L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-30-2025

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SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI 33 GIOVEDÌ 30 OTTOBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | L a Via Appia, la R e g i n a d e l l e Strade: un tito- lo che gli stessi Romani le diede- ro quando la costruirono più d i d u e m i l a a n n i f a . N e l 2024, l'UNESCO ne ha for- m a l m e n t e r i c o n o s c i u t o i l valore storico e culturale inserendola nella lista del Patrimonio Mondiale, con- fermando ciò che l'Italia già sapeva: la Via Appia è molto più di una strada, è un filo di storia che unisce il passato e il presente, l'Occidente e l'O- riente del Paese. Costruita nel 312 a.C. per c o l l e g a r e l a c a p i t a l e c o n Capua e successivamente prolungata fino a Brindisi, fu un'arteria vitale di comuni- cazione, commercio e con- quista, il che la rese un colle- gamento essenziale anche dal punto di vista culturale. Uscendo da Roma attra- verso Porta San Sebastia- no, l'Appia assume subito l'aspetto di un museo a cielo aperto: all'interno del Parco R e g i o n a l e d e l l ' A p p i a A n t i c a , l u n g h i t r a t t i d i basolato sono sopravvissuti quasi intatti, incorniciati da alti pini e cipressi che confe- riscono alla strada la sua inconfondibile atmosfera. I visitatori spesso esplorano questa zona a piedi o in bici- cletta, soprattutto la dome- n i c a , q u a n d o l a m a g g i o r parte del traffico è vietata e la strada è chiusa al traffico: s e c ' è q u a l c o s a c h e h a i l potere di farti sentire come s e n u l l a f o s s e c a m b i a t o dall'antichità, è proprio que- sto. Poco oltre le mura cittadi- ne si trova la piccola Chiesa del Domine Quo Vadis, che si dice indichi il luogo in cui San Pietro incontrò Cri- sto in fuga dalla persecuzio- ne; poco più avanti, la strada s u p e r a g l i i n g r e s s i d e l l e catacombe di San Calli- s t o e S a n S e b a s t i a n o , c i m i t e r i s o t t e r r a n e i c h e hanno ospitato migliaia di s e p o l t u r e e a f f r e s c h i d e i primi secoli del Cristianesi- mo. La loro posizione lungo l'Appia è storicamente signi- ficativa, poiché ci ricorda che la legge romana proibiva le sepolture all'interno delle mura cittadine, trasforman- do i primi tratti della strada in una vasta necropoli. Di fronte sorge l'enorme com- p l e s s o d e l l a V i l l a e d e l Circo di Massenzio, resi- denza e ippodromo privato del IV secolo dell'imperatore c h e g o v e r n ò b r e v e m e n t e Roma prima di Costantino. L a T o m b a r o t o n d a d i Cecilia Metella, costruita per una nobildonna nel I secolo a.C. e successivamen- te inglobata in una fortezza medievale, segna un'altra tappa del viaggio, il cui soli- do tamburo in travertino è oggi un punto di riferimento d e l l a c a m p a g n a r o m a n a . Oltre si erge la Villa dei Quintili, una tenuta del II secolo d.C. conquistata dal- l'imperatore Commodo per la sua bellezza e imponenza. T u t t i q u e s t i m o n u m e n t i fanno parte di un'unica area archeologica visitabile con un unico biglietto, rendendo questo primo tratto della Via Appia uno degli itinerari sto- rici più concentrati d'Euro- pa. La maggior parte dei viag- giatori si ferma lì, eppure la strada prosegue ben oltre la periferia di Roma, e la desi- g n a z i o n e U N E S C O c o p r e l'intera linea a sud fino a Brindisi, oltre ottocento chi- lometri di pavimentazioni, ponti e resti di città che un tempo prosperarono grazie ad essa. Seguendo l'Appia fuori dal Lazio, il paesaggio si apre sul mare a Terraci- n a , d o v e i R o m a n i s o t t o Traiano tagliarono letteral- mente