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31 GIOVEDÌ 16 OTTOBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | G li artisti con- cettuali italiani M a x P a p e - schi e Arian- n a B o n u c c i hanno presentato il loro pro- vocatorio progetto artistico, "Eau de Eau. L'arte della crisi idrica", all'Istituto I t a l i a n o d i C u l t u r a d i San Francisco, con una grande inaugurazione il 7 ottobre. Papeschi torna nella Bay Area dopo la sua mostra del 2017, "Cinquanta sfuma- t u r e d ' o r o " . I n s i e m e a l l a direttrice artistica e fotografa Arianna Bonucci, sta ora sfi- dando la percezione del pub- blico sul valore dell'acqua creando un finto profumo di lusso. L a d i r e t t r i c e d e l l ' I I C , Alberta Lai, ha presentato la serata, osservando che "attraverso il progetto, Max Papeschi e Arianna Bonucci, con raffinata ironia, richia- mano l'attenzione sul proble- ma globale della crisi idrica. La lussuosa bottiglia nascon- de un contenuto misterioso; in realtà, sollecita una presa d i c o s c i e n z a s u l v a l o r e incommensurabile dell'ac- qua, principio vitale e bene da tutelare". L'idea alla base di Eau de Eau è incredibilmente provo- catoria: una "multinazione" i m m a g i n a r i a c h e v e n d e acqua a un prezzo esorbitan- te. Una premessa distopica, per usare le parole di Pape- schi: "Abbiamo immaginato un futuro, spaventoso ma potenzialmente realistico, in cui la crisi idrica è progredita a tal punto che l'acqua dolce scarseggia. La nostra multi- nazione immaginaria ne trae profitto, confezionando l'ac- qua per venderla esclusiva- mente ai ricchi a un prezzo esorbitante, facendola valere essenzialmente più dell'oro. Il prodotto, oggi, è un falso, ma proviene da questo futu- ro distopico in cui la cosa più importante per la vita viene v e n d u t a a p e s o d ' o r o a i pochissimi che se la possono permettere". Arianna Bonucci apporta un tocco unico ed eclettico alla mostra, grazie alla sua e s p e r i e n z a n e l m e s c o l a r e arte e fotografia nei mondi della bellezza, del cibo, della moda e del lusso. La bottiglia è dotata di un tappo dorato, un simbolo potente, forse un'esagerazione. "Il tappo d'oro è la manifestazione fisi- ca di quel prezzo esorbitante. Significa che l'acqua al suo interno non è più una merce da due o tre dollari; è un bene prezioso. Sebbene l'idea sia ora esagerata, il rischio concreto che l'acqua non rag- giunga tutti è reale se conti- nuiamo sulla strada attuale", ha affermato. "I dati sono terrificanti: nei prossimi vent'anni, la d o m a n d a d i a c q u a d o l c e salirà alle stelle, mentre la quantità che abbiamo sul pianeta rimarrà la stessa e sarà sempre più mal distri- buita a causa del cambia- mento climatico". Papeschi ha aggiunto: "La domanda di acqua dolce potrebbe addi- rittura raddoppiare in alcune parti del mondo. Mettendoci nei panni di coloro che la promuoverebbero e ne trar- rebbero profitto, stiamo cer- cando di evidenziare l'entità del problema. Diventiamo i cattivi che trasmettono il messaggio". La première del progetto a Milano è stata un evento di lancio esclusivo e iperreali- stico. Abbiamo chiesto ad Arianna quale fosse il pensie- ro alla base dell'utilizzo del l i n g u a g g i o e d e l l ' e s t e t i c a s e d u c e n t e d e l l ' i n d u s t r i a cosmetica di lusso. "Affinché la simulazione fosse davvero efficace e realistica, doveva- mo impegnarci al massimo. Max ha quel suo famoso stile provocatorio, e io ho contri- buito a dargli un'estetica cre- dibile e di alto livello. Vole- v a m o c h e l ' e v e n t o assomigliasse esattamente a un lancio di profumo gla- mour a Milano, con champa- gne, caviale e un'ambienta- zione grandiosa. L'idea era che nessuno sospettasse che questa elegante e lucida bot- tiglia fosse in realtà un com- mento alla crisi idrica. L'am- bientazione doveva essere grandiosa, e nessuno sospet- t a r e n u l l a " , h a s p i e g a t o . Quello che è successo quan- do ai partecipanti è stata pre- sentata la vera "fragranza" è diventato una storia da rac- contare: "Avevamo hostess impeccabili all'ingresso, che s p r u z z a v a n o a c q u a