L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-30-2025

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GIOVEDÌ 30 OTTOBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | 13 N e l c u o r e d i N a p o l i , t r a s t e n d i b i a n - cheria, vecchi balconi e vico- li colorati, un volto grande quanto un muro osserva la f o l l a d a l l ' a l t o : è D i e g o Armando Maradona, con lo sguardo fisso in avanti, un'espressione a metà tra il mistico e lo sfidante. Intorno a l u i , s c i a r p e , c a n d e l e e biglietti scritti a mano sono a p p e s i c o m e e x v o t o . I l m u r a l e , d i p i n t o n e l 1 9 9 0 d a l l ' a r t i s t a l o c a l e M a r i o Filardi, fu finanziato dai residenti quando Maradona guidò il Napoli alla vittoria del campionato di calcio di S e r i e A ; o l t r e t r e n t ' a n n i dopo, è ancora lì, nei Quar- tieri Spagnoli, un po' monu- m e n t o , u n p o ' s a n t u a r i o , permeato dall'affetto di una città che ha fatto di un cal- ciatore il suo santo. I muri, a Napoli, testimo- niano storia e amore, ed è per questo che la città ha tra- sformato la street art in un linguaggio civico, un modo per parlare di devozione e politica, ma anche di soprav- v i v e n z a q u o t i d i a n a . U n a delle voci principali di que- sto linguaggio è Jorit, lo street artist napoletano i cui ritratti iperrealistici ormai ricoprono interi edifici: le sue figure – sempre con due l i n e e r o s s e d i p i n t e s u l l e guance – spaziano da icone globali come Martin Luther King e Che Guevara a perso- naggi locali come il cantante Pino Daniele e l'attore Mas- simo Troisi. Nonostante le loro origini e vite diverse, i suoi soggetti condividono tutti qualcosa: dignità, sfida, s o l i d a r i e t à . A n c h e l u i h a dedicato un'opera a Marado- na: dipinta a San Giovanni a T e d u c c i o , n e l l a p e r i f e r i a industriale orientale della città, questa raffigurazione murale reinterpreta il calcia- tore come una divinità laica, i c u i t r a t t i e m e r g o n o d a l cemento con la scritta "Dios Umano", dio umano. Nelle vicinanze, altri condomini ospitano murales di Guevara e King, ognuno dei quali, secondo le parole dell'arti- s t a , v u o l e r i c o r d a r e c h e anche la periferia ha i suoi eroi. A Forcella, uno dei quar- tieri più antichi e difficili della città, Jorit ha dipinto S a n G e n n a r o , i l s a n t o patrono di Napoli, non con i tratti di un'icona canonica, ma con il volto di un fabbro locale; l'espressione solenne del santo e la mitra a elmo conferiscono un sapore quo- tidiano al sacro, trasforman- do la santità in un riflesso della gente comune. Poiché tutti i santi hanno avuto ori- gine come esseri umani, non dimentichiamolo. Lo stesso mix di riverenza e ribellione caratterizza un altro dei muri più chiacchie- rati della città: la "Madon- n a c o n l a P i s t o l a " d i Banksy. Nascosta in una strada laterale vicino a Piaz- za Gerolomini, nel centro storico, raffigura una Vergi- ne Maria classica con una pistola al posto dell'aureola. Gli abitanti del posto l'hanno notata durante la notte e h a n n o s u b i t o d e c i s o c h e aveva bisogno di protezione: nel giro di poche settimane, lo stencil è stato incorniciato in plexiglass, come un tesoro da custodire. Si dice che sia l ' u n i c a o p e r a d i B a n k s y sopravvissuta in Italia. Le interpretazioni dell'opera variano: alcuni vi vedono ironia, altri critica sociale, ma i napoletani di solito vi v e d o n o l a v e r i t à , p e r c h é sanno bene come fede e vio- lenza abbiano spesso convis- suto nella loro città; la Vergi- n e d i B a n k s y r i f l e t t e semplicemente una tensione che già conoscono. Se vogliamo davvero capi- re come