una rupe per consen- tire all'autostrada di costeg- giare la costa. Sopra la città moderna si ergono le rovine d e l T e m p i o d i G i o v e Anxur, un santuario con vista sia sulla costa tirrenica che sull'antica striscia di pie- tra sottostante. L'opera di ingegneria è ancora visibile, con la parete rocciosa taglia- ta di netto per far posto alla strada imperiale. Più a sud, nei pressi del- l'odierna Minturno, l'Appia attraversava il fiume Liri e scorreva dritta attraverso il centro della colonia romana di Minturnae, con il sito che conserva ancora il foro, un teatro, le terme e lunghi trat- ti della pavimentazione in basalto dove un tempo tran- sitavano i carri di mercanti e f u n z i o n a r i . L o s c h e m a s i ripete in Campania, presso l'antica Capua, oggi Santa Maria Capua Vetere, un tempo una delle città più potenti dell'Italia meridiona- le, dove troviamo l'Anfitea- t r o C a m p a n o , s e c o n d o solo al Colosseo per dimen- sioni (e forse il suo modello), una vasta ellisse di pietra che un tempo ospitava deci- ne di migliaia di spettatori. Il legame della città con i g l a d i a t o r i , t r a c u i s p i c c a Spartaco, conferisce a questa t a p p a u n p o s t o d i r i l i e v o nella più ampia storia delle p r o v i n c e m e r i d i o n a l i d i Roma. Proseguendo verso l'en- troterra, l'Appia sale verso Benevento, dove l'Arco di Traiano si erge ancora sul tracciato dell'antica strada: completato all'inizio del II secolo d.C., celebrava sia le vittorie militari dell'impera- tore sia le sue vaste opere pubbliche, tra cui la costru- zione di un nuovo ramo, la Via Traiana, che accorciò il tragitto da Benevento all'A- driatico. Ricco di rilievi scol- piti raffiguranti battaglie e scene civili, l'arco è uno dei m o n u m e n t i t r i o n f a l i p i ù completi sopravvissuti all'e- poca romana e segna il pas- saggio dall'Italia centrale a quella meridionale. La destinazione finale del- l'Appia è Brindisi, il porto che collegava Roma alla Gre- cia e al Mediterraneo orien- tale. Sul lungomare della città si ergono due colonne romane che da tempo segna- no la fine simbolica della strada. Solo una è rimasta i n t e g r a , l ' a l t r a è c r o l l a t a secoli fa, ma insieme costi- tuiscono ancora la punteg- giatura visiva di un viaggio iniziato nella capitale. Intor- n o , l ' a n t i c o p o r t o s i a p r e sull'Adriatico, a ricordo del tempo in cui soldati, mer- canti e poeti, tra cui Orazio, partivano da questo punto verso le province e il mondo. Percorrere la Via Appia oggi significa ripercorrere la linea fisica della storia d'Ita- lia attraverso paesaggi ed e p o c h e m u t e v o l i ; i n u n unico percorso, si incontra- no ville imperiali, catacombe cristiane, architettura mili- tare e santuari rurali, ognu- n o d e i q u a l i r i f l e t t e u n a diversa fase dello sviluppo della penisola. Il riconosci- mento UNESCO ha portato una rinnovata attenzione all'idea che il patrimonio c u l t u r a l e n o n s i l i m i t i a monumenti isolati, ma possa esistere come un continuum v i v e n t e . D a l l e p i e t r e d e l Parco dell'Appia Antica a Roma alle colonne lavate dal vento di Brindisi, la strada racconta una storia coerente di come infrastrutture, cul- tura e territorio siano rima- sti connessi per oltre due millenni. Lungo la Via Appia: cosa vedere sull'antica Regina delle Strade A new exhibition connecting art, artists, and donors through selected works from our permanent collection 415.673.2200 | info@sfmuseo.org | www.sfmuseo.org Brindisi: le antiche colonne che tradizionalmente marcano la fine della Via Appia (Photo: Adamico/Dreamstime)

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