s u u n biglietto e dicevano: "Vuole provarla?". Le persone si sono immerse completamen- te nella situazione. Qualcuno si è persino complimentato sinceramente per il profumo, dicendo: "Non sto esageran- do, ragazzi, congratulazioni perché la fragranza è fanta- stica". Avrei pagato per vede- r e l e l o r o f a c c e q u a n d o , durante la conferenza, due ore dopo, abbiamo detto: "È solo acqua". Lo shock è stato il cuore del momento artisti- co". La bottiglia in sé è bellissi- ma, con un tappo dorato che rappresenta la Terra. "La produzione di queste botti- glie è stata piuttosto costosa e complicata. Il tappo è dav- vero un gioiello; è stato crea- to dal nostro amico e gioiel- liere, Sebastiano D'Augusta, che lo ha realizzato a mano come un pianeta Terra in miniatura. L'azienda produt- trice di vetro è italiana, ren- d e n d o l a b o t t i g l i a 1 0 0 % Made in Italy. Abbiamo fatto tutto questo perché voleva- mo un risultato credibile. Come tutti i veri marchi di profumi, immaginiamo un sequel, una seconda pubbli- cità e una nuova bottiglia. Abbiamo anche in program- ma di realizzare un docu- m e n t a r i o s u l n o s t r o t o u r a m e r i c a n o i n c e n t r a t o s u l problema dell'acqua". Osservando le sue opere, lo stile di Max sorprende per la mancanza di significati ovvi e per unapproccio ordi- nario. Muovendosi tra l'idea di "politicamente scorretto" e il futurismo,la sua visione prende alcuni elementi del p a s s a t o e l i t r a s f o r m a i n qualcosa di totalmente nuo- voper raggiungere ideologie future o alternative. "I miei progetti precedenti affronta- vano temi che avevano una durata relativa. Ma alcuni problemi, come la crisi idrica e il cambiamento climatico, sono esistenziali; passeranno solo se li risolviamo, altri- menti saremo noi a passare. Il mio progetto precedente si chiamava Extinction. Sto raggiungendo quell'età in cui si è meno inclini a concen- trarsi su cose fugaci e si desi- dera toccare temi assoluti. Arianna e io siamo riusciti a creare un progetto con un concept forte e un'estetica molto forte che tende all'as- soluto. Chiediamo alle perso- ne: cosa c'è di più assoluto dell'acqua? È così che la mia arte si è evoluta dall'affronta- re temi politici "fugaci" a temi più "assoluti". Sia Max che Arianna rico- noscono di non essere scien- ziati, ma si sentono in dovere di parlare della crisi idrica. "Leggiamo molto e ci docu- mentiamo perché i dati sono terrificanti, ma crediamo di poter creare consapevolezza su un argomento che spesso non è molto accattivante. La crisi idrica è noiosa; sembra d i s t a n t e . S a l t i a m o q u e l l e campagne su YouTube per- ché non ci riguarda finché abbiamo acqua pulita. Fin- ché le cose non ci toccano, n o n p e n s i a m o c h e s i a u n problema", hanno riflettuto. "Abbiamo chiesto alle perso- ne cosa significhi l'acqua per loro e 29 intervistati su 30 hanno risposto la vita. Quin- di, come può l'acqua essere noiosa? Ci siamo resi conto che, se i documentaristi che creano capolavori straordi- nari non riescono a evocare l'empatia di massa, dobbia- mo farlo anche noi, magari in modo folle, divertente, m a g a r i p e r s i n o s c i o c c o , usando tutti i trucchi dell'in- t r a t t e n i m e n t o a n o s t r a disposizione". Quale cambiamento spe- rate che Eau de Eau ispiri, abbiamo chiesto. "Molte per- sone pensano che non sarà mai responsabilità del singo- lo cittadino. Se ne siamo tutti c o n s a p e v o l i , d i v e n t a u n a r e s p o n s a b i l i t à c o l l e t t i v a . Dobbiamo essere in grado di dire che questa è un'emer- genza, punto. Dobbiamo ini- ziare a spingere i governi ad agire. Questa mostra riguar- da il dare senso, non la pura estetica. Siamo lieti di inizia- re qui in California, dove c'è già una grande sensibilità su questi temi". Eau de Eau è in tournée in tutta l'America, con tappe in California (San Francisco e L o s A n g e l e s ) , o l t r e a Washington DC e New York City. Il lusso distopico di "Eau de Eau" degli artisti Max Papeschi e Arianna Bonucci Bottiglie di Eau de Eau all' IIC di San Francisco (Photo: Enrica Cavalli) LA COMUNITÀ DI SAN FRANCISCO