funziona la street art a Napoli, è utile allon- tanarsi dal centro stori- co, che è una cartolina. Il Rione Sanità, un tempo noto per la povertà, è stato r i m o d e l l a t o n e l l ' u l t i m o d e c e n n i o d a u n a s e r i e d i murales realistici ma incre- dibilmente teneri: grandi volti di bambini, coppie e anziani guardano dall'alto delle facciate, dipinti da arti- sti internazionali invitati attraverso progetti comuni- tari. Nella vicina Materdei, l'artista argentino Franci- s c o B o s o l e t t i h a c r e a t o Partenope, una rappresen- tazione monumentale della mitica sirena cittadina, il cui profilo si erge dall'edificio come uno spirito guardiano. O g n u n a d i q u e s t e o p e r e sembra esprimere un'affer- m a z i o n e i n c r e d i b i l m e n t e profonda: dichiarano che quartieri spesso definiti dai loro problemi possiedono anche una propria bellezza, una propria mitologia e il diritto alla visibilità. Più a est, nei quartieri industriali di Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio, i muri sono diventati manife- sti sociali: è qui che troviamo i g r a n d i v o l t i d i M a r t i n Luther King e Salvador Allende dipinti da Jorit, accompagnati da slogan sul lavoro e la dignità. Altri arti- sti locali riempiono cortili scolastici e sottopassaggi con motivi di speranza, protesta e orgoglio comunitario. Una passeggiata nel cen- tro storico conferma quanto sia diventato ampio questo vocabolario visivo. Vicino a Via Toledo, una Sophia Loren dipinta posa con gra- zia cinematografica, celebra- t a c o m e u n a " r a g a z z a d e l posto che ce l'ha fatta". Die- tro l'angolo, Pino Daniele appare circondato da un'au- reola di note musicali, raffi- gurato quasi come un santo c o n l a c h i t a r r a i n m a n o . Altrove, minuscoli mosaici di pixel ricreano il volto di Maradona degli anni '80, mentre nuovi stencil citano proverbi napoletani o slogan politici. Il mix è sregolato ma sincero, perché Napoli non separa le sue icone: santi, calciatori, cantanti, rivolu- zionari e la Vergine condivi- dono tutti la stessa superfi- cie di gesso, formando un pantheon che esiste solo qui. Per chi non la conosce, può sembrare contradditto- rio che una città così legata alla tradizione abbracci l'arte dei graffiti, eppure Napoli è sempre stata un luogo in cui l'antico e l'improvvisato coe- sistono: le processioni reli- giose si incrociano con gli scooter e i panni stesi accan- to ai balconi barocchi. La s t r e e t a r t s e m p l i c e m e n t e c o n t i n u a q u e l r i t m o . E i l fatto che la città custodisca un Banksy dietro un plexi- g l a s s , p u r c o n s e n t e n d o a nuovi murales di diffondersi nei suoi quartieri, dimostra l a r a r a i m p o r t a n z a c h e Napoli attribuisce alla spon- taneità e all'arte popolare. Vedendo i murales di per- sona, diventa chiaro che non si tratta di tentativi di abbel- lire la città, ma piuttosto di sforzi per renderla onesta. Perché la pietra ricorda ciò che la storia ufficiale tende a dimenticare: chi ha vissuto qui, chi ha lottato, chi ha ispirato devozione. Il murale di Maradona porta ancora i messaggi scritti sui penna- relli dei visitatori che lo rin- graziano "per averci dato o r g o g l i o " ; i l v o l t o d i S a n Gennaro a Forcella continua a ricevere fiori freschi; persi- no la Madonna armata di Banksy, nonostante tutta la s u a i r o n i a , è t r a t t a t a c o n rispetto. Ogni opera, a modo suo, è un atto di appartenen- za. I muri di Napoli parlano: street art, santi, calcio e sopravvivenza Un'icona di Napoli, Totò, sui muri dei Quartieri Spagnoli (Photo: Vividaphoto/Dreamstime) GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO

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