L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-16-2025

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19 GIOVEDÌ 16 OTTOBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | P e r i r o m a n i , ottobre è sem- pre stato più del semplice mese d e l l ' a u t u n n o . Per secoli, questo è stato il mese delle Ottobrate, le grandi uscite all'aperto che segnavano la fine della ven- demmia e trasformavano le colline fuori città in palco- scenici a cielo aperto per vino, musica e balli. Dalla f i n e d e l X V I I s e c o l o f i n o all'inizio del XX secolo, inte- ri quartieri abbandonavano le loro strette vie per la cam- p a g n a , r i u n e n d o s i c o n amici, musicisti e cibo al seguito. Il nome dell'usanza derivava dal mese, ma por- tava con sé un'atmosfera c h e a p p a r t e n e v a s o l o a Roma, un mix di festa e iro- nia, in parti uguali devozio- ne alla vendemmia e gioia per gli ultimi giorni caldi prima dell'inverno. L a m e t a p r e f e r i t a e r a sempre Testaccio, dove i fianchi del Monte Testaccio e r a n o s c a v a t i d a a n t i c h e grotte di stoccaggio che i locali chiamavano le cata- combe del vino; qui, il vino nuovo poteva essere conser- vato a una temperatura per- fetta, così la zona divenne rapidamente la cantina a cielo aperto di Roma. C'era- no, tuttavia, altre destina- zioni: Monteverde, Porta San Pancrazio, Porta San G i o v a n n i o P o n t e M i l v i o erano tutte popolari, e molte arrivavano fino ai Castelli R o m a n i , d o v e F r a s c a t i e Marino erano da tempo note per i loro vigneti. Le Ottobrate non avevano classi sociali: nobili e arti- giani, preti e soldati, donne con parasole e uomini con botti di vino potevano ritro- v a r s i f i a n c o a f i a n c o u n a volta arrivati i carri e disim- b a l l a t o i l c i b o . Q u e s t o l e rendeva molto speciali per la comunità. I l f o l k l o r i s t a G i g g i Zanazzo, che raccontò le usanze romane all'inizio del N o v e c e n t o , d e s c r i s s e i l ritorno da Testaccio come una lunga e rumorosa pro- cessione, dove la gente can- tava e suonava tamburelli e gnacchere, i tradizionali batacchi di legno tipici della musica popolare; descrisse di carri così pieni che i pas- seggeri sembravano acini d'uva rovesciati da un cesto, di gruppi che si fermavano a ballare sul ciglio della stra- da, di risate e occasionali zuffe dopo aver bevuto trop- po. Le Ottobrate erano, ci aiuta a capire Zanazzo, un r i t u a l e e u n m o m e n t o d i sfogo, un modo per la città di volgere all'esterno la pro- p r i a e n e r g i a q u o t i d i a n a dopo mesi di lavoro. La musica era il vero collante della giornata. Ogni Ottobrata aveva la sua colonna sonora di stornelli, brevi versi improvvisati che scambiavano prese in giro, flirt o lievi prese in giro tra i c a n t a n t i . L o s t o r n e l l o appartiene a una lunga tra- d i z i o n e i t a l i a n a d i r i m e improvvisate, ma a Roma a s s u n s e u n t o n o d a v v e r o distintivo: genuino, spirito- s o e s p e s s o a f f e t t u o s o , divenne sinonimo della città e della sua scena musicale. Poche parole bastavano per dare il via a un duello di d i s t i c i , a c u i r i s p o n d e v a all'istante chi aveva la lin- gua più affilata o l'orecchio più attento al ritmo, proprio come accade oggi in alcune occasioni con la musica rap. Con il canto arrivava il saltarello romano, una danza dai passi rapidi e leg- geri, caratterizzata dal con- tinuo cambio di partner, in cerchi che si allargavano a ritmo di musica. La danza non aveva una coreografia f i s s a e t u t t i i m p a r a v a n o guardando e partecipando, il che la rendeva la perfetta e s p r e s s i o n e d e l l o s p i r i t o spontaneo dell'Ottobrata. Né la musica né l'essenza delle Ottobrate, tuttavia, s a r e b b e r o s t a t e l e s t e s s e senza il vino: a Testaccio, le osterie aprivano le loro can- tine ai nuovi prodotti di sta- gione, versando generosi calici che mescolavano la polvere rossa della collina al p r o f u m o d e l l ' u v a e d e l l e carni arrostite. Il rapporto tra Ottobrate e vino era così stretto che alcuni storici le considerano la prima festa laica del raccolto della città. Era, naturalmente, solo questione di tempo prima c h e l a c u l t u r a c h e s i s v i - luppò attorno alle Ottobrate Romane iniziasse a plasma- re le espressioni artistiche di Roma, inclusa la musica. La popolare canzone Bar- carolo Romano, scritta nel 1926 da Salvatore Balza- ni e Romolo Pizzicaria, tra- s f o r m ò i l t o n o f e s t o s o d i quelle uscite in una melodia che divenne uno standard della canzone romana. Solo due anni dopo, Ottorino Respighi portò la stessa atmosfera stagionale nella sala da concerto di Feste Romane, il cui terzo movi- mento, L'Ottobrata, trasfor- m a l a f e s t a r u r a l e i n u n a scena sinfonica, con tanto di corni da caccia e campane in lontananza. L'Ottobrata non era più solo una gita dome- nicale tra i vigneti, ma era diventata una metafora della vitalità e della gioia di vivere a l l a r o m a n a , a n c h e s u l palco. C o n l ' a v a n z a r e d e l X X secolo, le escursioni andaro- no lentamente scemando: la c r e s c i t a u r b a n a , i n u o v i ritmi di lavoro e le mutevoli concezioni del tempo libero rimodellarono il calendario c i t t a d i n o . L e a u t o m o b i l i sostituirono le carrozze e la campagna che un tempo ini- ziava alle porte di San Gio- v a n n i o S a n P a n c r a z i o divenne parte della metro- poli. Eppure, il termine Otto- brata non è mai scomparso: ogni autunno, il calendario culturale di Roma include a n c o r a f e s t i v a l c o n q u e l nome, concerti, fiere gastro- nomiche, eventi di quartie- re, e l'associazione con la musica all'aperto rimane. L a S a g r a d e l l ' U v a d i Marino , nata negli anni ' 2 0 p e r c e l e b r a r e l a v e n - d e m m i a , c o n t i n u a a f a r zampillare le sue fontane di vino la prima domenica di ottobre, e gruppi folkloristi- ci mantengono vivi gli stor- nelli e il saltarello nei cortili della città e su piccoli palchi a Trastevere. SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI Le uscite romane di ottobre: la musica delle Ottobrate

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