g r a z i e a l " c a n t i e r e d e l l a c o n o s c e n z a " - o p e r a d i risanamento di alcuni impor- tanti edifici – viene restaura- to il palazzo quattrocentesco con i suoi cortili interni, il suo chiostro circondato dal colonnato che lo collega alla chiesa barocca di Sant'Anna. La storia continua oggi con opere che si trovavano all'Esposizione Nazionale del 1 8 9 1 - 9 2 e c o n t a n t e e p r e g e v o l i a l t r e , l a s c i t i , d e p o s i t i d i a l t r i m u s e i , acquisti. E per tornare alla mostra, l'uomo del Novecento che è a l l a c o n t i n u a r i c e r c a d e l s e n s o d e l l a p r o p r i a v i t a , l'artista continua a cercarlo nell'arte e nella speranza di una sua non sempre realizza- ta esistenza. Maestri siciliani del Novecento alla Galleria d'Arte Moderna Dettagli di dipinti presenti alla mostra: da sinistra, Renato Guttuso, Fausto Pirandello e Bruno Caruso (Photos courtesy of Teresa Di Fresco) GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO

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